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L'incendio alla Mecoris L'incendio alla Mecoris - Foto Edoardo Palmesi

Incendio Mecoris, è scontro tra Bellincampi (M5S) e Pompeo

La Mecoris srl brucia e la discussione politica s’infiamma. Una battuta che viene a leggere ed a cercar di capire le ragioni sottostanti allo scontro in atto tra il Presidente della Provincia avv. Antonio Pompeo ed il consigliere comunale M5S Christian Bellincampi. Dell’incendio che ha sparso nubi tossiche su Frosinone e sui comuni circostanti lo sanno tutti ed in questo rimpallarsi di voci allarmanti, non tutti avranno avuto modo e tempo di seguire la discussione che ha preso l’avvio dal comunicato stampa in cui il Presidente Pompeo, nel dare la meritata importanza all’impegno con cui Vincenzo Savo, consigliere provinciale con delega all’ambiente, s’è impegnato a seguire di persona l’evolversi della situazione alla Mecoris srl poneva, nello stesso comunicato, l’esigenza al «Ministero dell’Ambiente e alla Regione Lazio di attivare un tavolo per riscrivere insieme le regole per consentire al nostro territorio di avviare uno sviluppo sostenibile”. Troppe leggi e “poco chiare” «che non garantiscono né la salute dei cittadini, né le esigenze delle imprese». Christian Bellincampi, come colpito dalla dichiarazione di Pompeo, sul suo profilo FB posta una dichiarazione polemica che, dopo aver ricordato che il Presidente della Provincia alla fine attacca il governo regionale che come quello provinciale è Pd, fa sapere che «l'autorizzazione al suddetto impianto viene data dalla Provincia nel 2016, con Pompeo presidente», accusandolo di  «ipocrisie  … e … strumentalizzazioni sulla pelle di chi questi luoghi li vive e cerca affannosamente di salvare il salvabile … Questa valle non merita di essere cimitero di rifiuti di nessuno. Troppi morti, troppi malati, troppi in fuga da qui...anche se non fanno più notizia. Non dobbiamo adeguarci alla mediocrità che ci circonda. Si deve reagire. Tutti insieme». Sarà stato il tono enfatico della chiusura o l’aver scritto in apertura una forzatura collegando l’autorizzazione concessa alla ditta Mecoris srl dagli uffici provinciali, alla presidenza Pompeo, sta di fatto che il Presidente Pompeo risponde a stretto giro di … “dichiarazioni” scrivendo a sua volta: «Ho letto un post di un consigliere comunale 5 stelle che mi accusa in qualità di presidente della provincia di aver concesso l’autorizzazione alla Mecoris Esistono procedure definite dal Testo Unico Ambientale che suggerisco come lettura al Consigliere. Prima di tirare in ballo il Presidente della Provincia, che oltretutto non rilascia autorizzazioni, consiglio di documentarsi e studiare!!!». L’ultima affermazione è oramai diventata una banalità che spesso viene utilizzata a torto a ragione contro ogni atto o dichiarazione del M5S senza mai ricordare che nel farlo si cita un ritornello provocatorio di Berlusconi. Si perché al Berlusca va il merito di aver lanciato per primo l’offesa. Ed il gioco è fatto. Dalla polemica positiva da cui poteva uscire magari un pubblico impegno ad intervenire dall’opposizione o dall’interno dei percorsi di partito, per il bene della nostra “martoriata terra” si è passati, come si dice dalle mie parti, al “chi song’ie e chi si tu” - letteralmente al “chi son io e chi sei tu” – intendendo con questa formula le tante liti di quartiere che esplodevano pubblicamente da “basso” a “basso”. Ovvia dunque la ripresa di Bellincampi che  dopo aver ribadito che«rimane il fatto che la Provincia ha autorizzato quell'impianto nel 2016», parte all’attacco come a dare ad intendere di aver voluto, lui bellino bellino e tanto carino, tendere un agguato al navigato Pompeo attaccandolo proprio sul terreno scelto dall’accusatore: « Non vuole questi impianti sul territorio? Faccia una moratoria allora, parli con i suoi "sodali" in regione e all'Asi, d'altronde son tutti colleghi di partito. Dove sta la "centralità della provincia" e "i tanti risultati raggiunti" tanto sbandierati negli ultimi anni? Cosa vuole fare realmente per salvare la salubrità della nostra valle? Ad oggi nulla! Conosciamo bene gli iter autorizzativi, così come sappiamo delle competenze in materia di controlli, che ci risultano essere anche appannaggio della Provincia stessa … Come consigliere comunale e membro della commissione ambiente da 2 anni mi sto battendo per portare una normalità amministrativa nel capoluogo proponendo azioni per migliorare la qualità della vita dei miei concittadini e contrastare l'inquinamento che attanaglia questa città e questa valle. Dalla ztl al centro storico alla pedonalizzazione di piazze storiche della città, ora squallidi parcheggi. Dalla piantumazione di alberi filtra smog a una diversa concezione di Via Aldo Moro al parco del fiume cosa. Purtroppo ciò che è la normalità un po' ovunque qui diventano montagne insormontabili per interessi politici e personali». Questi dovrebbero esser i temi vero dello scontro politico e male fanno a cedere a facili accuse reciproche. Quel che distingue i politici veri non è la capacità manipolatoria d’aver sempre ragione ma la capacità di ricercare, e trovare, la ragione nelle proposte di confronto progettuali e strategiche. Quelle che qualcuno continua ostinatamente a chiamare i “la politica dei contenuti”. Ed anche l’onorevole Ilaria Fontana con una dichiarazione lanciata in mattinata di ieri ci mette del suo. «Non è possibile che nel 2019 una città italiana debba vivere in uno scenario da contaminazione chimica, con evacuazioni e obbligo di mascherina! … Appena ho visto la colonna di fumo sollevarsi dall'azienda che tratta rifiuti speciali e industriali, ieri a Frosinone, il primo pensiero è andato alle persone che abitano vicino a quell’impianto, all’ospedale che dista poche centinaia di metri, così come scuole e uffici pubblici». S’è data da fare immediatamente l’onorevole Fontana mettendosi in contatto con il Ministero dell’Ambiente, che ha avviato tutte le procedure del caso (?)» ed ha contattato l’Arpa Lazio chiedendo «ufficialmente i dati sulle analisi dei terreni, della vegetazione e dell’aria per verificare la concentrazione di diossine e di altre sostanze potenzialmente pericolose prodotte dal rogo». E s’è unita al coro unanime che chiede ai Magistrati che stanno indagando “cause e responsabilità” perché il fatto che in Italia si siano collezionati «oltre 300 episodi del genere in tutta Italia nel giro di pochi anni e dunque non può trattarsi di altrettante casualità o incidenti». Forse, lascia ad intendere, la causa sta nel fatto che l’attuale governo ha continuato «ad approfondire il fenomeno… [con] … la commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti presieduta da Stefano Vignaroli» e con il rafforzamento dei controlli degli impianti deciso dal Ministro Sergio Costa. Non dimenticando di sottolineare che «la norma, recentemente approvata grazie all’impegno del sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia … obbliga i siti che trattano rifiuti a dotarsi di video sorveglianza e di impianti di emergenza interni ed esterni, rispettando le prescrizioni valide per gli impianti a rischio di incidente rilevante». Misure che rafforzano nel Governo la convinzione che si sta percorrendo la strada giusta e la convinzione di percorrerla «fin quando non ci saranno più roghi né cittadini costretti a tapparsi in casa. La gestione dei rifiuti deve rappresentare l’opportunità di realizzare una filiera virtuosa e non un pericolo per l’ambiente e la salute dei cittadini». Ultime parole che dovrebbero dare speranza e che invece aprono lo sconforto perché paiono la descrizione di una meta sempre lontana. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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