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Saldi: avvio ok, ma i cassinati aspettano le liquidazioni

Confcommercio Lazio Sud Frosinone, per i saldi estivi di 224 euro la spesa media delle famiglie

Al via i saldi estivi, sabato 6 luglio, nel Lazio e in tutta l’Italia. Ogni famiglia, secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio nazionale, spenderà in media per l’acquisto di abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, articoli sportivi e tessile per la casa, circa 224 euro per un valore complessivo che si aggira intorno ai 3,5 miliardi di euro. Dopo una stagione primavera/estate non proprio esaltante dal punto di vista dei consumi c'è grande attesa per questi saldi estivi. Il presidente della Federazione Moda Lazio Sud Roberto Tammetta, in linea con le dichiarazioni del presidente nazionale Roberto Borghi, sulle vendite di primavera letteralmente saltate creando una condizione di crisi economica per le imprese, dichiara: A questo punto sarebbe legittimo invocare lo stato di calamità per il settore che è stato fortemente condizionato dalla stagionalità insita nei prodotti di moda. I saldi estivi valgono circa il 12% dei fatturati dei fashion store. L'auspicio è, quindi, che almeno in questi saldi riparta la corsa allo shopping e si possa riscontrare un'effervescenza dei consumi anche se i nostri commercianti possono solo sperare di ‘fare cassa', ma non certo di recuperare una stagione che non è mai partita”.

Per il corretto acquisto di articoli in saldo, Federazione Moda Italia-Confcommercio Lazio Sud ricorda alcuni principi di base che è bene seguire:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 1519 ter cod. civile introdotto da D.L.vo n. 24/2002). In questo caso scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.
  2. Prova dei prodotti: non c'è obbligo. E' rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazioni del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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