L'Inchiesta Quotidiano OnLine
La Compagnia dei Carabinieri di Cassino La Compagnia dei Carabinieri di Cassino

Padre e figlio fermati, il gip lascia entrambi in carcere

Fermo non convalidato per Fioravante Di Silvio e suo figlio Matteo: i due rom, residenti nel quartiere San Bartolomeo di Cassino, resteranno in carcere. Lo ha deciso il gip Di Croce davanti al quale venerdì scorso si è svolta l’udienza di convalida del fermo. Il giudice per le indagini preliminari ha emesso un provvedimento restrittivo, a carico di entrambi, per il reato di estorsione aggravata mentre al più giovane è contestato anche il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che si è svolto venerdì alla presenza del difensore di fiducia Mariano Giuliano, il 46enne ha respinto le accuse, sostenendo di non essere a conoscenza dei fatti contestati. Suo figlio, invece, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip Di Croce si era riservato prima di pronunciarsi: l’avvocato Giuliano aveva chiesto che fossero rimessi in libertà perché non sussisteva il pericolo di fuga, ma la richiesta è stata respinta, vista la misura cautelare applicata.  
Fioravante e Matteo Di Silvio sono stati fermati la scorsa settimana poiché ritenuti responsabili dai carabinieri della Sezione Operativa di Cassino di una serie di atti violenti nei confronti di alcuni vicini che non avrebbero saldato un debito di droga. Tentativi di incendiare l’appartamento dei debitori, danneggiamento di auto, lesioni ed estorsione.
Ad emettere il provvedimento di fermo era stato il pm Alfredo Mattei che aveva accolto gli esiti investigativi condotti dai militari del tenente Massimo Di Mario dopo i fatti avvenuti a San Bartolomeo nel mese di marzo scorso: un attentato incendiario ai danni del proprietario di un appartamento a San Bartolomeo; un ulteriore tentativo di incendio, sempre a carico dell’abitazione dei vicini; un episodio di estorsione. Ma per il 18enne - come riportato nel decreto di fermo del pm - anche il sospetto dei carabinieri che lo ritengono responsabile della sparatoria avvenuta a San Bartolomeo nella notte del 25 giugno scorso. In merito, però, le indagini sono ancora in corso e non si escludono ulteriori sviluppi a breve. 
Alla luce di quanto esposto dal pm, il gip ha deciso di non rimettere in libertà i Di Silvio e di lasciarli in carcere. L’avvocato Mariano Giuliano sta valutando se ricorrere al Tribunale del Riesame, ma la linea difensiva non è stata ancora pianificata.

DA L'INCHIESTA QUOTIDIANO, OGGI IN EDICOLA

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604