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Carmine Di Mambro durante l'intervista nella nostra redazione centrale

Sanita' provinciale, Di Mambro organizza una task force: «Presenterò diffide e richieste di danni»

Il consigliere coraggio Carmine Di Mambro senza pausa, noto per le sue posizioni a difesa dei malati e dei più bisognosi, va a scontro frontale con la Regione Lazio e la Asl di Frosinone. «Reclamo per disservizi e lesione dei diritti del malato negli ospedali della provincia di Frosinone diffida e richiesta ristoro dei danni»: esordisce.
«In quest’ultimo periodo, più che nel passato, si evidenzia un notevole disservizio negli ospedali della nostra provincia, soprattutto in quelli di Cassino e Frosinone. Queste problematiche, oltre che nei reparti, si riscontrano in maniera massiccia e continuativa soprattutto nei Pronto Soccorso. Non ho nulla contro una parte del personale, sempre disponibile e professionale, ma alcuni dipendenti e soprattutto la classe dirigente, devono capire che il malato ha sempre la precedenza su tutto e tutti. Nemmeno negli ospedali da campo durante le guerre, si vedeva quello che sta succedendo in questo periodo ai nostri cari negli ospedali della provincia. Questo succede perché i nostri politici pensano alle sfilate elettorali e i dirigenti sanitari al proprio tornaconto. Questo è inaccettabile in una sanità 4.0 come quella ideata dalla nostra regione che però non tiene in alcun conto le realtà ospedaliere del territorio facendo subire al malato tutte le difficoltà, le manchevolezze e le inefficienze di una politica priva di attenzioni per il cittadino. Il malato come persona deve essere al centro dell'attenzione della sanità come con il seguente declamo si propone».

Ma come si articolerà il ricorso predisposto da Di Mambro? Ecco lo schema ed i contenuti di un’impugnativa tipo basata però sui disagi realmente riscontrati: «In occasione delle indicate degenze ospedaliere e prestazioni di primo soccorso e durante le lunghe attese (anche di qualche giorno sulle barelle per i corridoi) al Pronto Soccorso i pazienti presenti hanno subito i maggiori disagi e disservizi per mancanza di personale, di qualità della struttura e per carenze di pulizia. In particolare: mancanza di medicine per determinate patologie; le lenzuola del reparto non venivano cambiate o quelle cambiate erano a loro volta sporche; le finestre delle stanze del reparto erano state sigillate con nastro adesivo per evitare gli spifferi d’aria; maniglie di porte e finestre delle stanze del reparto erano divelte o malfunzionanti; i bagni per i visitatori e gli ascensori erano fuori uso; nei bagni accedenti alle stanze del reparto mancava la carta igienica o ancora peggio fuori uso; in alcune camere del reparto manca la televisione;  vicino ad alcuni letti del reparto non vi è il campanello per le emergenze; sistema di climatizzazione in larga parte assente eccetera».

«Chieste informazioni o chiarimenti su tali manchevolezze - ha evidenziato Di Mambro -, siamo stati informati dell’assenza di manutenzione per essere affidata la stessa ad un solo addetto (di una società privata) per tutto l’ospedale, della chiusura della lavanderia (che dunque impediva l’igiene e la pulizia delle lenzuola) e di disservizi dovuti al disposto accorpamento di reparti del Presidio Ospedaliero o mancanza di personale».
«Considerato che - e veniamo ai passaggi decisivi - quanto sopra occorsoci lede i principi cardine della tutela sanitaria che impongono, oltre all’adozione di misure di prevenzione in merito all’accesso ed all’informazione dei pazienti e dei loro familiari, anche l’osservanza di standard di qualità, di sicurezza e di innovazione volti ad evitare disagi a persone che già vivono sofferenze e dolore per le precarie condizioni di salute. Che i disagi subiti costituiscono chiara violazione dei diritti del malato ed in primis della dignità umana, quale diritto sancito non solo dalla nostra Carta Costituzionale ma anche da norme sovranazionali quali la Carta di Nizza o Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 7.12.00 ma anche la Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa (Amsterdam 1994); Carta di Lubiana sulla riforma all’assistenza sanitaria del 1996; la Dichiarazione di Jakarta sulla promozione della salute del 1997».
«Che - aggiunge - i disservizi denunciati appaiono lesivi anche dei diritti: a) agli standard di qualità (art. 8 della Carta dei Diritti del malato) secondo cui “ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari di alta qualità, sulla base delle definizioni e del rispetto di precisi standard”; b) alla sicurezza (art. 9 della Carta dei Diritti del malato) per cui “ogni individuo ha il diritto di essere libero da danni derivanti dal cattivo funzionamento dei servizi sanitari …. e ha il diritto di accesso a servizi e trattamenti sanitari che garantiscono elevati standard di sicurezza. Ritenuto che i disservizi denunciati, per quanto giustificati eventualmente da carenze finanziarie o di personale, non possono legittimare la negazione o la messa in discussione dei diritti sopra elencati, recepito peraltro dall’Asl di Frosinone nel Regolamento di Pubblica Tutela allegato alla Carta dei Servizi e richiamati nella parte in cui viene garantita la “Tutela e la Partecipazione” sul sito dell’Asl medesima; che è precipuo diritto degli istanti non solo presentarereclamo ma anche richiedere un risarcimento sufficiente per il tempo trascorso nelle condizioni descritte nei vari reparti o nel Pronto Soccorso. Tanto premesso, considerato e ritenuto che tutti i pazienti presentano reclamo per le condizioni sopraelencate in cui sono stati assistiti nel periodo di tempo trascorso quali degenti presso gli ospedali provinciali chiedono per tali ragioni, di essere ristorati dei danni e disagi subiti, danni tutti che possono essere quantificati in euro X per ciascuno degli istanti. Invitano inoltre i responsabili dell’Asl di Frosinone e dei Presidi Ospedalieri a porre immediato termine alle disfunzioni denunciate». «Si confida in un celere e cortese riscontro del presente reclamo riservandosi in ogni caso ogni più opportuna azione anche giudiziaria per la tutela dei diritti lesi. Ai fini del reclamo gli istanti delegano Carmine Di Mambro e Michela Del Vecchio «a rappresentare, anche in sede conciliativa, le loro doglianze agli uffici sanitari, ivi compresa la direzione sanitaria, conferendogli ogni facoltà prevista dalla legge e dando per rato e confermato sin da ora il suo operato».
«Spero di essere stato chiaro e soprattutto di essere utile a tutti i disagiati della nostra provincia, fino a quando non ci sarà un’assistenza sanitaria civile ed adeguata, continuerò a combattere all’interno della legge per far valere i nostri diritti di malato», conclude l’ex consigliere comunale.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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