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Il cippo borbonico coperto da manifesti Il cippo borbonico coperto da manifesti

Cassino, Dante Sacco: quel cippo borbonico coperto da manifesti andava valorizzato

Chi ha seguito le vicende legate al cippo in calcare recante l'epigrafe che segnala il Miglio 48 della consolare Napoli- Sora conosce bene la cronologia degli eventi che hanno portato a quanto ora è più che evidente. La presenza di tale monumento, sconosciuta ai più, è venuta alla luce quando, non più di sei mesi or sono, sembrerebbe una bisarca in manovra ha letteralmente decapitato il cippo e lasciato a terra una storia importante che dal 1795 aveva superato persino la furia bellica e le azioni mediocri di sistemazione della viabilità urbana.

Chi scrive aveva da subito suggerito, previa comunicazione alla soprintendenza competente, una soluzione più congrua di delocalizzare a pochi metri il manufatto in pietra in un giardinetto ad uso della vicina Riv Skf. Il tutto per creare un momento di azione condivisa e di reiterazione della memoria. Uno spazio meno asfittico, un cartello esplicativo e un restauro fatto da personale competente il tutto solo dopo l'avallo dell'Ente Ministero dei beni Culturali, il solo ad avere voce e titoli in materia di tutela e valorizzazione.
Invece, nella estemporanea Cassino, in modo del tutto silente e carbonaro qualcuno ha provveduto, dopo mesi, ad incollare con non precisati malta o cemento i due frammenti. Così di colpo il Cippo 48 magicamente ha ripreso il suo posto, tra un rondò ed un impianto carburanti. In tal modo l'asfittico reperto per la gioia di taluni è tornato a casa. Ma cosa è mancato? Quale possibile occasione è venuta meno.

Credo, suppongo e penso che una diversa azione coordinata avrebbe creato quel senso di appartenenza verso un simbolo di un tempo differente dall'oggi. Si sarebbe potuto parlare serenamente di tutela e storia pre unitaria.
Avremmo ascoltato i racconti dell'era Borbonica e cosa ancora ne rimane. Dove? A Cassino, un tempo San Germano, un tempo parte di un Regno differente.
Ma vige ancora e sempre il motto latino "ex tempora carmina fundare". Dunque aspettiamo il prossimo evento. Per cantare o declamare. Senza prospettiva mentre qualcuno usa un cippo borbonico per attacchinaggio di una sagra... magari finanziata dalla Regione come evento culturale.

Dante Sacco

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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