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Briciole di educazione. E scarti di rifiuti quotidiani

Non è mai solo una questione di stile di vita. Spesso, a fare la differenza sono le briciole. Quelle del cornetto, che sistematicamente trovi quando sfogli un quotidiano al bar sotto casa. E’ da lì che scopri se i clienti assidui preferiscono il  croissant vegano, quello ai cereali o il mini strudel di mele. E se nel caffè versano lo zucchero di canna, il fruttosio, il saccarosio o quello bianco tradizionale. In pratica, hai un test glicemico gratuito a disposizione. Tutto questo per dire che, a volte, basterebbe solo un po’ di educazione e, terminata la lettura (gratis) del giornale trattato a mo’ di tovaglia, assicurarsi di non aver lasciato al suo interno i rimasugli del proprio pasto. E sì, perché il cliente successivo vorrebbe solo leggere le notizie, non l’apporto calorico medio del suo predecessore.

Le briciole, ahinoi, sono protagoniste anche al supermercato. Anche se sotto altra forma. Mai che capiti un carrello lindo e pinto. Vuoto in tutte le sue angolazioni. Resti di cartone, fogli strappati di sconto merce, scontrini accartocciati, palle di plastica. In pratica, inserisci un euro per prelevare un mastello da rifiuti con le quattro ruote snodabili.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Nelle macchine di certi mariti e figli si trova ben altro. Anche rarità e oggetti scomparsi. Come la bolletta telefonica di sei mesi prima. Ma anche le bottiglie utilizzate per abbeverare i passeggeri nelle lunghe tratte autostradali, penne e matite semispuntate, ticket e ricevute fiscali accartocciati, spiccioli di diversa pezzatura. 

In pratica, una volta deciso che l’autolavaggio è l’unica opzione possibile per restituire dignità e decoro al proprio mezzo di trasporto (bannando l’imbarco al cane di famiglia nei successivi tre mesi) si dovrà prima fare una sosta obbligata davanti ai bidoni della spazzatura. E lì entriamo in un altro girone infernale. Non si comprende per quale incredibile meccanismo cerebrale, ma è così che accade: il cartone viene scambiato per plastica e trova albergo insieme al vetro. Parlare di differenziata è pressoché un insulto. Ma mai quanto scoprire il mattino successivo che nel giorno di raccolta della carta hanno portato via tutto, indistintamente. Lasciando i bidoni allegramente vuoti. E te con un palmo di naso. Dopo aver meticolosamente suddiviso per sette giorni anche le famose briciole. Di quel che resta della pazienza tua. E di chi ti vive accanto. 

                                                                                                                                                                                                                                                  Rita Cacciami

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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