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Piedimonte San Germano, le domande velenose di Vincitorio (FdI) al sindaco Ferdinandi

Il portavoce Pedemontano di "Fratelli d'Italia", Alessandro Vincitorio, insiste sulla vicenda voto di scambio a Piedimonte San Germano che ha coinvolto oltre che un noto imprenditore anche il Sindaco Gioacchino Ferdinandi ed il vicesindaco Leonardo Capuano. "Per svelare il mistero del “contratto elettorale” -esordisce Alessandro Vincitorio- sono andato a spulciare i tanti articoli dove l’ex consigliere di minoranza Gioacchino Ferdinandi (oggi sindaco), sferrava feroci apprezzamenti nei confronti dei 4 ex assessori, oggi nel suo esecutivo. Credetemi, ho riscontrato tanta rabbia ed amarezza. La ricerca inizia così: 15-6-2016: Ferdinandi affermava: “...è fallimento amministrativo”, definendoli “...incapaci e fallimentari”; 4-11-2016: Ferdinandi chiedeva le dimissioni di sindaco e Giunta, sempre per la loro “...incapacità amministrativa”; 18-11-2016: Ferdinandi, infatti, li definiva “...incompetenti”; 24-11-2016: Ferdinandi incalzava il vicesindaco Capuano su “…temi bollenti”; 6-12-2016: Ferdinandi affermava che quell’esecutivo avrebbe dovuto “…prendere atto del proprio fallimento perché i cittadini pagheranno più tasse”; 12-12-2016: con una lettera fiume contro l’ex sindaco e la Giunta portò a sfiduciare Nocella e lo stesso esecutivo: “…Cade il sindaco e tutta la Giunta: a casa. Arriva il Commissario”; 16-12-2016: la ciliegina sulla torta da parte di Ferdinandi è quando rimarca il disastro amministrativo causato dall’ex Giunta (oggi nel suo esecutivo): “…l’amministrazione negligente e immobile ha lasciato 709mila euro di debiti”; ad un tratto un colpo di scena, così si azzera il passato e 16-2-2017, Ferdinandi sigla l’accordo, ovvero il “contratto elettorale”".

Prosegue Vincitorio: "19-2-2017: l’accordo di Ferdinandi “spacca” il suo gruppo: pronti a uscire e a rassegnare le dimissioni dall’associazione “capitanata” dal presidente Cerrito; Qualche giorno dopo trovano la quadra ed accettano l’accordo. Però qualche pezzo lo perdono, perché qualcuno ha avuto il coraggio di abbandonare affermando sulla stampa: “...non ho condiviso un accordo pericoloso”. Il mio disappunto per tutta questa vicenda lo avevo già manifestato esattamente venerdì 5 maggio 2017, quando con un articolo affermavo: “...perché Ferdinandi candida i 4 ex assessori che lui aveva definito fallimentari?”.

È da qui -continua Vincitorio di Fratelli d'Italia- che voglio ripartire e porre delle domande agli “attori” di questa vicenda, al solo fine di fare un po’ di chiarezza e, se dovessi riuscirci, dare un contributo a chi è deputato a fare giustizia. Chiedo al sindaco Ferdinandi come mai dopo aver disprezzato tutto il lavoro amministrativo e tutti i 4 ex assessori definendoli addirittura “...fallimentari e incapaci”, li ha voluti nella sua lista? Di colpo sono diventati bravi? Al sottoscritto non risulta che abbiano svolto corsi accelerati. Allora perché ha cambiato idea? Oggi posso asserire che l’accordo prevedeva l’inserimento dei 4 ex assessori. Oppure devo ritenere che Lei, da buon “volpone della politica”, abbia “annusato” l’opportunità che sarebbe stato un ottimo accordo, e quindi capitalizzare il risultato conseguito da parte dei 4 ex assessori nella campagna elettorale del 2015? Oggi, infatti, nessuno avrebbe mai ipotizzato che proprio la campagna elettorale del 2015 fosse oggetto ed inizio dell’attuale inchiesta denominata “Operazione Cinquecento”. Sì, il vicesindaco Capuano è protagonista dal 2015 e quindi, grande è stato il contributo per la vittoria della sua lista. Con tutta serenità posso affermare che non fu un accordo dettato dallo spessore politico-amministrativo, viste le tante considerazioni negative sferrate da Ferdinandi, ma assomiglia più ad una “certezza matematica”. Io credo che la chiarezza, su questo ragionamento, possa giungere soltanto con l’intervento del capogruppo di maggioranza Carlo Cerrito, il quale, in un primo momento, voleva abbandonare la nave, ma subito dopo è ritornato sui propri passi: cosa ha spinto Cerrito a cedere e a ritornare sui propri passi, visto che qualcuno l’aveva definito “…un accordo pericoloso”? Quando l’avvocato Cerrito parla dei 4/5 voti, lo fa per sminuire la grandezza di questa indagine o perché sa benissimo che non si tratta di 4/5 voti? Oppure, anche in quest’occasione, possiamo parlare di “strategia processuale”? Sono convinto che i tempi si sono ridotti notevolmente e che la verità sta emergendo adesso più che mai. Sono fiducioso per l’operato della Magistratura e infine con un pizzico d’ottimismo, che non gusta mai, prospetto un futuro pieno di democrazia e di libertà d’espressione."

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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