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Autostrade, nel Lazio adesioni dell'80 per cento dei dipendenti allo sciopero del 25 e 26 agosto

"I quasi duemila dipendenti delle autostrade a Roma e nel Lazio hanno aderito con grande convinzione e un'adesione dell'80% allo sciopero del 25 e 26 agosto, il secondo indetto nel mese di agosto: l'alta partecipazione e' il segnale del fatto che la situazione di disagio tra i lavoratori si sta facendo insostenibile". E' quanto rende noto il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, aggiungendo che "e' inaccettabile che a fronte dell'altissima redditivita' del settore, ancora non ci siano adeguate aperture sul rinnovo del Ccnl Autostrade e Trafori, scaduto ormai da nove mesi. In seguito al sacrificio dei dipendenti che si sono astenuti dal lavoro, abbiamo ricevuto una convocazione dalle societa' autostradali per portare avanti la negoziazione sul rinnovo, che seguiremo con il massimo dell'impegno".

"E' giunto il momento- prosegue il sindacalista- di intervenire sia sul piano della tutela normativa che sul livello economico: a fronte di un organico che negli ultimi decenni ha subito una drastica riduzione, la produttivita' e i profitti delle autostrade non hanno subito alcuna criticita' di rilievo. Non accetteremo che questa situazione si protragga nel tempo: i dipendenti delle autostrade lavorano in un settore strategico, il cui impatto occupazionale e' particolarmente importante nella regione e nella Capitale, che ospitano anche la Direzione generale, la Direzione del V Tronco e la Strada dei Parchi".

"Ci preme inoltre ribadire - conclude - che i disservizi che si sono verificati durante le giornate di sciopero non sono in alcun modo ascrivibili alle legittime proteste dei lavoratori, quanto a una discutibile scelta delle societa' concessionarie, le quali anziche' lasciare la barriere aperte al passaggio, hanno concentrato l'intero flusso automobilistico sulle casse automatiche, riscuotendo cosi' il pedaggio e creando disagi all'utenza. Non accettiamo dunque che le responsabilita' della situazione siano scaricate sulle spalle di lavoratori che attendono da anni di avere adeguate garanzie e che hanno mostrato il loro dissenso nel rispetto della legge".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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