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Antonio Sessa Antonio Sessa (Flp-Cgil)

I Cento anni della Camera del Lavoro di Cassino, Sessa (Cgil): oltre all’auto sta arrettrando il pubblico

Dopo il segretario Cgil di Frosinone-Latina Anselmo Briganti ed il sindaco di Cassino Enzo Salera, i problemi della crisi economica in atto e dello sviluppo possibile vengono esaminati da Antonio Sessa, segretario confederale Frosinone - Latina. Si avvicina il centenario della fondazione della Camera del Lavoro di Cassino nel pieno di una autentica recessione.
La Fiom-Cgil ha lanciato un grido di allarme per le aziende dell’indotto auto che chiudono e per il rischio di un ulteriore pesante arretramento occupazionale. Cosa ne pensa?
«Sul territorio oltre alla grande crisi dell’industria oggi denunciamo una crisi dei servizi, rivolti soprattutto alle persone più deboli, ed una crisi nel settore pubblico con grandi perdite di occupazione soprattutto nei Comuni, come per esempio il dimezzamento dei dipendenti comunali al Comune di Cassino».
A cosa si deve il crollo nel pubblico?
«La politica che negli ultimi anni ha gestito tutti gli enti pubblici, anziché pensare al turn over del personale si è concentrata soprattutto sulla esternalizzazione dei servizi, con grave perdita di posti di lavoro, con una qualità dei servizi sempre più bassa e con un trattamento economico al ribasso per i lavoratori. Tutto questo ha portato ad un arretramento globale del territorio».
Oltre ai Comuni qual è il settore maggiormente investito?
«Nella sanità è successo la stessa cosa con il decreto Polverini con cui furono chiusi 7 ospedali in provincia: l’offerta sanitaria pubblica si è notevolmente ridotta a favore delle strutture private convenzionate, con disagi per i cittadini della nostra provincia che, per avere servizi di eccellenza sono costretti a emigrare verso Roma o verso le Regioni limitrofe. Gli ospedali sono completa- mente scoperti di personale a partire dai primari per arrivare agli infermieri e Oss. Tant’è vero che a tutt’oggi si fa ricorso ai medici di famiglia o di medici in pensione per mantenere aperti i reparti. L’amministrazione regionale per accelerare il piano di rientro e uscire dal commissariamento, non ha potuto assumere medici e infermieri per far funzionare in modo adeguato le strutture pubbliche».
Risultato?
«I pronto soccorso hanno fatto ricorso alle cliniche private in quanto gli ospedali della provincia hanno una grande carenza di posti letto e a tutt’oggi non si riscontra una inversione di tendenza».
Ma non solo sanità a picco.
«Infatti. Negli ultimi anni nella nostra provincia è venuta fuori anche una emergenza ambientale dovuta alla presenza di rifiuti illegali sotterrati su tutto il nostro territorio, a cui ancora oggi non si pone rimedio con le bonifiche. L’ultimo piano regionale dei rifiuti, pur individuando in maniera puntuale quali sono i problemi del territorio, non individua in maniera specifica quali sono le soluzioni da adottare. Crediamo che l’ambiente, invece, deve essere messo al primo posto dell’agenda istituzionale quale problema principe per poter vivere in un contesto normale ed in una città di standard di civiltà accettabili. Negli ultimi 10 anni il nostro territorio ha fatto grandi passi indietro sotto tutti questi punti di vista e la classe politica che ha gestito il nostro territorio non è stata all’altezza delle aspettative. E’ mancato il senso del vivere comune, del rispetto della cosa pubblica e del benessere dei cittadini. Le città sono diventate - seppur di dimensione ridotte  come le nostre - sono diventate anche nei nostri territori invivibili. Seppure attraversati dall’alta velocità abbiamo subito un allungamento dei tempi di percorrenza per Roma e Napoli. Si fa troppo ricorso ai mezzi su strada anziché alla rotaia con conseguente aumento dell’inquinamento anche a causa del ritardo che l’Italia sconta sotto il punto di vista dei nuovi modelli elettrificati».
Un sindacato non può solo denunciare deve contribuire ad individuare le strade giuste per uscire dal tunnel.
«Concordo. Anche compito nostro è proporre delle soluzioni che possano migliorare la vita dei cittadini e la qualità della vita sul nostro territorio. Lo faremo durante il percorso che ci porta alla ricorrenza dei cento anni della Camera del Lavoro di Cassino. Un tempo si pensava a migliorare le condizioni dei braccianti e degli operai oggi dobbiamo promuovere nuove tecnologie ed un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica. Abbiamo una grande opportunità che deriva dai tanti siti di interesse pubblico presenti nella nostra area, di interesse religioso, culturale, artistico e paesaggistico ma che dobbiamo ancora valorizzare per poter meglio attrarre turisti da tutto il mondo».
Nel futuro possibile, il benessere arriva dal solo turismo?
«Considerata la crisi dell’industria ed il fatto che il turismo non è sviluppato, il nostro può essere certamente un futuro turistico. Il modello del manifatturiero non basta più. Per questo bisogna puntare all’industria del turismo e della ricettività».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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