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Il termocombustore di San Vittore del Lazio Il termocombustore di San Vittore del Lazio

Emergenza rifiuti Roma, verso l’ordinanza bis che proroga i conferimenti a Saf, Cerreto e inceneritore

Si va verso un’ordinanza bis della Regione Lazio sull’emergenza rifiuti che prorogherà l’utilizzo a pieno regime dell’impiantistica del Lazio - a partire da Saf di Colfelice, discarica di Cerreto e termocombustore di San Vittore del Lazio - per far fronte alle necessità di Roma almeno fino al 31 dicembre.
Campidoglio e Regione si incontreranno venerdì per definire i dettahgli del provvedimento. Ma bisogna far presto perché - spiegano ambienti della giunta del sindaco Raggi - Roma si prepara a una nuova "probabile criticità" sul fronte dei rifiuti in strada.
L'amministratore delegato di Ama, Paolo Longoni, nel corso di un'audizione in commissione capitolina Trasparenza, ha lanciato l'allarme e spiegato di chi sarebbe 'la colpa': «In questo momento ci troviamo di fronte a 3 impianti (di trattamento, ndr) chiusi per manutenzione e uno che si rifiuta di ricevere rifiuti contrattualizzati mettendo Ama in una situazione di prospettica difficoltà perché possono mancarci quantita' settimanali impor- tanti. Del comportamento non conforme a quello che è contenuto nei contratti stipulati e nell'ordinanza abbiamo fatto dettagliato referto a sindaca, ministro, Regione e prefetto dicendo quando si verificherà, se continuerà questa situazione, il pericolo di mancata collocazione dei rifiuti». Più precisamente «abbiamo una probabile criticità nelle prossime settimane perché gli impianti, prima ancora che l'ordinanza che gli impone di ricevere al massimo, non rispettano i contratti sottoscritti un anno fa- ha proseguito l'ad- che gli dicono di prendere duemila tonnellate settimanali e invece dicono 'non ne prendiamo più di trecento'».
In realtà l'impianto citato da Longoni e' uno solo, il tmb di Aprilia della Rida Ambiente: «Ci sono tre impianti in manutenzione, poi c'e' quello di Aprilia che riduce le quantità ad libitum. Più di dirlo alla sindaca, al prefetto, alla Regione, al ministro e alla Procura della Repubblica che non si rispetta un'ordinanza contingibile e urgente, cosa possiamo fare?».
Quanto agli accordi con i tmb di Abruzzo e Marche per trattare circa 40mila tonnellate di indifferenziato (con lo scarto che tornerebbe nel Lazio per essere smaltito nella discarica di Colleferro), Longoni ha spiegato che per quanto riguarda Ama «le lettere di intenti e i precontratti con gli impianti di Marche e Abruzzo le ho firmate il 10 agosto, ora le due Regioni devono completare l'iter fra loro. Se domani dicessero che Deco (azienda proprietaria di uno dei tmb abruzzesi), come è nell'ipotesi di specie, riceverà una quantità di rifiuti importante scongiureremmo la situazione critica di prossima previsione e potremmo fare manutenzione, i precontratti con gli impianti ci sono. Mancano i documenti di accordo tra Lazio e Marche e tra Lazio e Abruzzo».
Niente invio all'estero per ora: «E' stato messo da parte perché la Svezia ha dato disponibilità per sei mila tonnellate l'anno che satureremmo in due giorni- concluso Longoni- Siamo alla ricerca di canali corretti per cementifici, ad esempio Ucraina e Bulgaria, ma anche li' occorre la Regione di sostegno».
Amaro e ai limiti della rassegnazione il commento del sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco: «Siamo di fronte all’enesima dimostrazione del fallimento delle politiche sulla gestone dei rifiuti della Regione lazio. Si fa pas­sare per emergenziale un problema ormai croncizzato. Perché l’insufficienza impiantistica della capitale è una realtà consolidata e non è un impedimento accaduto improvvisamente. Il territorio continua a sopportare nel silenzio assoluto di tutte le istituzioni locali. Per quanto riguarda Roccasecca sottoporremo la vicneda all’attenzione del’assemblea Saf nella speranza che questo territorio dia segnali di vita e non continui a subire passivamente».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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