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Francesco De Angelis Francesco De Angelis

Alfa Romeo Piedimonte, De Angelis: il Consorzio Unico del Lazio potrà dare risposte alla crisi dell’automotive

«Siamo seriamente preoccupati. I dati sono allarmanti. Un colpo alla Fiat è un colpo all’economia di questa regione»: Francesco De Angelis, presidente dell’Asi di Frosinone e commissario del Consorzio Industriale Unico del Lazio che dovrà nascere il prossimo anno, non nasconde i timori di un crollo produttivo ed occupazionale. «Penso - aggiunge - al tessuto seriamente indebolito delle Pmi e dell’indotto e penso che nei prossimi mesi Fca debba diventare una priorità. Del resto avevamo già da tempo suonato il campanello d’allarme. Alcune scelte del precedente governo hanno fortemente indebolito la capacità produttiva di Fca. Serve una politica finalizzata a sostenere un settore che considero trainante della nostra economia e che ha investito molto in innovazione e ricerca; un fiore all’occhiello per l’intero Paese e spero che nei prossimi mesi, con la nascita del nuovo governo, la questione venga rimessa al centro delle scelte di politica economica».
Cosa fare intanto? De Angelis risponde sostenendo che «non c’è molto tempo da perdere e bisogna fare presto. Bene l’iniziativa dei sindaci, bene anche il lavoro di Buschini alla Regione con la convocazione del tavolo. Il nuovo governo dovrà mettere in agenda questa questione e dovrà sostenerci e definire le priorità di intervento per Fca ed anche per questo territorio. Penso a strumenti come l’area di crisi complessa, alle infrastrutture, ai servizi e penso soprattutto ad interventi mirati nel settore dell’auto. Questa è la cosa più im- portante».
L’azienda? «Certo, bisogna capire anche discutendo con Fca quali sono le questioni e quali strumenti e risorse da mettere in campo. Non servono interventi sparati nel mucchio ma mirati: senza investimenti finaliz- zati, rischiamo di sprecare risorse. Quello che urgono sono anche poche cose ma bisogna fare le cose che servono davvero. Dobbiamo uscire dalla logica dell’elenco della spesa, dove rischiamo di inserire tutto ed anche scelte che non c’entrano».
Il Consorzio Industriale Unico del Lazio che ruolo potrà giocare? «Il nuovo consorzio - assicura De Angelis - può diventare uno strumento importante e ci stiamo lavorando. Questo soprattutto se siamo capaci di innovare e cambiare la mission dell’ente. Nel senso che la mission è ferma ai tempi della Cassa del Mezzogiorno. I tempi sono cambiati: c’è bisogno di altro. Ora c’è necessità di uno strumento utile per le imprese sia dal punto di vista delle autorizzazioni, sia dal punto di vista della velocità sulle pratiche, sia dal punto di vista di nuove misure: penso agli incentivi su innovazione, ricerca, internazionalizzazione. Se nasce questo consorzio, poi, sarà il più grande consorzio d’Italia. Spero che nei prossimi mesi ci sia un’accelerazione e che sia rispettata la tabella di marcia, Che a marzo si arrivi a centrare i due obiettivi: nascita del consorzio e  nuova legge regionale. I consorzi hanno una grande forza: sono uno strumento vero che sta sul territorio e conosce il territorio, che conosce le imprese, ha rapporti con gli imprenditori. Chi meglio del consorzio, in una veste fortemente innovativa, può dare queste risposte anche rispetto alla situazione di Fca?».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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