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Pd Cassino, Sarah Grieco: subito un confronto tra partito ed amministrazione comunale

Dopo la lunga pausa estiva seguita al periodo elettorale, Sarah Grieco subcommissario del circolo Pd di Cassino e attivista di movimenti e comitati ambientali, riannoda i fili della sua azione politica.
Ci siamo lasciati prima di agosto con aria di dimissioni e rischio di espulsioni. Come ricomincia l’attività del circolo e quali passaggi ci saranno in vista del congresso?
«Essendo rientrata da poco non ho avuto ancora modo di confrontarmi con l’amministrazione per capire e stabilire un percorso condiviso. Conto, dopo il mio rinetro dalla Festa dell’Unità di Ravenna, di poter mettere in piedi iniziative e incontri che possano connettere il partito con la città, con i suoi cittadini e con le tante associazioni attive sul territorio. Un percorso di dialogo con Cassino che già alcuni assessori hanno intrapreso e che mi fa ben sperare. Penso all’iniziativa, solo per fare un esempio, di Danilo Grossi con alcuni gruppi giovanili. Ho sempre sostenuto con forza l’idea di un Pd a vocazione civica e sono ancora convinta che i circoli servano come luoghi decisionali ma che, poi, quello che conta è uscire e far sentire ai cittadini che le loro cause sono le nostre».
Intanto bisogna pensare anche al tesseramento. Dalle nostre colonne l’ex assessore Costa ha sostenuto che non è possibile dare la tessera a tutti. C’è poi la vecchia questione delle correnti provinciali. Cosa ne pensa?
«Sul congresso, sull’apertura dei tesseramenti e sulla sua data è necessario un coordinamento col provinciale. Credo che ad ottobre si stabilirà la data di quello provinciale e quella sarà la dead line per tutte le altre scadenze. Sui criteri del tesseramento sarà necessaria una discussione che auspi­co il più possibile serena e costruttiva. Io punto molto sull’apertura non solo alle forze nuove ma anche a coloro che dal partito si sono allontanati anni fa e che oggi, anche sull’onda del nuovo governo, potrebbero riavvicinarsi».
A proposito di maggioranza giallorossa, si profila un modello destinato a scendere in basso se è vero che alla Regione Lazio due esterni M5S sono pronti ad entrare nell’esecutivo Zingaretti: considera quest’alleanza un’opportunità o un rischio per il Pd?
«Entrambe. Non ho fatto mistero da subito di aver apprezzato la scelta del Partito Democratico. A quanti parlano di attaccamento a poltrone e potere rispondo che, grazie al Pd, abbiamo evitato un nuovo arresto del Paese, con una nuova campagna elettorale che avrebbe alimentato ancora di più quel vento di odio e populismo instillato da Salvini e compagnia. Basta vedere la nuova squadra di governo e le competenze che sono state messe in campo per capire che abbiamo l’occasione di poter far ripartire il Paese. Ovviamente, se devo pensare agli interessi di partito, un’alleanza con una forza come il M5S è molto rischiosa. Sarebbe stato più comodo consolidare il consenso dall’opposizione, anziché assumersi le responsabilità e le eredità di governo. Due cose mi piacciono molto: sui temi, l’obiettivo primario di trovare finalmente un binomio economia/ecologia; sul metodo, visto che non si parla più di contratto ma di una nuova coalizione. Spero che questo possa essere il futuro. In fondo molti del Movimento in questi anni sono fuoriusciti del Pd ed io stessa a livello locale ho sempre dialogato con grande sintonia con gli attivisti. Basti pensare che nel comitato Salviamo l’Omni ce ne sono molti, penso a Gabriella Marandola, Giovanni Carrino, Vincenzo Nuzzolo. Tutte persone a cui mi unisce la sensibilità per i temi ambientali».
Si dedicherà al partito in esclusiva o resterà anche movimentista tra le associazioni della città?
«Senza l’associazionismo snaturerei la mia azione politica. Abbiamo già avuto un primo incontro con i ragazzi della “Città che Vorrei” e la prossima settimana è in programma un altro con il comitato. L’idea è quella di portare all’attenzione dell’amministrazione i progetti e le tematiche per cui ci battiamo da anni: giovani con la necessità di un centro aggregativo, il sociale con l’emporio “il Pane e le Rose”, la mobilità sostenibile e chiaramente il verde pubblico. Siamo molto preoccupati sul disboscamento in atto, legato sicuramente ad esigenze di sicurezza, nell’area della scuola Di Meo. Ma, già avevo sottolineato in un’interrogazione, esiste un catasto del verde che prevede che i vecchi alberi abbattuti debbano essere sostituiti con i nuovi. Questo vale ancora di più per i luoghi frequentati dai bambini».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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