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(foto Edoardo Palmesi per "L'Inchiesta Quotidiano") (foto Edoardo Palmesi per "L'Inchiesta Quotidiano")

Novakovich si presenta: «Frosinone la mia sfida. La telefonata di Nesta ha inciso tanto»

Il colosso americano si presenta. Andrija Novakovich ha parlato ieri in conferenza stampa nella sua prima uscita assoluta davanti ai cronisti ed alle telecamere. Visibilmente emozionato in volto ma carico come un leone in vista di questa nuova intensa esperienza da vivere con la maglia del Frosinone. Umiltà e determinazione per l’attaccante giallazzurro, introdotto dal responsabile dell’area tecnica Ernesto Salvini ed accompagnato, viste le sue comprensibili difficoltà con l’italiano, dal team manager Manuel Milana. Ma i concetti espressi in lingua inglese sono stati decisamente chiari.

Salvini, Novakovich e Manuel Milana
Salvini, Novakovich e Manuel Milana

Tornare in Serie A l’obiettivo - Il classe ‘96 ex Reading ha esordito facendo il punto sulle sensazioni provate nella prima settimana di lavoro svolta agli ordini di Alessandro Nesta e lanciando un messaggio diretto a tutto l’ambiente: «Sono molto felice di essere a Frosinone. La prima settimana è stata positiva e non vedo l'ora di giocare. Io sono un centravanti, mi piace sia attaccare la profondità che venire incontro per giocare. Sono venuto in un club ambizioso. Noi cercheremo -ha aggiunto- di vincere il maggior numero di partite e spero di aiutare la squadra a tornare in Serie A».

Nessun timore per l’impatto con il calcio italiano - Che il gigante nativo di Muskego fosse destinato a salutare il Reading era risaputo. Su di lui, come raccontato sulle colonne del nostro quotidiano la scorsa settimana nell’intervista esclusiva realizzata all’agente, Nicola Innocentin, c’erano 2 squadre tedesche di Serie A, 3 olandesi (2 di A e 1 di B)  e 2 spagnole (una di A e 1 di B). Ma scegliere l’Italia è stato facile. E non esiste alcun timore rispetto alle scontate insidie e differenze tecniche che incontrerà in questo percorso: «Rispetto a dove ho giocato il campionato italiano è sicuramente differente. Mi è sempre piaciuto questo modo di fare calcio. Le prime due settimane sono andate molto bene, nonostante la difficoltà di comunicazione visto che devo apprendere al meglio la lingua italiana. Con le mie qualità potrò fare bene».

“Ciao, sono Alessandro Nesta”: il retroscena della telefonata - Sempre durante l’esclusivo racconto fatto da Nicola Innocentin sull’evolversi della trattativa che ha portato Novakovich all’ombra del Campanile era emerso il retroscena della telefonata fatta da Alessandro Nesta. Un colloquio importante e fondamentale per direzionale l’operazione verso un esito positivo. Su domanda de “L’Inchiesta”, l’attaccante ha ammesso: «Nel corso dell’estate ho avuto diverse offerte e la telefonata che mi ha fatto Nesta durante la trattativa è stata molto importante per me perché sapere quello che un tecnico vuole da te è sempre cosa gradita. Parlare con lui è stato bellissimo. Mi ha onorato tanto ed è stato uno dei motivi più incisivi per la mia decisione finale». Del resto, questo tipo di telefonate sono sempre gradite ai calciatori, in quanto il rapporto tra gli stessi e l’allenatore è una componente fondamentale per lavorare bene. E se la percezione (da ambedue le parti) fin dai primi momenti non è delle migliori, è difficile pensare di poter godere di quel qualcosa in più essenziale per lavorare bene ogni giorno.

Tecnica e killer instinct per ruggire - Andrija Novakovich è sicuramente un calciatore dotato di quel necessario killer instinct che contraddistingue gli attaccanti. E’ uno che vede e sente la porta. Non sono casuali i numeri dei suoi ultimi due anni vissuti in prestito in Olanda. Ed è qui che è giunta la svolta. Prima con la maglia del Telstar in seconda divisione attraverso 22 marcature siglate in 38 partite tra Coppa, campionato e playoff promozione. Poi in Eredivisie tra le fila del Fortuna Sittard dove ha messo a referto 11 reti in 32 presenze. Ma, al tempo stesso, l’ex Reading ha caratteristiche polivalenti. Nel senso che ama uscire fuori dall’area venendo incontro alla sfera, sa giocare spalle alla porta cercando il dialogo con i compagni. E questi aspetti hanno stregato il duo Salvini-Frara. Sul suo attuale stato di forma ha detto: «Sono stato influenzato poco prima di arrivare a Frosinone, però ho fatto tutta la preparazione e sto raggiungendo una buona condizione. Sono consapevole che come tutte le seconde divisioni il gioco è molto fisico e veloce. Ma credo che con le mie caratteristiche potrò fare bene».

Quella passione nutrita verso il Milan - Aveva 11 anni il colosso americano quando il 23 maggio 2007 ad Atene il Milan alzava al cielo la settima Champions League della sua storia battendo in finale il Liverpool. In quella squadra c’era anche Alessandro Nesta, attuale allenatore del Frosinone. E l’ammirazione verso “Tempesta Perfetta” ed i colori rossoneri ha avvicinato Novakovich al calcio italiano da spettatore: «Sono stato sempre appassionato del Milan e del calcio italiano, e il fatto che Nesta sia l'allenatore del Frosinone ha influito parecchio nel farmi scegliere la Ciociaria. Ho voglia di competere qui e darò battaglia».

Paragoni? No grazie, ma Ibrahimovic... -  Scomodare dei mostri sacri del calcio per avanzare confronti tecnici sarebbe eccessivo. Ogni giocatore, però, ha degli idoli. Dei punti di riferimento e fonti di ispirazione. Per Novakovich il discorso non cambia e conduce a “King” Zlatan Ibrahimovic: «Non mi piacciono tanto i paragoni. Ovviamente molti calciatori mi hanno ispirato, ma se devo fare un nome è sicuramente Zlatan Ibrahimovic». Il messaggio ai tifosi - «Sono pronto a dare il 100%, a combattere e a segnare. Sono felice di essere qui». Parole ben chiare, utili a chiudere nel migliore dei modi questa prima uscita davanti ai cronisti. The American Lion è pronto a trascinare il Frosinone. Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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