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Rapina in villa a Fiano, i Cc arrestano la banda

A quattro mesi dalla rapina in villa a Fiano Romano, i carabinieri della Compagnia di Monterotondo, diretti dal capitano Salvatore Ferraro, hanno risolto il caso. Per due banditi e la basista sono scattati gli arresti. Ad emettere il provvedimento cautelare è stato il gip del Tribunale di Rieti, competente per territorio. In manette sono finiti un 32enne, un 38enne ed una 49enne. Tutti albanesi. I due uomini, ora, si trovano in carcere nel loro Paese d’origine. A fare da basista era stata la 49enne, la colf della famiglia derubata. Su uno dei malviventi, però, sono ancora in corso le indagini per identificarlo. Essenziale per chiudere il cerchio anche il prezioso contributo della Polizia Stradale della Sottosezione A1 di Cassino che durante la fuga in autostrada intercettò la banda a bordo di una Audi A3 (poi risultata intestata ad una persona di Villa Literno, intestataria di molti altri veicoli). I rapinatori riuscirono a guadagnare la fuga in territorio di Marzano Appio, ma gli agenti ebbero una colluttazione con uno di loro e riuscirono a recuperare una tracolla, oltre a parte refurtiva. Oggetti in oro e accessori di grande valore. Il bottino si aggirava intorno a 60mila euro, compresi i contanti. Ma nella borsa fu ritrovata anche una pistola Beretta modello 84 f Short calibro 9. Le indagini dei carabinieri fin da subito si sono concentrate sulla colf e sui suoi contatti. Da lì sono venuti alla luce i legami con un cugino, noto alle forze dell’ordine, e con altri connazionali residenti in provincia di Caserta. Sono state svolte attività tecniche, in particolare sui cellulari, e gli elementi emersi sono incrociati con le informazioni in possesso dei carabinieri di Sessa Aurunca, competenti in qui comuni dove risiedevano gli indagati. Messe insieme tutte le prove e grazie alla collaborazione degli agenti del sostituto commissario Giovanni Cerilli della Sottosezione di Cassino la banda è stata sgominata. Parte della refurtiva era stata recuperata in A1 e subito restituita alla famiglia il 5 maggio scorso (nella foto). 
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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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