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Il carcere di Frosinone Il carcere di Frosinone

Maxi perquisizione nel carcere di Frosinone, trovati cellulari e penne usb. La denuncia del Sappe

Fruttuosa perquisizione in carcere, nella notte, nella Casa circondariale di Frosinone. Gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno infatti esaminato e perquisito ogni anfratto del carcere frusinate trovando parecchio materiale illegale. A darne notizia è Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe): «Blitz notturno presso la casa circondariale di Frosinone. Oltre 60 unità della Polizia Penitenziaria hanno provveduto ad effettuare una perquisizione straordinaria in due sezioni del carcere Pagliei di Frosinone. I detenuti, colti di sorpresa nelle ore notturne, hanno tentato di gettare i telefoni cellulari di piccolissime dimensioni nel water senza riuscirci grazie al pronto intervento degli agenti. Qualche detenuto ha tentato di disfarai del telefono gettandolo dalla finestra ma prontamente l’oggetto è stato recuperato da alcuni poliziotti. I detenuti più pericolosi hanno tentato di creare disordine in sezione ma la professionalità degli agenti ha evitato il degenerarsi dell'evento critico. A fine operazione sono stati rinvenuti ben 9 telefoni cellulari, cavetti usb, macchine rudimentali per tatuaggi, un bidone di frutta macerata per fare la grappa, psicofarmaci, medicinali di vario genere, penne usb. Il Sappe esprime il proprio apprezzamento al personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa Circondariale di Frosinone ed a tutto quello che ha partecipato alla perquisizione ed auspica che venga loro riconosciuto una meritata ricompensa», aggiunge il leader laziale del sindacato. «Il rinvenimento è avvenuto - spiega Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), - grazie all'attenzione, allo scrupolo e alla professionalità del personale di Polizia Penitenziaria in servizio». Capece ricorda anche come «sulla questione relativa all'utilizzo abusivo di telefoni cellulari e di altra strumentazione tecnologica che può permettere comunicazioni non consentite è ormai indifferibile adottare tutti quegli interventi che mettano in grado la Polizia Penitenziaria di contrastare la rapida innovazione tecnologica e la continua miniaturizzazione degli apparecchi, che risultano sempre meno rilevabili con i normali strumenti di controllo». «Le carceri sono più sicure assumendo gli agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi necessari, come quelli che consentano di "schermare" gli istituti penitenziari al fine di neutralizzare la possibilità di utilizzo di qualsiasi mezzo di comunicazione non consentito e di dotare tutti i reparti di Polizia Penitenziaria di appositi rilevatori di telefoni cellulari per ristabilire serenità lavorativa ed efficienza istituzionale». Ed è impietoso il giudizio del Sappe sulla attuale situazione penitenziaria: «I dati ci confermano che le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni - che spessissimo vedono soccombere anche gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre più contusi e feriti da una parte di popolazione detenuta prepotente e destabilizzante – sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie», conclude il segretario generale Capece.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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