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Muore durante il turno di notte. Aveva 39 anni

Quali parole avrà scelto e usato la giovane mamma, con le lacrime agli occhi, per dire alle sue due bambine che il loro papà non c’è più? Che è volato in cielo, sorride tra gli angeli e continuerà a vegliare su tutte loro per sempre. Un’immagine dolce, ma che spezza il cuore e pone di fronte al concetto di morte due bimbe che d’ora in poi dovranno affrontare quel vuoto incolmabile che lascia la perdita di una persona speciale come può essere un padre. Troppo piccole per realizzare se non attraverso giochi, disegni e immagini tenere. Troppo piccole per comprendere che nel 2019 si muore ancora di lavoro. Il loro papà, Fabrizio Greco di Pontecorvo, lunedì sera poco dopo le 21 è uscito di casa per iniziare il turno di notte nel reparto presse a freddo dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano. Prima di chiudersi la porta alle spalle avrà guardato moglie e figlie, avrà sorriso e le avrà abbracciate. Quello sarà il loro ultimo contatto, l’ultima volta in cui le sue donne lo hanno salutato. Fabrizio, che tra 11 giorni avrebbe compiuto 40 anni, era un manutentore esperto. E’ morto circa sei ore dopo essere uscito di casa per andare a lavorare e arrivare a fine mese. Per non far mancare nulla alla sua famiglia. Per dovere. Per diritto. Intorno alle 3 di ieri è rimasto coinvolto in un tragico incidente sul lavoro. Colpito alle spalle, all’altezza del collo, dal carro ponte. Poi l’allarme. I tentativi disperati di soccorrerlo e riportarlo in vita non sono bastati al personale sanitario del 118 che ne ha dovuto dichiarare la morte. Un’ora più tardi gli inquirenti erano tutti a lavoro, sul posto, per ricostruire l’incidente: Spresal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’Asl di Cassino e carabinieri. La notizia pian piano si diffondeva. Alle prime luci dell’alba nello stabilimento FCA è giunto il pm Valentina Maisto. Ascoltati i testimoni, eseguiti i rilievi di rito sulla salma e sul luogo dell’incidente. Area delimitata dal nastro bianco e rosso. A metà pomeriggio nel registro degli indagati era già stato iscritto - come atto dovuto - un collega di Fabrizio. La dinamica è stata ricostruita dagli uomini del responsabile dello Spresal, dottor Alessandro Varone, e dai militari della Compagnia di Cassino ma l’inchiesta va avanti. Non si esclude che il numero degli indagati possa salire. La salma del 39enne si trova all’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino. Il sostituto procuratore Maisto ha disposto che venga eseguita l’autopsia. Al medico legale di turno, dottor Fabio De Giorgio, nelle prossime ore sarà conferito l’incarico. L’esame potrebbe tenersi domani. Via Melfi a Pontecorvo, dove Fabrizio viveva, è un via vai di parenti e amici. L’intera comunità, a partire dal sindaco Anselmo Rotondo, si è stretta attorno alla famiglia: alla mamma del 39enne che non si dà pace per la morte del figlio, alla moglie e alle bambine che hanno perso un marito e un padre premuroso e adorabile, ai fratelli che non hanno parole per confortare la madre. La vita di un’intera famiglia si è fermata, come le lancette di un orologio scarico, intorno alle 5 quando alla porta di casa Greco ha bussato un collega di lavoro del 39enne che ha comunicato la tragica notizia. Fabrizio non era ferito, non era in ospedale. Fabrizio non c’era più. Era morto. Ma quando era uscito di casa, salutando con il sorriso che lo contraddistingueva le sue donne, stava andando a lavoro. Un numero che si aggiunge alle altre 599 vittime dall’inizio dell’anno. Una vera e propria strage sui posti di lavoro. «Un’altra tragedia per la nostra città che si somma ad un bilancio già di per sé drammatico. Troppe giovani vite strappate ai loro cari o per incidenti o per malattie. La perdita di Fabrizio fa male ancora di più - precisa il sindaco Rotondo - perché era un padre di famiglia, figlio a sua volta e marito. Le sue bambine dovranno crescere senza la figura paterna. Al papà erano legatissime. Mi stringo alla famiglia Greco-Perez e annuncio che proclamerò il lutto cittadino durante le esequie. Il problema delle morti bianche è serio: oggi (ieri per chi legge, ndr.) ha colpito Pontecorvo, prima ancora altre regioni. Dobbiamo chiedere maggiori investimenti per la sicurezza nelle aziende. Nel 2020 non è pensabile che si muoia sui luoghi di lavoro, mentre si fanno sacrifici per portare il pane a casa. Come per Fabrizio che lavorava mentre tutti dormivano. Nella sua casa non tornerà più. Quanto accaduto e accade nel resto del Paese deve invitarci tutti a riflettere».             

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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