L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Castellucci con Tucciarone Castellucci con Tucciarone

Pugilato, Castellucci campione tricolore dei Superwelter

Il pugile di casa Stefano Castellucci ha riportato ad Avezzano il titolo italiano dei superwelter contro un indomito ed istrionico Francesco Lezzi che in tutte le maniere ha contrastato il trentottenne “abruzzese” da Velletri ma ciociaro a tutti gli effetti avendo a fianco come compagna Serena Berardi di Boville Ernica e come maestro Giuseppe Tucciarone della “Training Cassino” che ne ha seguito le ultime fasi della preparazione e lo ha guidato dall’angolo con passione e competenza. Il barese Lezzi ha fatto sicuramente onore al proprio ruolo con scambi incessanti che a tratti si sono fatti infuocati e farciti di cattiveria al limite della regolarità. Sempre mobile sul tronco con ampi movimenti ha cercato di evitare il più possibile i diretti d’interdizione di un determinato Castellucci che riceveva autentiche ovazioni per ogni sua combinazione più o meno efficace dai numerosi sostenitori locali giunti insieme ai tanti dai castelli romani e dalla provincia di Frosinone. Questo calore ha spronato il pugile ad essere sempre attento e guardingo. Lezzi di contro si è dimostrato buon incontrista, dotato di colpi secchi e precisi anche se non potenti che Stefano Castellucci ha sempre cercato di anticipare tagliandogli la strada, e legando spesso dopo ogni azione. La ritrovata mobilità nelle gambe dell’avezzanese alla fine si è rivelata l’arma vincente. Non ha mai indugiato sulla corta distanza più di quanto necessario per evitare i velenosi jab del pugliese. Nel dettaglio le prime due riprese sono state di assoluto studio con i pugili che temendosi a vicenda hanno evitato di affondare i colpi rimanendo rannicchiati e composti nelle rispettive guardie. Poi man mano ognuno dei contendenti ha preso coraggio e ha cominciato a pressare. A metà della quarta ripresa Castellucci arretrando dopo un serrato corpo a corpo ha scagliato un poderoso destro accusato visibilmente dal generoso avversario. Il movimento spasmodico ed incessante ha reso il vivacissimo Lezzi un bersaglio molto difficile da inquadrare anche se nel settimo round non è riuscito quasi più a doppiare i diretti di prima intenzione ma a colpire all’impazzata anche al di sotto della cintura. Da questo momento si è interrotto l’equilibrio che regnava sovrano con un sorprendente Castellucci che ha cominciato a dare fondo ad ogni più recondita energia meritando ampiamente il verdetto che Lezzi ha platealmente contestato scappando anzitempo negli spogliatoi a mitigare la delusione per una sconfitta che faticherà a digerire. Bisogna riconoscere che il verdetto unanime dei giudici non è scandaloso e iniquo ma premia Castellucci che per tutto l’arco delle dieci previste riprese è riuscito a contenere con una certa sagacia tattica, la foga di Lezzi, replicando all’irruenza del suo animoso avversario con più precisione. Due atleti abbastanza differenti: molto agile Lezzi, sempre in  movimento, poderoso nei montanti ai fianchi e forte dei diretti; ben raccolto, tenace e poderoso Castellucci che si cinge di nuovo della stessa cintura conquistata contro Loriga nel 2008 ed in parte mitiga le delusioni per i vani assalti al titolo europeo contro Bundu nel 2012 a quello per l’Unione Europea contro Rodriguez nel 2013 e Fiordigliglio nel 2014 oltre ai titoli internazionali IBF contro De Jesus nel 2015 e Angelini nel 2016. Nel palmares dell’avezzanese risalta anche la prestigiosa corona Intercontinentale dei pesi welter conquistata a spese di Rodrigo Achari nel 2009. Insomma un ritrovato campione che ha sempre creduto in se stesso e nelle proprie indiscusse potenzialità nonostante un problema al dito della mano sinistra che lo ha obbligato ad un trattamento antidolorifico prima di salire sul ring. Il primo e unico match per i dilettanti ha visto l’esordio tra gli “Elite” di un promettente Andrea Cimini della “Temple Frosinone” che ha vinto ai punti, dopo tre intense riprese, contro il coriaceo Andrea De Simone della “De Clemente” il quale non ha saputo venire a capo di un avversario che ha buttato il cuore oltre l’ostacolo. Il ciociaro Cimini ha mostrato indubbie qualità con le quali potrà recitare un ruolo da protagonista se continuerà a interagire in perfetta simbiosi con i suoi eccellenti maestri Sven Paris e Carlo Roccatani. Il sottoclou tra i pesi massimi Angelo Rizzo da Civitavecchia ed il romano Andrea Pesce sulla distanza delle sei riprese è stato un derby intenso ed appassionante. Si è concluso con la sconfitta ai punti di Pesce che non avrebbe demeritato un risultato di parità se non altro per la continuità d’azione e una spavalda rapidità nell’attaccare senza mostrare timori riverenziali di fronte al longilineo avversario. Purtroppo questi incessanti attacchi a testa bassa gli hanno procurato un richiamo ufficiale nel terzo round che ha influenzato negativamente il verdetto finale del match. Rizzo si è dimostrato poco reattivo e solo sporadicamente è riuscito a non farsi avvicinare da un ottimo Pesce sostenuto a gran voce dal suo vivacissimo trainer Alessandro Filippo. Con qualche chilo in meno e la stessa determinazione mostrata in questa occasione probabilmente riuscirà a candidarsi per un assalto alla cintura tricolore con buone possibilità di dimostrare le proprie potenzialità. Anche per Angelo Rizzo, a trentasei anni compiuti, questo verdetto favorevole potrebbe dargli, nel breve, la grande possibilità di confrontarsi per la corona dei pesi massimi essendo già nel team della “Rosanna Conti Cavini” che insieme ad Armando De Clemente ha allestito questo campionato italiano in modo impeccabile pur se con l’esiguo numero di solo tre incontri in cartellone. 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604