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La conferenza stampa ieri in procura ad Isernia (Foto gentilmente concessa da TVI Molise) La conferenza stampa ieri in procura ad Isernia (Foto gentilmente concessa da TVI Molise)

L’inchiesta che ha portato ad arresti e sequestri in tutta Italia

Circa un’ora: tanto è durata la conferenza stampa che si è svolta ieri in Procura ad Isernia. Ad illustrare i dettagli dell’operazione sono stati il procuratore capo, Carlo Fucci, il pm Maria Carmela Andricciola ed il colonnello della Guardia di Finanza Vito Simeone con i suoi uomini tra cui il capitano Lorenzo Musone. Era presente anche il comandante regionale delle Fiamme Gialle, generale  di brigata Antonio Marco Appella che si è complimentato con gli investigatori per il lavoro svolto.
Ad aprire i lavori è stato il procuratore Fucci: «Sono particolarmente soddisfatto di questa inchiesta complessa e delicata portata avanti dalla Guardia di Finanza con capacità, competenza e direi caparbietà attraverso intercettazioni telefoniche, analisi di documenti ed altro. Un’inchiesta - ha precisato il procuratore Fucci - che ha portato il Gip ad accogliere le richieste della Procura anche in merito ai sequestri. Grazie ancora per questa operazione. Come si suol dire: dove si cerca, si trova! 
Si diceva che il Molise era un’isola felice, lo sarà per molte cose, ma purtroppo anche nelle isole felici possono essere attenzionate persone che lucrano ai danni della collettività». 
Il sostituto procuratore Andricciola si è soffermata sul modus operandi degli indagati: «Partendo dalle segnalazioni siamo arrivati fino a Catanzaro, Palermo, Nocera Inferiore, ma siamo andati anche in altri Paesi tra cui la Repubblica Ceca. Come agivano? Applicavano i regimi fiscali dell’IVA di margine che è più agevolata rispetto al regime ordinario, ma si applica sui veicoli usati. Poi sbloccavano il telaio all’Agenzia delle Entrate con la documentazione falsa. Successivamente la documentazione veniva portata alla Motorizzazione per l’immatricolazione. Ma abbattevano i costi. Illecitamente». 
Per gli inquirenti, gli indagati «hanno “sfruttato”» l’Agenzia dell’Entrate di Isernia e le Motorizzazioni di Catanzaro e Palermo. Dove gli investigatori si sono recati personalmente per svolgere dei riscontri, ma la mole di lavoro è stata davvero «imponente» da non consentire ulteriori sviluppi. Non si escludono, però, altri filoni d’indagine.
Poi sono stati attenzionati i concessionari - come ha specificato il pm - nonché due persone del capoluogo Pentro che sbrigavano le pratiche automobilistiche. Ruoli apicali, oltre ad altri indagati, - secondo la Procura - erano ricoperto da Aladino Saidi (operante in provincia di Frosinone e già noto alle forze di polizia) e Francesco Tedesco (operante in provincia di Salerno e già finito sotto inchiesta per altri procedimenti). 
A ricostruire, in sintesi l’operazione è stato il colonnello Simeone: «Questa operazione costituisce l’epilogo di una complessa ed articolata attività condotta dalla Guardia di Finanza di Isernia nel settore della commercializzazione di auto di lusso di origine comunitaria. E’ stata scoperta una mega frode in danno della Comunità Europea e dell’Italia posta in essere da un consolidato gruppo criminale con base stabile in Italia e con proiezioni internazionali che ha utilizzato sofisticate tecniche di falsificazione che sfruttava le falle dei sistemi di controllo adottati dall’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dei Trasporti. Sono state individuate circa 1600 auto di lusso illecitamente nazionalizzate tra cui Ferrari, Porche, Maserati, Bentley. Circa 7,5 milioni di euro di IVA non versati, 52 milioni di euro di fatture per operazioni inesistenti, 167 persone fisiche, 159 concessionarie  di auto italiane e 9 società estere coinvolte nel vasto sistema fraudolento. Coinvolti anche due grossi gruppi commerciali operanti nel Lazio e in Campania, risultati contigui con esponenti della criminalità organizzata, faccio riferimento ai Casalesi del Basso Lazio e ai clan dell’area Vesuviana e Nocerino-Sarnese. A conclusione delle indagini, oggi (ieri per chi legge, ndr.) abbiamo eseguito 23 ordinanze di applicazione di misure cautelari personali, di cui 13 in carcere e 10 ai domiciliari che sono state emesse dall’autorità giudiziaria di Isernia. Abbiamo impiegato 200 finanzieri tra le province di Isernia, Milano, Salerno, Caserta, Frosinone e Macerata. Nel contempo è stato eseguito anche un decreto di sequestro preventivo pari a circa 7,5 milioni di euro per beni mobili ed immobili, somme di denaro, autoveicoli e quote societarie nei confronti di 23 persone fisiche e 21 società. Questa articolata attività è unica nel suo genere rispetto ad altre operazioni finora svolte in questo settore, infatti in questo caso è stato possibile ricostruire tutta la filiera criminale, tracciando l’intero percorso di frode che va dalla falsificazione documentale all’evasione transnazionale dell’IVA infracomunitaria non versata. L’operazione l’abbiamo chiamata “Galaxy” avendo accertato, nel corso dell’indagine, la presentazione di documentazione, ovviamente falsa, riguardante circa 60 autovetture del tipo Porche fatte passare per Ford Galaxy, sfruttando la similitudine dei telai che per la Porche sarebbe una W con la P e la O mentre per la Ford Galaxy VFO. Da qui il nome dell’indagine».

LE PAROLE DEL GENERALE APPELLA

Al termine della conferenza stampa ha rilasciato una dichiarazione il generale Antonio Marco Appella: «Un’operazione tipica della nostra funzione di polizia economico-finanziaria. Hanno operato duecento uomini in diverse Regioni italiane e in sinergia con i nostri reparti. L’operazione andava avanti da oltre un anno: complesse indagini coordinate dalla Procura Pentra, che ci ha seguito con attenzione».  

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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