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Operazione “Galaxy”: frode fiscale con le auto di lusso, 23 arresti e sequestri milionari

Un meccanismo ingegnoso che sfruttava le “falle” nel sistema di controllo dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dei Trasporti per importare auto di lusso dalla Germania e dalla Repubblica Ceca, abbattendo i costi con l’IVA di “margine”, fare soldi e alterare il principio di libera concorrenza. E’ ciò che hanno scoperto i finanzieri del Comando Provinciale di Isernia dopo un anno e mezzo di indagini che si sono concentrate su alcuni soggetti della provincia pentra e di Frosinone. Attraverso i servizi di osservazione, pedinamento e le intercettazioni telefoniche, oltre all’acquisizione di documenti nel corso dei sequestri, gli uomini del colonnello Vito Simone hanno ricostruito la filiera e i ruoli di quella che è stata definita «un’associazione per delinquere finalizzata alla frode transnazionale”. In danno dell’Unione Europea e dell’Italia. Ieri all’alba, sono state eseguite 23 misure cautelari (13 in carcere e 10 ai domiciliari). Ma di queste, una non è andata a buon fine: Aladino Saidi (imprenditore di Sora e già noto alle forze di polizia) è attualmente irraggiungibile. Arresti e sequestri ingenti anche nelle province di Isernia, Latina, Caserta, Salerno, Milano e Macerata. 
In Ciociaria sono state 7 le persone effettivamente colpite da misura cautelare: Luigi Matrunola e Michael Nardelli si trovano nel carcere di Cassino, dove è destinato a finire anche Aladino Saidi; suo fratello Monir e sua sorella Laila Saidi sono ai domiciliari, come pure Gioacchino Sacco, Ottarino Bufalini e Massimiliano Gugliotta. Il pool difensivo è rappresentato, tra gli altri, dagli avvocati Emanuele Carbone, Gianluca Giannichedda, Piergiorgio Gentile, Massimo Galasso, Pierluigi Taglienti, Giovanni Cantelli ed Emanuele Incitti. Gli interrogatori di garanzia saranno fissati nelle prossime ore. Contemporaneamente agli arresti è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo per circa 7,5 milioni di euro di beni mobili ed immobili, somme di denaro, autoveicoli e quote societarie, nei confronti di 23 persone e 21 compagini societarie con sede in tutt’Italia, tra cui Sora, Frosinone e Ferentino. All’esito delle indagini è stato possibile smantellare il «sistema criminale» e ricostruire i numeri: 1576 autovetture di lusso immatricolate illecitamente (tra cui Ferrari, Porsche, Maserati, Bentley, Jaguar, oltre ad una moltitudine di Mercedes, Audi, BMW, Land Rover); 51,5 milioni di euro di imponibile relativo all’emissione di fatture soggettivamente e/o oggettivamente inesistenti; 167 indagati a vario titolo; 159 concessionarie auto italiane coinvolte; 9 società estere coinvolte. Oltre a tante aziende minori in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Abruzzo, Marche, Sicilia, Puglia e Molise, è stata rilevata la presenza di due grossi gruppi commerciali operanti nel Lazio e in Campania, risultati contigui con gruppi della criminalità organizzata (esponenti del clan dei Casalesi operanti nel Basso Lazio e clan camorristici dell’area vesuviana e nocerino-sarnese).  
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, diretti dal sostituto procuratore Maria Carmela Andricciola, sfruttando l’indebito risparmio d’imposta (IVA non versata, aliquota del 22%), il «sodalizio» si sarebbe ritagliato una importante “fetta” di mercato tra imprenditori, professionisti e perfino calciatori. Il modus operandi “viaggiava” su un doppio binario: quello “fiscale”, attraverso l’utilizzo di triangolazioni societarie; quello “tecnico”, legato alla nazionalizzazione dei veicoli con documenti falsi, creati ad hoc per aggirare i sistemi di controllo incrociato dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dei Trasporti. Sarebbero state eseguite operazioni commerciali tra aziende di paesi membri dell’Unione Europea, attraverso l’utilizzo di società cartiere (missing trader) con l’interposizione di più società filtro (buffer), in alcuni casi controllate da società “off-shore” con sede a Cipro e nelle isole Cayman. Tutto ciò per eludere la tracciabilità dei flussi commerciali e finanziari. Le società estere erano costruite ad “hoc” da soggetti italiani che avrebbero stabilito delle teste di legno o ponte soprattutto in Repubblica Ceca e in Germania. Tali società sarebbero risultate riconducibili ad italiani pluripregiudicati, legati a clan camorristici già operanti nel settore della compravendita di autoveicoli in Italia, caratterizzati da legami familiari ed interessi in società italiane collegate tra loro come società satellite, utilizzate nella filiera. Nel corso dell’inchiesta è stata individuata una stamperia a Cervaro all’interno della quale sarebbe avvenuta la riproduzione di ogni genere di documentazione fiscale (fatture di importazione, bollette doganali ecc.) e tecnica (libretti di circolazione, certificati di conformità ecc). I finanzieri durante la perquisizione hanno sequestrato 51 timbri di vari uffici pubblici italiani (Motorizzazioni, Comuni, Dogane, notai ecc.) ed esteri (Motorizzazioni tedesche, austriache, spagnole, ecc.), bollini olografici delle motorizzazioni federali tedesche, 6 patenti italiane in bianco, supporti cartacei di carta filigranata. Inoltre, sono stati rinvenuti i files sorgente (photoshop) utilizzati per la realizzazione di libretti di circolazione e le fatture di acquisto e vendita, oltre ad una serie di pratiche pronte per la presentazione allo “sblocco” all’Agenzia delle Entrate complete del libretto di circolazione originale e quello falsificato. 
Un particolare emerso sulle tecniche utilizzate dal «sodalizio»: la presentazione di documentazione riguardante ben 64 Porche, fatte passare per Ford Galaxy, sfruttando la similitudine delle iniziali dei telai “WP0” per Porsche e “VF0” per Ford: da qui il nome “Operazione Galaxy”.
 

L'ELENCO DEGLI ARRESTATI

IN CARCERE

Maria Luisa Bifulci (06/01/65) di Isernia 
Carmine Iannone (21/01/69) di Isernia
Luigi Matrunola (11/06/70) di San Vittore del Lazio
Michael Nardelli (19/12/71) di Cervaro
Aladino Saidi (30/12/77) di Sora fino a ieri irragiungibile
Francesco Tedesco (10/10/62) di Sant’Egidio Monte Albino (Salerno)
Alfonso Tedesco (04/07/89) di Sant’Egidio Monte Albino (salerno) 
Giacomo Imperato (19/01/80) di Sant’Egidio Monte Albino (Salerno)
Adelaide D’Auria (26/12/84) di
Sant’Egidio Monte Albino (Salerno)
Daniele Tanzella (01/12/73) di Cerro Maggiore (Milano)
Raffaele Falanga (16/06/44) di Eboli
Antonio De Sia (03/08/69) di Battipaglia
Domenico De Sia (13/12/72) di Battipaglia, ma residente in Repubblica Ceca

AI DOMICILIARI

Monir Saidi (23/10/82) di Sora
Laila Saidi (02/06/79) di Sora
Argentina Tedesco (30/03/86) di Sant’Egidio Monte Albino (Salerno)
Gioacchino Sacco (15/11/76) residente ad Aquino (domiciliato a Terracina, Latina)
Emanuele Coppola (27/01/79) di Terracina (Latina)
Alessandro Di Rienzo (30/07/89) di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Ottorino Bufalini (30/07/64) di Ceccano
Massimiliano Cucciniello (17/12/63) di Fontana Liri
Gabriele Gugliotta (17/06/80) di Torino
Silvana Sabrina Reinartz (28/09/96) residente in Germania

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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