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Operazione “Galaxy”: il gip di Isernia ricostruisce i ruoli e il modus operandi degli indagati

Nelle 140 pagine dell’ordinanza a firma del Gip Michela Sapio è ricostruito il ruolo degli indagati e il modus operandi con particolare riferimento a coloro che - secondo l’accusa - hanno rivestito ruoli «apicali». Nello specifico, il giudice per le indagini preliminari sottolinea che «Lo spunto investigativo è stato offerto dalla disamina del libretto di circolazione e della fattura di acquisto di un’auto importata dall’Austria e della quale la Bifulci richiedeva l’immatricolazione; il numero di telaio della vettura corrispondeva ad un numero di telaio già presente negli archivi dell’Agenzia delle Entrate e relativo ad un’auto di provenienza spagnola».
Secondo il gip gli indagati fanno parte di «una vera e propria organizzazione a delinquere finalizzata al compimento di una mole indeterminata di frode fiscale». Violando la normativa in materia di IVA, il risparmio si è aggirato intorno a 7,5 milioni di euro circa. 
I ruoli erano ben disegnati: «Luigi Matrunola si occupava dell’acquisizione delle varie pratiche automobilistiche, della successiva fase istruttoria e del conseguente smistamento; Maria Luisa Bifulci dello sblocco dei telai presso l’Agenzia delle Entrate di Isernia; Carmine Iannone curava la fase dell’immatricolazione alla Motorizzazione di Isernia e altre città italiane; Michael Nardelli si occupava di falsificare la documentazione fiscale e tecnica». All’elenco si aggiungono i titolari di concessionarie di rilievo Aladino Saidi e Francesco e Alfonso Tedesco che - secondo il gip - «per la consuetudine dei contatti emersi dalle intercettazioni telefoniche con gli altri indagati devono giudicarsi stabilmente appartenenti all’associazione a delinquere». 
Sempre il giudice che ha emesso il provvedimento spiega come paradossalmente accadeva che un cliente di Pordenone acquistasse un’auto da un concessionario di Frosinone che veniva sbloccata dall’Agenzia dell’Entrata di Isernia e poi immatricolata a Catanzaro. Su 1300 veicoli sbloccati ad Isernia quasi 400 erano immatricolati in Calabria.

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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