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Serie B, intervista ad Andrea Agostinelli: «Messias la sorpresa, sul Frosinone...»

Una nuova giornata del campionato di Serie BKT è ormai alle porte ed il rettangolo di gioco è pronto ad emettere altri verdetti. Il Frosinone chiuderà l’ottavo turno lunedì sera nel posticipo del “Benito Stirpe” affrontando il Livorno in una sfida che si preannuncia decisamente intensa e combattuta. Di questo e degli altri temi di stretta attualità della cadetteria, la nostra redazione ha avuto il piacere di parlarne con Andrea Agostinelli. A lungo centrocampista della Lazio, è poi diventato allenatore guidando diverse squadre tra le quali Pistoiese, Piacenza e Napoli, rivestendo anche il ruolo di opinionista e commentatore tecnico in diverse trasmissioni televisive. Competenze, gentilezza e disponibilità le componenti dominanti di una piacevole chiacchierata.

Partiamo da questa Serie B: quali sono le sue impressioni dopo queste prime 7 giornate e cosa non si aspettava, sia in positivo che in negativo?

«A sorprendermi in negativo è stato il Frosinone. Da una squadra come quella Ciociara tutti si attendevano un inizio diverso. I giallazzurri potevano fare sicuramente meglio, ma al tempo stesso bisogna però dire che la Serie B è un campionato lungo. Recuperare terreno non è così difficile, di conseguenza gli uomini di Alessandro Nesta hanno le carte in regola per risalire posizioni in classifica nonostante una partenza difficile che certamente è legata anche al fatto che, quando si cambia allenatore, diventa necessario concedere del tempo alla squadra per assimilare i nuovi concetti tecnico-tattici. Per il resto, la classifica rispecchia i valori delle varie formazioni già inserite nei classici pronostici di partenza. Benevento e Crotone stanno confermando la loro forza. Come non inserire in questo gruppo il Perugia, l’Empoli e la Salernitana, squadre altrettanto ben dotate da un punto di vista tecnico. In generale, però, ritengo che i valori insiti nell’organico del Benevento alla lunga possano fare la differenza».

Chi le ha fatto vedere il miglior calcio?

«Il Crotone è una squadra che a me personalmente piace molto. Lì davanti nel reparto offensivo hanno giocatori molto tecnici. Simy e Junior Messias sono tanta roba, soprattutto in termini di spettacolo. Come compattezza non posso che evidenziare ancora una volta il Benevento e quanto messo in mostra finora».

C'è un giocatore che l’ha sorpresa di più?

«Junior Messias del Crotone. Poi dico Tommaso Pobega del Pordenone. Un centrocampista giovane e di qualità».

Junior Messias
Junior Messias

Lunedì sera si giocherà allo stadio “Benito Stirpe” Frosinone-Livorno. Due squadre che non stanno attraversando momenti felicissimi. Che partita si aspetta?

«Il Frosinone ha bisogno assoluto di vincere. Poi giocherà in casa davanti ai propri tifosi e sicuramente darà tutto per centrare il successo. I giallazzurri avranno molto più da perdere rispetto al Livorno, di conseguenza le pressioni saranno maggiori. Mi aspetto una partita combattuta, i toscani neanche son partiti benissimo e sono alla ricerca di punti preziosi per abbandonare in fretta le parti basse della classifica».

Le difficoltà più grandi i Ciociari le stanno incontrando nel reparto offensivo. La squadra sviluppa gioco ma fa fatica a segnare. Crede che manchi in organico un bomber d’area dopo la partenza di Ciofani?

«Sicuramente. La mancanza di Ciofani si sta sentendo tantissimo ed il campo lo sta confermando. A questa squadra l’assenza di un centravanti con le caratteristiche dell’ex capitano sta causando non poche difficoltà. Lo sviluppo della manovra è importante ma se poi lì davanti non hai un attaccante che finalizza quanto si costruisce, tutto diventa più complicato».

Si parla tanto di moduli. Alessandro Nesta sembra intenzionato a proporre il 3-5-2 già visto a Salerno anche se il ballottaggio col 4-3-1-2 rimane. Ma, in generale, gli schieramenti tattici nel calcio sono così importanti?

«Il presupposto di base è che l’interpretazione conta più di ogni altra cosa. A fare la differenza sono l’atteggiamento, la voglia di scendere in campo cercando di dare battaglia e di proporre quanto si prova durante gli allenamenti. Ma il modulo va adattato in base alle caratteristiche tecniche dei giocatori che un allenatore ha a disposizione. Un esterno non può fare l’interno di centrocampo, ad esempio. Il rispetto delle caratteristiche dei propri giocatori è il punto di partenza per avanzare qualsiasi tipologia di proposta tattica. Per cui, la risposta è che i numeri contano ma non così tanto».

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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