L'Inchiesta Quotidiano OnLine

Diario settimanale: tra politica economica, rifiuti ed enti locali. I centri del potere ed i territori devastati

Il Cosilam è in via di smantellamento, di fatto commissariato da Francesco De Angelis che ha un uomo della sua squadra alla guida, mentre a Frosinone l’Asi inaugura la nuova sede, prestigiosa e ovattata come si addice ai luoghi abitati da chi nella vita ha successo. Ci sarà Zingaretti in persona lunedì sera alle ore 18, per le foto, il taglio del nastro e le frasi traboccanti soddisfazione. I malpensanti dicono che sull’organico potrebbe esserci qualche rafforzamento, prima dell’inevitabile fusione regionale. Ma chi tira avanti sotto la protezione deangelisiana cresce solamente e non ha nulla da temere. Guai ai vinti, che infatti non ci sono e stanno quasi tutti allineati: politici, giornalisti e perfino vari imprenditori. Il panorama sembra sufficientemente uscito dalle nebbie dopo il voto di lunedì al Consorzio Industriale del Lazio meridionale. Tutto avviene in quel capannone del polo della logistica che dovrebbe simboleggiare sudore e lavoro ma che è stato adattato a scenografia per le ultime spartizioni al cospetto di un territorio esausto. Un dato di fatto è che i sindaci di Forza Italia - soci dell’ente - hanno consentito al Pd del noto presidente/commissario di mettere a segno il colpo, reggendo il numero legale che altrimenti sarebbe venuto meno. Test decisivo sul fatto che la trasversalità,  tipica del consorzio dalla fondazione ad oggi, va avanti tranquillamente (anche senza Abbruzzese) e il numero uno del prossimo Carrozzone Industriale Regionale (Cir l’acronimo che viene in mente) resta padrone assoluto del potere in provincia di Frosinone. C’è quasi da farsi passare in testa un pensiero malsano - se non fosse paragonabile perfino ad una bestemmia per quanti cercano da sempre il cambiamento (sperabilmente in meglio) -: che forse sarebbe stato meno dannoso per tutti i protagonisti di questa landa estrema del Lazio meridionale, lasciare al suo posto per gli ultimi sei mesi di vita dell’ente l’ex presidente del Consiglio regionale. Non ci sono out sider in circolazione, o sono troppi piccoli (politicamente) - come nel caso del sindaco di Aquino, Libero Mazzaroppi - per impensierire l’azionista di maggioranza del Pd e della gestione degli enti in provincia. Che sul territorio ha evidentemente alleati arcigni, seducenti e determinati.
Anche in posti difficili come Cassino. Dove, si sa, per chi tifa canarino come il supercommissario si fanno salti. Ma non di gioia. Ovviamente al “Salveti”.

* * * * *
A proposito di Ciociaria. La grande svolta del Sin Valle del Sacco sarebbe nel fatto che finalmente hanno aperto il cantiere della prima bonifica in quel di Colleferro. I soliti noti subito ad applaudire Zingaretti e Costa. A rilasciare dichiarazioni e complimentarsi.
Quando si parla di inquinamento, di valutazioni di impatto ambientale con i fascicoli aperti negli uffici regionali, di ciclo dei rifiuti che continua a insozzare le stesse zone, di noto resta solo il mutismo.
Perché sul Sin Regione e Governo sono in ritardo gravissimo e i costi della Valle del Sacco, verde, bella da accecare e avvelenata, stanno scritti nei cimiteri disseminati nel verde. Prima o poi arriveranno ad aprire anche a Ceprano i cantieri per restituire vita dove è accumulata sostanza letale. Ma quanto territorio resterà contaminato?
E cosa accadrà nelle altre aree lungo la valle del Liri-Garigliano? Soprattutto: quando si smetterà di insozzare senza sosta, accrescendo discariche e ingigantendo inceneritori, fregandosene dei residenti?
E poi: quando saranno accertati e contabilizzati anche gli effetti degli sversamenti della criminalità, che per decenni ha approfittato delle notti, per svuotare autobotti lungo i fossi di scolo delle strade o per interrare fusti tossici sotto i campi incolti. A fari accesi, nel buio che si trasformava in un incubo lungo fino alle generazioni future.

* * * * *
La domanda, alla fine, è sempre la stessa. Come ci si salva e come se ne viene fuori. Innanzitutto cambiando il modello di governance e restituendo ai territori luoghi in cui decidere il proprio destino. Insomma facendo l’esatto opposto di come si è agito col Cosilam. Non è una riedizione della Provincia di Frosinone che serve, ma è attualissimo e funzionale proprio il modello del consorzio industriale in cui parte pubblica, sindacati e privati possono dialogare, confrontarsi e decidere.
Per assurdo in provincia non ne basterebbero due perché le zone economicamente e socialmente omogenee sono almeno tre: Frosinone-Area Nord, Sorano e gran parte della Valcomino, Cassinate-Atina. Basterebbe poi che i tre enti si raccordassero per le scelte di area vasta (come nei casi della sanità, del ciclo dei rifiuti o della gestione idrica) prima di interfacciarsi con la Regione. Dovrebbero scomparire tutti gli altri enti intermedi, come le comunità montane, le cui funzioni andrebbero attribuite agli organismi tecnici regionali decentrati. Superata la Provincia, con personale redistribuito tra le amministrazioni comunali in difficoltà d’organico, apparirebbe del tutto superfluo proprio il Consorzio Industriale unico del Lazio, perché le sue funzioni andrebbero banalmente attribuite agli uffici tecnici preposti della Pisana.
In questa stessa direzione va l’Unione dei Comuni proposta dalla Confindustria frusinate. Anche in questo caso ne servirebbero tre di poli e di città intercomunali per poter contare maggiormente fra le altre realtà del Lazio, tutte più grandi di Frosinone città, specialmente tra nord pontino e provincia romana.
La politica perderebbe peso, crescerebbe quello delle categorie e diventerebbe ancor più determinante la qualità della burocrazia. L’apparato statale tenderebbe ad alleggerirsi e magari i processi decisionali - tra consorzi e regione - se ne avvantaggerebbero in termini di rapidità e coerenza coi problemi dei territori.
Cose su cui la politica dovrebbe limitarsi a dare l’input per cedere subito il passo alle Università ed agli esperti di materia costituzionale e amministrativa. Perché a questi ultimi spetterebbe dipingere il quadro dettagliato di un nuovo sistema di relazioni istituzionali. Capace di restituire democrazia e dignità a territori oltraggiati come quello in cui viviamo.   

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604