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Metro Roma a zero stelle

Pochi giorni fa l’Assemblea di Roma Capitale ha messo in liquidazione la società “Roma Metropolitane ”. 149 il numero dei lavoratori che probabilmente resteranno disoccupati, progetti che si interrompono per loro e per la Città che aspettava di essere servita da una grande rete metropolitana. Azionista unico di Roma Metropolitane era, ormai bisogna usare il tempo passato, il Comune di Roma. Il punto qual è? In realtà i punti sono due: uno tecnico ed uno amministrativo/politico. Tecnicamente se una società è in perdita per diversi anni consecutivi non è detto che si debba passare automaticamente alla chiusura: bisogna capire perché è in perdita e, se è di importanza strategica, rimuovere le cause della perdita, NON la società. Dal punto di vista amministrativo/politico se una società è totalmente partecipata dal comune, l’azionista unico deve come minimo sentirsi responsabile della perdita, se non altro per non aver saputo gestire. Questo però non significa che l’incapacità degli amministratori debba portare alla liquidazione della società, semmai alle dimissioni degli amministratori incapaci.

Sarà per questo che mentre l’ingegnere civile, rappresentante sindacale aziendale della Cgil, Daniela Orlando, 47 anni, una figlia, lunedì scorso è intervenuta in aula Giulio Cesare, nel giorno della messa in liquidazione di Roma Metropolitane, non ha potuto fare a meno di sfogarsi: "Sarete responsabili di 149 famiglie che finiranno per strada. Dovete guardare in faccia i lavoratori mentre approvate la delibera", ha urlato alla maggioranza grillina. "Ero arrabbiata e non sono riuscita a trattenere il pianto. Mentre parlavo e chiedevo rispetto per i lavoratori i 5 stelle guardavano il cellulare, è stato devastante".

Si è tanto parlato di riqualificazione urbane delle periferie ed inclusione sociale. Ecco, la rete metropolitana è uno di quei servizi che rende possibile l’accorciamento delle distanze anche sociali. Le amministrazioni, la Politica lo sanno bene, ma passare dai proclami alla capacità reale di intervenire è tutt’altra cosa.

In questo caso i Grillini hanno aperto la scatoletta di tonno (Roma Metropolitane) e trovandola vuota hanno pensato bene di buttarla via. Così non è stato per ACEA: la scatola in questo caso era ben fornita …

Anna Maria Tedeschi

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