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Christian Manfredini Christian Manfredini

Verso Frosinone-Chievo Verona, l'intervista a Christian Manfredini

Domenica sera si giocherà Frosinone-Chievo Verona allo stadio “Benito Stirpe”. Una sfida dai contenuti importanti per entrambe le formazioni, alla ricerca di un successo che possa garantire una svolta ai rispettivi percorsi. Del match e dei temi di stretta attualità del campionato cadetto, la nostra redazione ha avuto il piacere di parlarne con Christian Manfredini. Uno dei perni del “Chievo dei miracoli” e legato in maniera indelebile alla storia del club clivense.

I Ciociari avranno più da perdere - Che il Chievo rappresenti un tabù per il Frosinone è un dato di fatto inequivocabile, confermato dai numeri. Il bilancio attuale nei confronti tra le due squadre, in chiave canarina, parla di cinque sconfitte ed un pareggio. Fra tre giorni, però, spezzare questa maledizione sembra un compito alla portata. Alla luce soprattutto dei sei risultati utili consecutivi conseguiti. Per Manfredini, ad ogni modo, sarà tutt’altro che semplice: «Speriamo ovviamente che sia una bella partita. Si affronteranno due squadre importanti che cercano di risalire ulteriormente la classifica. Il Chievo Verona sta facendo leggermente meglio rispetto al Frosinone che, al contrario, ha avuto una partenza sottotono ed inattesa. La distanza dalla vetta della classifica è notevole ma il terreno per recuperare è ampio. Basta vincere un po’ di partite, inanellando un filotto di risultati consecutivi e ci si ritrova lì in alto. La graduatoria è corta, i numeri lo dimostrano. Credo che i Ciociari avranno più da perdere. A loro serve assolutamente un successo. Giocheranno davanti ai propri tifosi, di conseguenza le pressioni aumenteranno. È chiaro che con una sconfitta le cose si complicherebbero ulteriormente, visto che si tratta di uno scontro diretto. Ma ripeto, il campionato di Serie B è lungo. La zona playoff è distante poche lunghezze per gli uomini di Nesta. Ogni match può essere l’occasione giusta per svoltare».

Frosinone, l’attacco non può essere un problema - La teoria abbastanza diffusa che al Frosinone manchi uno stoccatore nel reparto offensivo non trova d’accordo Christian Manfredini: «Questo dell’attacco penso che sia un allarmismo ingiustificato. Il Frosinone dispone in rosa di giocatori importanti lì davanti. Cito Ciano e Dionisi, ad esempio. Due elementi che hanno sempre trovato la via del gol. Meglio averli con sé sinceramente. È normale che avendo cambiato allenatore, l’inizio e l’impatto con la cadetteria non siano stati positivi in termini di rendimento. Bisogna lasciar lavorare questo gruppo e concederli il giusto tempo».

L'allenatore del Chievo, Marcolini (foto Chievoverona.it)
L'allenatore del Chievo, Marcolini (foto Chievoverona.it)

Chievo Verona, quando le motivazioni fanno la differenza - Dopo 11 anni di Serie A, il Chievo Verona ha fatto ritorno in B. Ritrovarsi catapultati in una realtà completamente diversa non è affatto semplice. Le motivazioni di chi decide di rimanere, in tal senso, rivestono un ruolo determinante: «Partiamo dal presupposto -ha proseguito Christian Manfredini- che reimmergersi in B dopo tanti anni di massima serie non è affatto facile. Qui a fare la differenza è la società che deve essere brava a dare stimoli ai giocatori per farli rimanere con entusiasmo. I calciatori top vanno motivati. Il Chievo Verona, in tal senso, ritengo che abbia svolto un lavoro positivo. Hanno allestito un organico importante che trova i suoi punti di forza proprio in quei giocatori di livello già presenti nella passata stagione. Giaccherini, ad esempio, è uno che può fare la differenza. Tutto ruota attorno agli stimoli che uno ha dentro. I gialloblù hanno le carte in regola per giocarsi il ritorno in Serie A. Ora sono terzi in classifica e stanno avendo un ottimo rendimento».

Alessandro Nesta (foto Frosinonecalcio.com)
Alessandro Nesta (foto Frosinonecalcio.com)

Alessandro Nesta: tra attualità e piacevoli ricordi di gioventù - Uno classe ‘76, l’altro classe ‘75. Un anno di differenza tra Alessandro Nesta e Christian Manfredini. Dai confronti da avversari in giovane età alla maglia a tinte biancocelesti della Lazio indossata da entrambi, ovviamente con un peso a dir poco differente. Intrecci di storia che rievocano piacevoli ricordi: «Quella di Frosinone per Nesta è una grande sfida. Allena in una bella piazza e farà di tutto per riportarla in A. È un allenatore emergente che vuole affermarsi anche in questo ruolo dopo una gloriosa carriera da calciatore. Giocare ed allenare, però, sono due cose completamente diverse. Di conseguenza, la curiosità per vedere se Nesta riuscirà ad imporsi sono tante. A livello personale, a lui associo tanti ricordi legati al settore giovanile. L’ho affrontato spesso perché abbiamo quasi la stessa età. Lui era nella Lazio, io nella Juve. Si vedeva sin da subito che possedeva qualità tecniche innate. Sono anni che ci conosciamo. È sempre stato uno schivo, introverso ed umile. Mai una parola fuori posto o atteggiamenti poco consoni. Ecco, questi sono aspetti da elogiare e che sicuramente contraddistingueranno anche il suo percorso da tecnico».  

Chievo dei miracoli
Chievo dei miracoli

Il “Chievo dei miracoli” - Lupatelli; Moro, D’Anna, D’Angelo, Lanna; Eriberto, Corini, Perrotta, Manfredini; Marazzina, Corradi. Questo lo storico undici titolare del Chievo Verona di Delneri, una matricola giunta in serie A quasi per caso nella stagione 2001-02. Una squadra stupefacente, capace di comandare in solitaria la classifica per ben 8 giornate e di vincere a San Siro contro l’Inter di Vieri e Ronaldo. Manfredini ne era uno dei principali punti di forza con le sue scorribande offensive sulla fascia sinistra in un 4-4-2 scolastico ma al tempo stesso maledettamente imprevedibile. «Queste esperienze sono cose che rimangono anche nella storia del calcio. Eravamo tanti bravi giocatori ma non di altissimo livello. Riuscimmo a portare il Chievo in A, emergendo poi anche in massima serie e rimanendo due mesi e mezzo lì in alto. Vincemmo a San Siro contro l’Inter, ma poi i valori delle big emersero tutti. Ci piazzammo al quinto posto. Devo dire che non fummo molto fortunati perché, ad esempio, il Leicester in Inghilterra ha vinto la Premier con una cavalcata straordinaria e sfruttando il momento no delle formazioni top. Sotto questo punto di vista fummo sfortunati ma i ricordi sono indelebili».

ROBERTO DE LUCA

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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