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L'esultanza dei giallazzurri nel post gara (foto Emiliano Grillotti da Frosinonecalcio.com) L'esultanza dei giallazzurri nel post gara (foto Emiliano Grillotti da Frosinonecalcio.com)

Serenità, solidità e sicurezza: ora Nesta si gode il suo Frosinone

Serenità, solidità e sicurezza: tre “s” che fotografano con nitidezza quanto lasciato in eredità dal 2-0 di domenica sera rifilato dal Frosinone al Chievo Verona. Cerchiamo di analizzare al meglio queste parole, provando a trarre spunti descrittivi degni di nota.

Serenità ritrovata per una classifica che inizia a sorridere -

Vincere al cospetto di un’avversaria così quotata come la formazione clivense non era affatto scontato. Soprattutto considerando alcuni elementi sifgnificativi: la truppa di Marcolini, infatti, era reduce da un filotto importante di 10 risultati utili consecutivi ed aveva sempre gonfiato la rete, ad eccezione del pari a reti bianche con lo Spezia. Eppure, Brighenti e soci hanno spezzato il tabù Chievo ottenendo il massimo col minimo sforzo. Partita mai in discussione, resa ancor più in discesa dalle ingenue sbavature commesse in fase difensiva dagli avversari. Su tutte, quella che ha portato al rigore trasformato da Dionisi col pasticcio Leverbe-Cesar. Successo di importanza capitale che, tra l’altro, ha consentito ai giallazzurri di allungare a 7 la loro striscia positiva. Una continuità di rilievo che pare aver messo alle spalle il deludente avvio di stagione. E guardando la classifica non si potrebbe sostenere diversamente. 17 punti all’attivo, -1 dalla zona playoff e -4 dal secondo posto che consentirebbe di ottenere la promozione diretta in A. Serenità ritrovata per un Leone che, finalmente, è tornato a fare la voce grossa.  

Brighenti in azione (foto Emiliano Grillotti da Frosinonecalcio.com)
Brighenti in azione (foto Emiliano Grillotti da Frosinonecalcio.com)

Solidità difensiva e personalità in fase di possesso: lo spartito è pronto a decollare -

Ridurre tutto ai numeri non sarebbe corretto. Al tempo stesso, però, quando vi è correlazione tra gli stessi ed il rendimento in campo bisogna prenderli seriamente in considerazione. Il passaggio al 3-5-2 ha restituito ai canarini solidità, specie a livello difensivo. Non è casuale, infatti, il dato relativo alle marcature subìte da quando si è cambiato assetto tattico. 2 reti concesse su 6 partite disputate, delle quali una su rigore contro la Salernitana. Anche con il Chievo si è avuta la netta sensazione che fare gol al Frosinone fosse assai arduo. Davvero pochi gli errori commessi, a differenza invece della puntualità e precisione nella lettura delle sortite offensive avversarie. La retroguardia a 3 funziona benissimo (seconda miglior difesa della B insieme a Cittadella e Cosenza, ndr), complici anche le coperture garantite dai quinti in fase di non possesso. Ma Nesta esige dai suoi centrali difensivi personalità anche nel manovrare la sfera. Risalire il campo palleggiando sin dalle retrovie: un diktat che domenica ha trovato per l’ennesima volta delle risposte incoraggianti. Brighenti e Capuano sono stati i due giocatori dei Ciociari che hanno toccato il maggior numero di palloni, ossia 62. Un dettaglio non trascurabile che evidenzia come la mentalità trasmessa da “Tempesta Perfetta”, al di là dei moduli, stia pian piano emergendo in tutte le sue sfaccettature. Sempre rimanendo in chiave personalità, la seconda marcatura siglata da Paganini potrebbe rivestire un ruolo emblematico. La corsa palla al piede di Maiello, bravo a crearsi lo spazio in falcata, il chirurgico servizio di Ciano con l’esterno che taglia il campo andando a riempire l’area ed arrivando alla conclusione ravvicinata. Altri particolari di una manovra ben orchestrata che trova, inoltre, in Rohdén un elemento imprescindibile in termini di quantità e qualità. Di ruolo mezzala, si alza sempre sulla trequarti quando si sviluppa gioco creando superiorità a supporto di un attacco che, forse, manca in termini di fisicità. E lì a gennaio probabilmente la società dovrà intervenire. Ad ogni modo, lo spartito è scritto. E le soddisfazioni stanno arrivando.  

Alessandro Nesta (foto Frosinonecalcio.com)
Alessandro Nesta (foto Frosinonecalcio.com)

La sicurezza di Nesta nel trasmettere le sue idee -

«A volte un allenatore deve fare un passo indietro, come è capitato di fare a me optando per il ritorno al 3-5-2. Non posso pensare di pretendere che questa squadra faccia il 60% di possesso palla, facendo così rovinerei altro. L’allenatore a volte non deve solo pretendere ma deve cercare di gestire gli uomini e le loro qualità al meglio». Umile e sicuro delle sue idee. Questo è Alessandro Nesta. Partito con l’intenzione di schierare il suo Frosinone col 4-3-1-2, si è dimostrato intelligente nel saper cambiare assetto senza snaturare i suoi principi. Interpretazione, mentalità e maturità: seguendo il comandante Nesta si andrà lontano.  

Roberto De Luca

(DA "L'INCHIESTA QUOTIDIANO" OGGI IN EDICOLA)

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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