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Sammontana di Pomezia, in 96 restano senza lavoro. I croissant saranno sfornati a Verona

Dopo che, già un anno fa, una delle linee di produzione dello stabilimento Sammontana di Pomezia (RM) era stata cessata, adesso arriva la notizia che alcuni sindacalisti si aspettavano: ovvero la definitiva chiusura della sede e lo spostamento della produzione dei croissant a Verona. A seguito di questa riorganizzazione, si è aperta una procedura di licenziamento collettivo per 96 dipendenti.

Immediata la reazione di Luigi Cortese, segretario di Lega della terra, federazione agricoli e alimentaristi del Sindacato SINLAI: "Continuano le scelte arbitrarie delle grandi aziende che operano in Italia, ed ovviamente continuano a risentirne solo ed esclusivamente i lavoratori italiani. Ci troviamo di fronte all'ennesima chiusura di uno stabilimento per mere scelte organizzative, che comporterà il licenziamento collettivo di quasi 100 persone, Inutile dire che per l'area di Pomezia sarà un contraccolpo non indifferente, visto l'indotto consistente che per decenni ha orbitato attorno alla Sammontana, polo dolciario di primo piano".

"Purtroppo è sempre più evidente che le aziende operano in totale spregio dei diritti alla continuità lavorativa dei dipendenti; d'altra parte, le istituzioni stanno a guardare inerti, mentre i sindacati tradizionali sono solitamente complici di tale scempio. Per queste ragioni non lasceremo soli i lavoratori di Pomezia e porremo in essere tutte le azioni necessarie ad arginare il disastro".

Sul caso interviene anche il consigliere provinciale di Frosinone e vice coordinatore regionale di Forza Italia Gianluca Quadrini che afferma:”La paventata chiusura dello stabilimento Sammontana di Pomezia mette a rischio il futuro di 96 lavoratori e indebolisce il tessuto produttivo del territorio e della regione Lazio. La Sammontana di via delle Monachelle, è uno stabilimento storico che sotto diversi gruppi industriali ha dato lavoro per decenni a centinaia di persone. E’ necessario impedire questo ennesimo duro colpo al territorio del basso Lazio già troppo martoriato a livello occupazionale. L’auspicio è che il 25 novembre quando ci sarà l’incontro al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per affrontare la situazione si trovi una soluzione che impedisca la delocalizzazione al nord della Sammontana di Pomezia.

"Il primo passo da compiere è la tutela dell'occupoazione ripartendo dalla viabilità, dalla rete logistica e migliorando le infrastrutture.Solo così, si può evitare la perdita di realtà aziendali che hanno fatto la storia del territorio”.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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