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Jeanine Anez in una immagine tratta da Bbc News Jeanine Anez in una immagine tratta da Bbc News

Bolivia sull'orlo della guerra civile. Gli indigeni chiedono le dimissioni di Jeanine Anez. Scontri a La Paz

A quattro gironi dalla rinuncia alla presidenza di Evo Morales e il suo asilo politico in Messico la situazione del paese andino è tutt’altro che pacificata. All’urlo di “ahora si guerra civil” una moltitudine di indigeni numerosi dei quali aymara, la stessa etnia del deposto presidente ha marciato ieri verso la piazza Murillo di La Paz sede del governo e del potere legislatico. Durante gli scontri con la polizia ci sono stati un morto numerosi feriti.

I manifestanti chiedono le dimissioni della presidente ad interim Jeanine Anez di Unita Democratica, partito oppositore, eletta senza la maggioranza parlamentare appena tre giorni fa, dopo la rinuncia del presidente del Senato e del primo presidente vicario sempre del senato. Quello che era sembrato un vero e proprio golpe contro Morales, con il passare delle ore prende sempre piú corpo. Il ministro degli esteri dell’Uruguay, Rodolfo Nin Novoa ha affermato che il suo paese riconosce solamente il presidente eletto, ovvero Evo Morales.

Dubbi anche sulle pressioni esercitate dall’Organizzazione degli Stati Americani (O.E.A.) che di fatto si era espressa molto duramente sulla regolaritá delle elezioni del 20 ottobre scorso che lo stesso Morales avevano visto come vincitore. Attualmente le strade che conducono da La Paz alle ricche province occidentali di Santa Cruz della Sierra e Cochabamba sono bloccate dai sostenitori di Morales.

Il testimone del deposto presidente è stato raccolto da un suo fedelissimo, Juan Ramon Quintana che guida la protesta contro la illegittima, a loro dire presidente Jeanine Anez, appoggiata secondo i partitari di Morales da agenti della Cia, mentre il Movimento al Socialismo di Quintana è accusato di essere spalleggiato da agenti cubani e venezuelani. La Bolivia vive in queste ore una situazione molto delicata dagli sviluppi incerti e pericolosi. Gli USA nel timore che i disordini sfocino in un bagno di sangue hanno invitato i propri connazionali a lasciare il paese Sudamericano.

Antonello Caponera

(Bogotà)

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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