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Kabbani e Conte Kabbani e Conte

Un "Ciociaro 100%", Antonio Conte e l'amore per il Frosinone: che storia!

 ROBERTO DE LUCA

(DA "L'INCHIESTA QUOTIDIANO" OGGI IN EDICOLA)

Antonio Conte, l’Arabia Saudita e la Ciociaria. Qualcuno potrebbe pensare che non ci sia nessun link tra l’allenatore leccese, lo stato medio-orientale e la terra natia di Mastroianni, De Sica e Manfredi. Ed invece no. E’ proprio il caso di dire che le apparenze ingannano. Per confema sulla insolita triangolazione chiedere ad Abdullah Kabbani. Il giovane saudita ed operatore della federazione calcistica locale, da sempre noto per la sua smisurata passione nutrita verso il Frosinone Calcio, ha incontrato l’attuale tecnico dell’Inter che, complice la pausa dovuta agli impegni delle Nazionali, nei giorni scorsi è volato in Arabia, ospite del Leadership Development Institute (LDI) di Dammam per svolgere alcune lezioni agli allenatori locali.

L’insegnamento del sergente Conte -  Il 23enne di Medina ha raccontato alla nostra redazione le emozioni provate durante la chiacchierata avvenuta martedì: «Lavorando per la federazione, ho avuto l’onore ed il piacere di accoglierlo, accompagnandolo poi nel corso di questa giornata. Sono felicissimo -ha proseguito Kabbani-  di aver ascoltato da vicino le parole di un allenatore così preparato come Antonio Conte. Ha condiviso con noi la sua esperienza, parlando di tattica, mentalità e psicologia. Aspetti imprescindibili per poter esercitare alla grande questa professione. Perché, come raccontato da lui, un tecnico deve entrare nella mente di ogni suo giocatore per puntare al massimo. Tattica e campo sono importanti, ma strettamente correlati alla psiche di un calciatore».

Kabbani mentre accoglie Conte
Kabbani mentre accoglie Conte

Tra padellate di riso, si parla anche di... Frosinone -

Tra una parola e l’altra, intervallate da padellate di riso alla araba a go-go (pare che il mister nerazzurro abbia gradito la cucina del posto, ndr), Abdullah Kabbani ha svelato a Conte il suo amore per il Frosinone ed i colori giallazzurri. Del resto, uno che sulla bio del proprio profilo Instagram ha come biglietto da visita la frase “Ciociaro 100%” e che almeno 3 volte l’anno viene in Italia per  recarsi al “Benito Stirpe” in Nord al fianco del gruppo “19 Settembre 1928” di cui è membro onorario, non poteva fare a meno di esternare questa fede dinanzi ad uno dei più grandi allenatori italiani. «Lui -ha descritto il “Ciociaro col turbante”- è un tipo molto alla mano. Disponibile e gentile, davvero. Mentre eravamo a pranzo, inevitabilmente con tutti i presenti si è parlato del calcio italiano. Ho approfittato di questo argomento per dirgli che faccio il tifo per il Frosinone». Probabilmente anche Conte avrà pensato: “Ma questo scherza?”. In realtà è tutto vero: «Mi ha chiesto il perché, come fosse nata questa passione per il Leone. E gli ho raccontato tutta la storia. Da quella prima volta casuale allo "Stirpe" del 20 gennaio 2018, ad un sentimento così grande. Abbiamo parlato della Ciociaria e del patrimonio storico-culturale caratteristico di una terra spesso sottovalutata. Inutile dire che sia rimasto sorpreso da questa cosa. Ma ho visto una persona appassionata dell’Italia e curiosa di conoscere ogni particolare. Tanto che mi ha chiesto addirittura dove alloggio e cosa faccio quando sono a Frosinone».

Costantino Coratti e quella maglia dell’Anitrella -

Come risaputo, uno dei preparatori atletici del qualificato staff di Antonio Conte è Costantino Coratti, originario di Anitrella. E figuriamoci se la sua figura poteva sfuggire nel dialogo tra Kabbani ed il mister nerazzurro: «E’ uscito fuori il nome del preparatore atletico ciociaro. E lì ho pensato subito ad un amico che giocava con l’Anitrella ed al dono della maglia neroverde ricevuta. Una coincidenza che ho esposto a Conte, nonostante non conosca di persona Costantino Coratti. Anzi, mi piacerebbe molto farlo. Anitrella, Monte San Giovanni Campano ed i comuni della zona. La Ciociaria è bellissima e dominata dalla convivialità.  Io sono stato ospitato ed accolto da tutti come un principe. Sarò sempre innamorato di quella terra. E desideravo tanto descrivere al mister certi aspetti. Lui ha avvertito e capito subito queste mie intenzioni».  

La cultura del lavoro fa la differenza - “Testa bassa e pedalare”: uno dei marchi di fabbrica del tecnico salentino, evidenziato anche a Dammam.   «Per lui -ha concluso Abdullah Kabbani- la vittoria è figlia del lavoro. Conte mi ha insegnato che nella vita non si finisce mai di imparare. Ed anche una realtà come quella del Frosinone può fare tesoro di questo motto. Sudare e lottare per la maglia. Confido in Nesta, siamo sulla strada giusta per tornare in Serie A». 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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