L'Inchiesta Quotidiano OnLine
Bolivia, foto di scontri tratta da You Tube Bolivia, foto di scontri tratta da You Tube

Bolivia, si aggrava il bilancio della protesta: 23 morti e 715 feriti. Appello al dialogo di Mogherini (Ue)

Nonostante gli appelli al dialogo da parte del Governo provvisorio e dell’ex presidente Morales, il quale dal suo esilio in Messico si é dichiarato addirittura disponibile ad un rientro in patria se la cosa fosse utile ad una transizione pacifica, si contano giá 23 morti e 715 feriti dall’inizio delle manifestazioni di protesta seguite alle elezioni del 20 ottobre scorso. A Cochabamba nella Bolivia centrale, a 400 km. da La Paz nella giornata tra venerdí e sabato ci sono stati violenti scontri tra “cocaleros” (coltivatori di coca) sostenitori del deposto presidente e le forze di sicurezza boliviane. Il pesante bilancio é di 9 morti e 130 feriti. Michelle Bachelet, Alto Commissario dell’ONU per i diritti umani teme che la crisi, se non risolta in tempi brevi possa diventare incontrollabile.

Manisfestazioni contro il governo interino di Jeanine Anez sono in corso da giorni in tutto il Paese, ma nell’ultimo fine settimana la situazione é precipitata quando una colonna di “cocaleros” ha tentato di forzare un blocco stradale dell’esercito e della polizia per recarsi da Sacaba a Cochabamba. Negli scontri che ne sono conseguiti le fonti riferiscono che ci sono state ripetute sparatorie con accuse reciproche di responsabilitá tra le opposte fazioni. Il bilancio delle vittime lo ha comunicato il delegato del difensore del popolo boliviano Nelson Cox, secondo il quale il preventivo lancio di lacrimogeni e alcuni spari delle forze dell’ordine hanno scatenato il caos contribuendo ad esacerbare gli animi dei manifestanti. Evo Morales ha riferito alla CNN in spagnolo che per pacificare il Paese occorrerebbe convocare in tempi rapidissimi una riunione di tutti gli attori coinvolti. Il portavoce del Governo Jerjes Justiniano dalla tv di stato ha aperto le porte al dialogo con il Movimento al Socialismo, il partito di Morales ancora maggioranza nel Parlamento. Tutto questo accade in concomitanza con l’arrivo dell’inviato speciale del Segretario generale dell’ONU, Jean Arnault.

Gli appelli al dialogo e a non far ricorso alla violenza si susseguono ma, allo stato attuale sembrano essere caduti nel vuoto. In ambito internazionale l’U.E. per bocca dell’Alto rappresentante della politca estera Federica Mogherini riconosce la presidente ad interim Anez, altrimenti vista la situazione politica molto complicata si aprirebbe un vuoto di potere ancora piú pericoloso e dagli sviluppi profondamente incerti. I “cocaleros”, nel corso di un “cabildo” (un’assemblea popolare) hanno dato l’ultimatum di 48 a Jeanine Anez affinché si dimetta da presidente ad interim. La Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh) ha condannato il governo di Anez per aver emesso un decreto che esonera da ogni responsabilitá penale i militari che prendono parte alla repressione delle proteste.

Antonello Caponera

(Bogotà)

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

guarda anche

I commenti dei lettori

Chi siamo

EDITORE: Cooperativa Editoriale L'Inchiesta

Presidente: Ornella Massaro

Direttore Responsabile: Stefano Di Scanno

Email: redazione@linchiestaquotidiano.it

Dove siamo

Indirizzo: Via Lombardia 8 - Cassino

Telefono: (+39) 0776 328066

Fax: (+39) 0776 328066

P.IVA: 02662130604