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Mattia e Max Tonetto Mattia e Max Tonetto

Di padre in figlio: il talento del Frosinone Mattia Tonetto sulle orme di “T-Max”

ROBERTO DE LUCA

(DA "L'INCHIESTA QUOTIDIANO" OGGI IN EDICOLA)

Buon sangue non mente. Mattia Tonetto, sulle orme del padre Max, ha conquistato la ribalta delle cronache nazionali dopo lo strepitoso gol siglato sabato scorso nel 5-0 rifilato dal suo Frosinone all’Ascoli nella Coppa Italia Primavera. Al 49’, proprio come faceva suo papà ai tempi della Roma, si è involato palla al piede poco prima del cerchio di centrocampo verso la porta avversaria con un andamento a dir poco veloce. Una progressione incredibile che nessun difensore bianconero è riuscito a contrastare e che ha condotto il classe 2001 canarino a tu per tu con l’estremo difensore rivale, superato mediante una chirurgica conclusione. Prodezza d’alta fattura che ha mandato letteralmente in visibilio il pubblico della “Città dello Sport” di Ferentino. Ed anche il telecronista di Extra Tv, Angelo Battisti. Il suo racconto ha fatto rapidamente il giro del web. E Max Tonetto si gode le prodezze balistiche di un talento di cui sentiremo ben presto parlare. Un sicuro protagonista si spera ovviamente dei Ciociari, ma anche del calcio italiano. Il commento del padre rilasciato alla nostra redazione è comprensibilmente dominato da un sentimento di fierezza: «Innanzitutto -ha dichiarato l’ex difensore- sono felice per la squadra perché aveva il forte bisogno di una sterzata dal punto di vista dei risultati, dopo una partenza un po’ a rilento in campionato. I ragazzi ed il mister meritavano una gioia di questo tipo perché stanno facendo un grande lavoro. Il gol di Mattia onestamente non me lo aspettavo. Si tratta di una rete molto particolare, nel segno di uno schema unico che utilizzavamo un tempo nei campetti di periferia. Ossia partire sin dalle retrovie, dribblare tutti ed arrivare dritto in porta alla ricerca della gloria. Da genitore resti senza parole quando vedi una cosa del genere. Dentro provi un mix di emozioni incredibili».

Corsa di qualità, tecnica e tenacia: così Mattia può puntare in alto -

Terzino sinistro, mancino naturale e ottime doti di corsa. Sono queste le caratteristiche tecniche di Mattia Tonetto, che assomiglia tantissimo a papà Max come stile di gioco. Tutte peculiarità racchiuse nel coast to coast di sabato: «Si è reso protagonista di una corsa di qualità, sempre palla al piede. Questo denota anche tenacia e capacità di credere in quello che si sta facendo, aspetti non da poco. Tra l’altro, messi in mostra al cospetto di un’avversaria di spessore. Fa piacere il fatto che in molti adesso ne stiano parlando».

Quell’aneddoto del caffè… -

Max Tonetto, presente sugli spalti della “Città dello Sport” di Ferentino, può ritenersi fortunato. Già, per una manciata di secondi è riuscito a rientrare in tribuna per assistere alla incontenibile falcata del figlio: «Ero a prendere il caffè poco dopo l’intervallo. Una volta risalito, ho visto Mattia partire come un missile. Ho pensato dentro di me: “Ma dove sta andando?”. Poi, al gol, la gioia ha preso il sopravvento. Ora affronteranno l’Inter agli ottavi. I giallazzurri dovranno giocarsela a viso aperto».  

Frosinone società ideale per crescere -

Il 18enne nativo di Lecce è al suo terzo anno al Frosinone. La sua esplosione testimonia la bontà del progetto portato avanti dalla società del presidente Maurizio Stirpe, attenta non solo alle vicende della prima squadra ma anche alla valorizzazione dei propri talenti: «Mattia -la conferma di papà Max- ha la fortuna di militare in una società seria, strutturata in un certo modo e meticolosa nel far crescere i ragazzi sia dentro che fuori dal campo. Per il club la scuola e la formazione, ad esempio, hanno un’importanza notevole. Io da ragazzo ho vissuto le stesse sensazioni, facendo sacrifici importanti per raggiungere il massimo. Impegno e sacrificio sono componenti imprescindibili per agguantare i propri obiettivi».    

Di padre in figlio: similitudini evidenti -

Macinare km sulla fascia. Da una linea di fondo all’altra, come un motorino con benzina illimitata. Dai campi di B alla A, passando per Champions League e Nazionale Italiana. Senza fermarsi mai, pronto a pennellare assist al servizio degli attaccanti. Max Tonetto, ribattezzato nella Capitale  “T-Max”, era questo. Volto storico della prima Roma di Spalletti, ha indossato fra le altre anche le maglie di Empoli, Lecce e Sampdoria. Le similitudini col figlio Mattia sono evidenti: «Senz’altro abbiamo caratteristiche simili. Io da ragazzo partii come centrocampista, poi fui spostato sulla fascia sinistra rivestendo i ruoli di esterno offensivo e terzino. Lui, invece, diciamo che si è già specializzato nella posizione da occupare. In comune abbiamo la corsa, il piede mancino e la tigna da mettere quando si scende in campo. Senza risparmiarsi. Un gol di questo tipo (in riferimento a quello di sabato con l’Ascoli, ndr) io non l’ho mai fatto».  

Quella speranza chiamata prima squadra - Di strada da percorrere ancora ve ne è molta. Discorso che vale per Mattia Tonetto così come per tutti gli altri giocatori parte integrante del settore giovanile giallazzurro. Il sogno del padre è quello di vederlo, un giorno, con la prima squadra: «A 18 anni ci sono già ragazzi che esordiscono. La speranza -ha concluso Max Tonetto- è che anche Mattia possa ben presto confrontarsi con palcoscenici di un certo tipo. Al Frosinone ora c’è Alessandro Nesta, un campione che da calciatore è sbocciato dal settore giovanile della Lazio. È uno che conosce molto bene tali dinamiche, avendole provate in prima persona. Mi auguro che possa contribuire a valorizzare queste promesse». 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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