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Dilan Cruz Dilan Cruz

Colombia, secondo sciopero nazionale nel giro di una settimana. Indignazione per la morte di Dilan Cruz

Da una settimana si susseguono le proteste nelle maggiori cittá della Colombia contro le politiche economiche del governo. Ieri, mercoledí 27 sono culminate con un nuovo sciopero nazionale, il secondo in sette giorni dopo che le maggiori organizzazioni sindacali del Paese si erano ritirare dal tavolo di concertazione convocato dal presidente della repubblica Ivan Duque. Sabato scorso, durante una manifestazione studentesca nel centro della capitale, un giovane di 18 anni, Dilan Cruz é stato colpito alla testa da una granata strordente esplosa da breve distanza da un poliziotto dell’Esmad,  il reparto mobile antisommossa della polizia. Dopo 48 ore di agonia il govane era spirato, provocando un’ondata di commozione ed indignazione, assurgendo suo malgrado a simbolo della protesta nel Paese in un clima giá elettrico e polarizzato dalle ripetute manifestazioni anti governative.

Martedí scorso, a Neiva 300 km a sud ovest di Bogotá, un poliziotto Arnoldo Veru Tovar di 43 anni é stato colpito da un ordigno esplosivo durante gli scontri con i manifestanti, attualmente é ricoverato in gravissime condizioni. Il Presidente martedí sera aveva fatto due proposte nel tentativo di placare la piazza: rimborso totale dell’Iva per gli strati piú poveri della popolazione e la diminuzione dei contributi per la sanitá da parte dei pensionati che ricevono un salario minimo che ammonta a 925.148 pesos ovvero 240 euro. Diogenes Orejuela leader della Centrale unitaria dei lavoratori (CUT) e le altre sigle sindacali pretendono che il governo ritiri completamente il testo della riforma tributaria da sottoporre al parlamento.

Una delle proposte paventate dall’Esecutivo che piú ha provocato l’ira della popolazone é stata quella di introdurre un salario per ore lavorate da proporsi ai giovani. Questo in una nazione dove la disoccupazione giovanile viaggia intorno al 18,9 per cento secondo i dati del Dipartimento amministrativo nazionale di statistica (DANE). I salari bassi, le scarse prospettive di carriera e la difficoltá nel riuscire a conseguire una pensione alla fine della vita lavorativa non sono certo prospettive incoraggianti per i giovani.

Lo sciopero nazionale comunque si é svolto in un clima tranquillo e pittoresco per tutta la giornata. A Bogotá nel parco degli hippy nel quartiere di Chapinero un’orchestra di 300 elementi ha fatto un cacerolazo sinfonico intonando di fronte a migliaia di manifestanti brani classici tra i quali Bella Ciao. Un appello alla comunitá internazionale affinché medi nella crisi colombiana lo ha rivolto la leader afro discendente Clemencia Carabalí da Madrid dove ha denunciato la lenta applicazione degli accordi di pace con le Farc e le discriminazioni etniche che subiscono le comunitá indigene. L’ambasciatrice della UE nel Paese andino Patricia Llombart spinge per una soluzione negoziata e pacifica della crisi. A sorpresa invece a chiedere le dimissioni del presidente Duque é un esponente del suo stesso partito il Centro Democratico, l’ex ministro dell’Interno Fernando Londoño, il quale in un programma radiofonico da lui condotto auspica che il presidente si faccia da parte lasciando l’incarico alla vice presidente Martha Lucia Ramirez.

Antonello Caponera

(Bogità)

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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