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L'ingresso di Guglielmo Mollicone in Tribunale a Cassino il 13 novembre scorso L'ingresso di Guglielmo Mollicone in Tribunale a Cassino il 13 novembre scorso

Malore per Guglielmo Mollicone, è ricoverato. Quadro clinico serio

Diciotto anni e più. Una lunga, estenuante, difficile e inaccettabile attesa. Un’attesa soprattutto dolorosa, che pesa più di un macigno sullo stato psico-fisico di un uomo, un padre che chiede di conoscere il nome di chi ha ucciso sua figlia. Che urla allo Stato il diritto alla verità e alla giustizia. Non è solo Guglielmo Mollicone. A sostenerlo ci sono i suoi cari, il suo avvocato, gli stessi carabinieri che sono arrivati alla svolta, un Paese intero. Guglielmo ha trascorso un terzo della sua esistenza a lottare contro depistaggi e insabbiamenti, a raccogliere informazioni ed elementi che potessero far riaprire le indagini sull’assassinio di Serena. Sua figlia. Ci è riuscito. Il quadro probatorio è definito, manca però la decisione del giudice se rinviare a giudizio o archiviare il caso. Il cold case che da 18 anni tiene l’Italia con il fiato sospeso e riempie pagine e pagine di cronaca. Il 13 novembre scorso poteva essere il giorno decisivo. Per un difetto di notifica, però, l’udienza preliminare è slittata. Guglielmo dovrà attendere ancora due mesi. Intanto, il tempo scorre, apparentemente lento. E’ tiranno. A qualsiasi età. Soprattutto quando una parte di te viene strappata via e alla sofferenza si aggiunge altra sofferenza. Guglielmo Mollicone da ieri è ricoverato all’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone in condizioni serie. I medici non hanno ancora sciolto la prognosi: bisognerà attendere le prossime ore prima di definire il quadro clinico e gli effetti del malore che lo ha sorpreso in piena notte. Un destino beffardo che ancora una volta mette a dura prova un uomo, un padre. Da Arce una voce quasi timorosa si è alzata, crescendo è diventata un coro rumoroso che ha contagiato ogni italiano: da nord a sud del Paese. Tutti uniti per sostenere, in queste ore difficili, il papà di Serena Mollicone. Parole di vicinanza, rispetto, speranza e preghiere per augurargli una ripresa veloce. Ad un passo da quella verità e quella giustizia tanto attese. Accanto a lui, ancora una volta ci sono i familiari, il suo avvocato Dario De Santis, i carabinieri con il colonnello Fabio Cagnazzo, la Procura. I parenti chiedono «cortesemente silenzio e rispetto», ma ringraziano per «l’affetto immenso» che si sta dimostrando. I profili facebook di Guglielmo Mollicone sono stati invasi da messaggi di stima, affetto e che incitano a lottare. Il coro si fa sempre più insistente: «Forza Guglielmo,  siamo tutti qui ad aspettarti. Ancora uno sforzo. Rimettiti presto. La verità è vicina».
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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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