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Il Fondo Librario "Il Paese delle Donne" donato ad Unicas

Diritti delle donne, cultura di genere, giornalismo, stereotipi e tanta, tanta cultura nel mezzo. Quella che proviene dalla preziosità della carta, che l’archivista esibisce con orgoglio, facendoti entrare dentro quelle pagine scritte negli anni ‘60, ‘70 ma anche molto prima. Il percorso in rete “A passi di Donna” organizzato dal Comune di Cassino in rete con le associazioni più attive sul territorio ha previsto anche la collaborazione con l’Università di Cassino e del Lazio meridionale. Il contributo dell’ateneo nella settimana di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne si è concretizzato in un  pomeriggio da caffè letterario. Una di quelle pause da dedicare all’approfondimento culturale che non ha difettato del giusto brio, ma soprattutto di spunti di alto livello. Grazie alla presenza della giornalista Irene Giacobbe e della professoressa Fiorenza Taricone, docente Unicas di “Pensiero politico e questione femminile” e presidente del Cug, si è parlato diffusamente della Casa Internazionale delle Donne e delle sue attività, noncbé dei suoi problemi irrisolti con la sindaca Raggi che da tempo non risponde agli appelli e alle sollecitazioni per un incontro risolutivo sul contenzioso in corso, ma soprattutto è stato presentato il Fondo Librario “Il Paese delle Donne”, donazione proveniente dalla Casa internazionale delle donne di Roma. Un vero e proprio tesoro, un condensato che ben rappresenta l’evoluzione della donna. «Con titoli - come ha spiegato a chiare lettere Manuela Scaramuzzino, responsabile della Biblioteca di area umanistica dell’ateneo cassinate - che ci dicono come oggi si viva una falsa liberazione sessuale». Non a caso, sembra che molti dei suoi colleghi abbiano provato imbarazzo nello sfogliare quei volumi, da lei catalogati con certosina precisione. Da “Vaginal politics” a “I padri della fallocultura” , seguendo la suddivision in narrativa, saggistica, fino alle favole e alla poesia. «Si tratta di un fondo molto complesso - ha spiegato la Scaramuzzino, alla presenza dell’assessore alle pari opportunità Maria Concetta Tamburrini - nel quale è presente materiale molto raro che rischiava di andare perduto e nel quale ci sono delle vere “perle”». Con Fiorenza Taricone ad aggiungere che si tratta di una preziosità ancora più importante in un momento storico in cui «i bambini sono poveri di libri perché figli di genitori poveri di libri. Non a caso l’arredamento attuaele si è piegato al mondo digitale e non prevede, in gran parte dei casi, le librerie». Nel corso dell’incontro, che via via è diventato sempre più interessante, si è scoperto che il Fondo donato all’Università di Cassino e che rientra nel Polo bibliotecario di Roma consta di 532 volumi ed è “aperto”, con la saggistica ad occupare la parte più cospicua. «Alcuni dei testi li abbiamo solo noi - ha spiegato la Scaramuzzino che ne ha anche letto alcuni passi, rendendo ancora più gradevole l’ascolto - altri sono presenti anche nelle altre biblioteche nazionali ma in numeri esigui. La catalogazione è stata molto complessa, ma permette di poter accedere agevolmente a tutti i volumi da ogni parte del mondo». Senza patente, l’autobiografia di una prostituta romana (1976), la favola Storia di Giulia (scritto nel 1975), Biancaneve e i 77 nani...si è andati avanti piacevolmente, assaporando versi, disegni, provocazioni semantiche e lessicali. I sapori della seduzione, il ricettario dell’amore tra donne degli anni ‘50, in cui 11 donne raccontano il loro amore nel decennio «più bigotto e moralista» è stato un altro passaggio importante. Fino a parlare di lavoro e diritti, il tema portante di tutta la carriera giornalistica e dell’impegno di Irene Giacobbe. «In una statistica del 1903 - ha rivelato ai presenti - sono citati uomini, donne e minorenni divisi fabbrica per fabbrica. E le donne sono presenti in tutti i settori, anche metallurgia, anche tra le scalpelline nella Fabbrica di San Pietro». Come  restare affascinati da un racconto che sembra, e in effetti non ha, mai fine.   

Come è stato sottolineato a più riprese nel corso del convegno, non è affato scontato che un ateneo abbia un Fondo Librario dedicato alla cultura di genere. E quindi, la donazione della Casa Internazionale delle Donne assume un valore ancora più rilevante. Soprattutto alla luce degli sforzi che le attiviste stanno facendo da tempo per tutelare un patrimonio  inestimabile. «Assistiamo da tempo - ha sottolineato la professoressa Taricone - alla sottovalutazione totale di tutta la cultura che è passata attraverso la Casa. La cultura non conta per certa politica». 

DAL QUOTIDIANO L'INCHIESTA IN EDICOLA SABATO 30 NOVEMBRE 2019

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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