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L'intervista rilasciata ieri a “Pomeriggio Cinque” da nonna Rocca L'intervista rilasciata ieri a “Pomeriggio Cinque” da nonna Rocca

Nonna Rocca: «Credo all’innocenza di mia figlia. Mi ha detto che lo ha ucciso Nicola»

Rocca, la nonna del piccolo Gabriel Feroleto, ucciso lo scorso 17 aprile a Piedimonte San Germano, dopo mesi di silenzi, ieri ha rilasciato un’intervista in esclusiva a “Pomeriggio 5”. Ai microfoni dell’inviata del programma, Giorgia Scaccia, ha dichiarato di essere certa dell’innocenza di sua figlia Donatella Di Bona. La ragazza e il suo amante Nicola Feroleto, papà del bimbo, sono in carcere da otto mesi.    
Nonna Rocca ha così ripercorso quella terribile giornata: «La mattina sono usciti tutti e quattro: Donatella, l’altro mio figlio, Nicola e Gabriel. Io ero a casa. Poi sono tornati e ho preparato a pranzo e il bambino ha mangiato con me, sulle mie gambe. Era tanto affezionato. Alle 14,30 mia figlia è uscita perché Nicola l’ha chiamata. E’ venuto davanti casa. Gabriel voleva restare con me, ma la mamma ha voluto portarselo. Non so perché non ha voluto lasciarmelo. Io dovevo andare a Piedimonte. Quando sono tornata ho chiesto a mia madre se fosse rientrata Donatella e mi ha detto di no. Sono uscita fuori per andare in camera e ho visto mia figlia che tornava con il bambino in braccio. Le ho chiesto se Gabriel stesse dormendo e lei mi ha risposto no. L’hanno investito, mi ha detto, ma non c’ho creduto. Il bimbo aveva gli occhi chiusi e la bocca aperta. Ho chiesto aiuto alla vicina che l’ha preso ed ha chiamato il 118, ma non c’è stato nulla da fare». Momenti drammatici che ripercorre portandosi una mano al volto. Riprende giato Nonna Rocca e prosegue: «Sono andata a trovarla (riferito alla figlia che si trova in carcere) ma dice sempre che non è stata lei. Io credo all’innocenza di mia figlia, non è stata lei. Perché ogni volta che vado chiede sempre del bambino. Non so chi sia stato, non ero con loro. A me ha detto che è stato lui. Chiedo giustizia e sarà fatta. Forse aveva paura di Nicola. Io avevo terrore quando mia figlia usciva con il bambino. Avevo paura di Nicola. Lei invece era troppo innamorata. Mia figlia è innocente, non può aver fatto una cosa del genere».
Riguardo il processo, è l’avvocato Alberto Scerbo, che difende la signora Rocca, a precisare: «La Di Bona ha scelto un rito alternativo all’interno del quale noi saremo spettatori. Il dibattimento inizierà il 20 marzo e ci costituiremo parte civile nei confronti di Nicola Feroleto».
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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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