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Andres Manuel Lopez Obrador, presidente del Messico, in un'immagine trasmessa dalla Bbc Andres Manuel Lopez Obrador, presidente del Messico, in un'immagine trasmessa dalla Bbc

Focus mondo: un anno di Lopez Obrador alla guida del Messico tra recessione e criminalita' da record

E’ trascorso un anno dall’insediamento come presidente del Messico di Andres Manuel Lopez Obrador, meglio conosciuto dai suoi connazionali con l’acronimo di AMLO. Eletto con il Movimento di Rigenerazione Nazionale di sinistra, gode di un alto gradimento popolare. Questo nonostante un’economia in recessione, e gli alti indici di criminalitá che sconvolgono il paese centro americano. Dotato di una forte personalitá, poco incline alle critiche, si è distinto durante questo inizio di mandato per i veementi discorsi contro la corruzione e le conferenze stampa quasi quotidiane per mantenere un filo costante con i messicani.

Secondo dati ufficiali diffusi nei primi 10 mesi dell’anno in corso in tutto il Paese si sono registrati 28741 omicidi, tutto lascia supporre che il 2019 sará quello con il triste primato, da quando si contabilizzano le statistiche. Nel mese di ottobre a Culiacan nello stato di Sinaloa a 1200 km a nord ovest dalla capitale, in seguito alla cattura di Ovidio Guzman, figlio di El Chapo, giá leader dei narcos del cartello di Sinaloa condannato all’ergastolo negli Stati Uniti, gli appartenenti al sanguinoso cartello hanno messo a ferro e fuoco la cittá costringendo di fatto il Governo centrale a ordinare di rimettere in libertá il pericoloso figlio del piú grande narcotrafficante del mondo.

All’inizio di novembre tra gli stati di Chihuahua e Senora nel nord, poco distante dal confine con gli USA è stata massacrata una famiglia di mormoni, 9 morti e vari feriti, tra i quali diversi bambini. La dinamica non è stata ancora chiarita, ma tutta questa violenza che non si riesce a controllare genera nell’opinione pubblica paura e sconcerto. La strategia messa in essere dal presidente per arginare la criminalitá dilagante, al momento non ha dato alcun risultato. AMLO ha deciso evitare, a differenza dei suoi predecessori la guerra militare contro i narcotrafficanti. Per combattere costoro e le altre forme di delinquenza ha creato la Guardia Nacional, un gruppo interforze composto da poliziotti e soldati da schierare nelle strade del Paese.

A questo bisogna aggiungere il passaggio sul territorio messicano di gruppi di immigranti latini che tentano di superare il confine messicano nel nord per entrare negli Sati Uniti, di fatto generando tensione con il governo del presidente Trump, il quale proprio in questi giorni ha deciso di dichiarare i cartelli della droga messicani organizzazioni terroristiche. Questo apre nuovi scenari nei delicati rapporti tra i due paesi, ad esempio le forze militari USA potrebbero colpire oltre confine con droni i narcos messicani. La lotta dovrebbe essere quindi estesa a chi vende o esporta armi oltre confine, si potrebbe addirittura arrivare ad un intervento militare statunitense in territorio messicano. Quest’ultima ipotesi, ha giá fatto sapere Lopez Obrador non lo trova affatto d´accordo.

Antonello Caponera

(Bogota')

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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