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Il sindaco di Arpino Renato Rea

Il sindaco e la giunta al lavoro per cercare di evitare il dissesto del Comune

Il Consiglio Comunale avvia le procedure per la richiesta un nuovo piano di riequilibrio finalizzato ad evitare il dissesto. All’ordine del giorno provvedimenti in ordine alla “segnalazione di squilibrio di bilancio”, comunicata dal Responsabile Economico e Finanziario del Comune di Arpino in sede di salvaguardia di Bilancio 2019-2021, con conseguente impossibilità di rispettare gli obiettivi di risanamento del piano di riequilibrio. La massima assise cittadina, convocata in sessione straordinaria ha preso atto dell’ormai noto status quo, precipitato a margine della sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2019, ed ha adottato una delibera di indirizzo che, esaltando la funzione del consesso per come scandita dal Tuel, invita la giunta a “procedere entro il 30 gennaio 2020 alla rimodulazione o riproposizione del Piano di Riequilibrio Finanziario prevedendo le misure necessarie a ripristinare gli equilibri di bilancio e il riequilibrio finanziario dell'Ente, tenendo anche in opportuna considerazione le novità che potrebbero essere introdotte dall’approvanda Legge di Stabilità dello Stato, con particolare attenzione alle norme sulla fiscalità locale, oltre che l'eventuale rivisitazione delle norme sul dissesto finanziario degli Enti locali”. E in tal senso la maggioranza consiliare, in uno con l’amministrazione comunale, ha già attivato tutti i meccanismi di advocacy necessari e, si auspica, sufficienti, a sensibilizzare Governo e Parlamento sull’opportunità di intervenire per colmare il vuoto lasciato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2019 e a farlo, possibilmente, evitando di bissare il Decreto Crescita che per superare un’incostituzionalità ne ha introdotto un’altra. «Si tratta di una decisione - ha chiarito il sindaco Renato Rea - che ha marcate tinte politiche, ennesima tappa di un percorso di strenua difesa della città di Arpino, della sua dignità di ente locale e di comunità di individui che l’amministrazione, tanto nella precedente consiliatura, quanto nella presente, ha portato avanti con la tenacia e la determinazione di chi vuole evitare ad ogni costo che ad essa sia accostata la locuzione “dissesto finanziario”. È un atto politico adottato nel precipuo ed eminente interesse della Città di Arpino, contro un sistema di distribuzione delle risorse che strozza i diritti e le prerogative dei cittadini che li abitano. Ringrazio tutti i componenti della maggioranza che, all’unanimità, hanno dimostrato ancora una volta di avere coraggio politico e di saper lottare con le unghie e con i denti per difendere la collettività arpinate». Tuttavia, nonostante si auspicasse una votazione unanime dell’atto di indirizzo, la minoranza consiliare neppure ha partecipato alla seduta, limitandosi al deposito di una nota, il cui contenuto è smentito dalle risultanze documentali e dai rilievi svolti a verbale nel corso della seduta e, di fatto, sottraendosi alla discussione consiliare in merito alle sorti finanziarie dell’ente.

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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