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Operazione “Malaffare”: lavoro in cambio di voti, il Pm chiede il rinvio a giudizio per tutti

Processo per tutti: è la richiesta che il pm Emanuele De Franco ha avanzato al gup Salvatore Scalera del Tribunale di Cassino nel corso dell’udienza di ieri contro l’ex sindaco di Cervaro, Angelo D’Aliesio, degli ex assessori Gino Canale e Vincenzo Ricciardelli, del tecnico comunale Enzo Pucci e dell’imprenditore Alfredo Coratti (amministratore della Tac Ecologica che si occupa della raccolta dei rifiuti a Cervaro). Tutti e cinque coinvolti nell’operazione “Malaffare” dei carabinieri forestali di Frosinone su un presunto scambio di “favori”: assunzioni in cambio dei voti. 
Tra la testimonianza dell’imprenditore Coratti, rimesso in libertà ieri (era ai domiciliari), le arringhe degli avvocati Sandro Salera e Giuseppe Di Mascio e la requisitoria del pubblico ministero, l’udienza a porte chiuse è durata circa tre ore. L’imprenditore, difeso dagli avvocati Giampiero Vellucci e Mario Pinchera, ha respinto le accuse continuando a sostenere la propria estraneità ai fatti contestati. Coratti ha ribadito di essersi aggiudicato l’appalto, dopo due esclusioni, per aver offerto condizioni più vantaggiose rispetto alla ditta concorrente. Gli avvocati Vellucci e Pinchera pronunceranno l’arringa nella prossima udienza, fissata al 27 febbraio, quando parleranno anche gli avvocati Paolo Marandola e Costanza De Vivo (che rappresenta due lavoratori). In quell’udienza ci sarà la replica del pm. A seguire la decisione del gup Scalera in merito alla suddetta richiesta del pubblico ministero. 
Ieri, hanno esposto le loro tesi difensive gli avvocati Salera (che con Marandola difende D’Aliesio, Canale e Ricciardelli) e Di Mascio (che assiste Pucci). Salera ha precisato come la richiesta di rinvio a giudizio si baserebbe su un’errata interpretazione del contratto collettivo nazionale dei pubblici servizi che impone, alla ditta subentrante, di mantenere tutti i posti di lavoro. Un atto dovuto - secondo la difesa - per evitare possibili illeciti rispetto alla normativa. Nessuna corruzione, dunque. 
Dopo Salera, ha preso la parola l’avvocato Di Mascio che si è soffermato su alcuni aspetti tecnici della gara sottolineando, tra l’altro, come il bando non sarebbe mai stato modificato né “cucito” su misura di Coratti. 
Riguardo la posizione di Pucci, il legale ha ricordato che nella prima gara, indetta dal Comune, il suo assistito aveva escluso la “Tac Ecologica Srl”, così come era successo per la seconda gara, indetta dalla CUC (centrale unica di committenza) di Sant’Elia Fiumerapido. Solo al terzo tentativo, quello “incriminato”, Coratti si è aggiudicato l’appalto. Una lunga udienza, quella di ieri, il cui esito si conoscerà solo alla fine del prossimo mese. 
L’inchiesta “Malaffare”, che lo scorso 4 giugno portò all’arresto degli imputati, è una “costola” di un’indagine molto più ampia della DDA di Roma su un presunto traffico illecito di rifiuti, organizzato - secondo gli inquirenti - dai rappresentanti della società “Tac Ecologica Srl” che nel 2017 sarebbe stata favorita nell’aggiudicazione dell’appalto sullo smaltimento dei rifiuti urbani. Gara indetta dal Comune di Cervaro per un importo di poco superiore a 900mila euro ma affidata dalla CUC. Appalto che la società si era aggiudicata dopo due gare non andate a buon fine per delle presunte anomalie. La ditta, infine, sarebbe stata «favorita» perché avrebbe assunto persone segnalate dai politici con la promessa del voto in occasione delle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione comunale di Cervaro nel giugno 2017.
Sempre secondo l’accusa, l’ex sindaco D’Aliesio, gli ex assessori Ricciardelli e Canale si sarebbero adoperati affinché́ la società dell’imprenditore Alfredo Coratti si aggiudicasse l’appalto pur avendo presentato un’offerta ritenuta anomala dalla Commissione di Gara. Il tecnico Pucci (responsabile unico del procedimento), pur a conoscenza dell’anomalia segnalata dalla Commissione (stazione appaltante di Sant’Elia Fiumerapido), avrebbe evitato di attivare le dovute procedure finalizzate alla contestazione dell’irregolarità̀, procedendo all’affidamento dell’appalto alla ̀ “Tac Ecologica Srl”. L’ex sindaco D’Aliesio - secondo l’accusa - si sarebbe adoperato per dissuadere altre società̀ dal presentare offerte per la gara. In cambio l’imprenditore Coratti avrebbe assunto le persone segnalate dagli amministratori (un contratto andato a buon fine ed una promessa di lavoro). Sotto processo sono finiti anche le due persone “favorite”. 

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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