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Progetto “Città femminile, comunità plurale”: interrogato sabato l’ex assessore Leone

L’ex assessore ai Servizi Sociali del Comune di Cassino, Benedetto Leone, indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla pubblica amministrazione (in particolare sull’utilizzo di alcuni fondi regionali e comunali per il progetto di formazione “Città femminile, comunità plurale”), è stato interrogato sabato mattina. Ad ascoltarlo sono stati gli agenti della squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Cassino su delega del magistrato Alfredo Mattei. Leone non si è sottratto alle domande ed ha chiarito la sua posizione, fornendo la sua versione dei fatti. Massimo riserbo, trattandosi di un’indagine in corso, su ciò che abbia riferito agli inquirenti. 
Complessivamente sono otto gli indagati: cinque del 22 novembre scorso ai quali si sono aggiunti altre tre nomi. Infatti, di recente il Pm titolare dell’indagine ha iscritto nel registro anche l’ex assessore Leone, l’ingegner Paolo Mallozzi (ex dirigente al Comune di Cassino, oggi ad Acea) e la progettista Sara D’Aliesio. La Procura contesta loro il reato di concorso, con altri cinque persone (Norcia, Matera, Valente, Palombo, Golino), in turbativa nel procedimento di scelta del contraente (articolo 353 bis C.P.). 
Il 22 novembre scorso gli agenti del Commissariato di Cassino avevano notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Lorenzo Mariano Norcia (ex segretario comunale di Cassino), Aldo Matera (dirigente del settore Servizi Sociali del comune di Cassino e responsabile del progetto), Raffaele Valente (imprenditore, socio dell’impresa Format - associazione che si occupa di formazione extra scolastica), Carmelo Palombo (ex vice sindaco di Cassino) e Mariarosaria Golino (imprenditrice, rappresentante legale dell’impresa Format, nonché moglie di Raffaele Valente) per concorso in turbativa d’asta. Ai coniugi Valente e Golino è contestato anche il reato di concorso in truffa aggravata. 
La scorsa settimana i poliziotti hanno ascoltato, ma come persona informata sui fatti, l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Pochi giorni dopo, è stato sentito Leone. 
L’indagine, condotta dagli uomini del vice questore Raffaele Mascia (dirigente del Commissariato di Cassino), è scattata dopo alcune segnalazioni giunte tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 agli investigatori. Sono stati ricostruiti i presunti illeciti commessi per realizzare il progetto “Città femminile, comunità plurale” (finanziato per un importo complessivo di circa 50mila euro. Ma di questi, la Format avrebbe percepito solo 29mila e 800 euro). Secondo l’accusa il progetto sarebbe stato “costruito” su misura per favorire l’impresa Format, gestita dai coniugi Valente-Golino della città Martire.                           

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Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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