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LiberaMente Cassino: Petrillo, Picano e Franco: la citta' diventi capitale italiana del libro

Cassino capitale italiana del libro. Questa la proposta dell’associazione LiberaMente Cassino. «Il Senato della Repubblica -spiega la presidente Maria Rita Petrillo - ha approvato qualche giorno fa la legge che mira a sostenere la lettura e l’editoria. Prevede, tra i diversi punti, anche l’istituzione del titolo di capitale italiana del libro da conferire ogni anno alle città che si distinguono per le attività di promozione dei libri. Il titolo verrà conferito ogni anno dal Consiglio dei Ministri all’esito di una apposita selezione sulla base dei progetti delle città che si candidano. La ‘Capitale italiana del libro’ riceverà un finanziamento di 500.000 euro per la realizzazione».

«Riteniamo - sostiene il segretario dell’associazione, Orazio Picano - che la nostra città abbia tutti i requisiti per presentare un progetto autorevole e competitivo, coinvolgendo l’università, Montecassino e le associazioni presenti in città. Ovviamente il soggetto promotore deve essere l’amministrazione comunale che, siamo fiduciosi, non resterà insensibile di fronte alla nostra proposta. Basti pensare che fino ad ora hanno presentato la candidatura Senigallia, Nuoro e Viterbo. Non solo Cassino non ha niente di meno rispetto alle città citate. Ma ricordiamo che Montecassino vanta una biblioteca statale di valore inestimabile: la consistenza del materiale consultabile è di 72.101 volumi, 198 incunaboli, 1500 codici, 20.000 pergamene, 2063 cinquecentine, 259 titoli di periodici, materiale audio e video. Il corpus del fondo musicale è estremamente vario, in gran parte profano legato alla cultura musicale partenopea tra gli ultimi anni del XVII secolo e la seconda metà del XIX. Il fondo è costituito da manoscritti e stampe per circa 10.000 notizie bibliografiche. La biblioteca dipende dal Ministero per i beni e le attività culturali».

«La povertà educativa - aggiunge la presidente Petrillo -, unita alla crisi drammatica che sta investendo le librerie, costituiscono una vera e propria piaga sociale e culturale: il contributo di mezzo milione di euro vincendo questa nuova sfida, potrebbe essere investito per contrastare questi fenomeni favorendo la promozione della lettura e garantendo l’accesso a tutti all’offerta culturale del nostro territorio».
Secondo Jhon Franco, del direttivo di LiberaMente Cassino, «la battaglia di Cassino, La linea Gustav, Brandelli di Ricordi….sono soltanto alcuni libri scritti e che raccontano Cassino. La Biblioteca di Montecassino e “I quattro Placiti Cassinesi” primo scritto della lingua italiana, sono il patrimonio non solo della nostra terra ma della Terra! Ecco perché candidarsi per far attribuire a Cassino questo importante riconoscimento non potrà che contribuire a far crescere il territorio culturalmente e nel il turismo. Essere Capitale del libro significa essere capitale della cultura per ridare la giusta attenzione all’intera zona del cassinate e ai suoi abitanti per quello che hanno patito nella storia, soprattutto per le vicende belliche. Conoscere la nostra storia attraverso la letteratura potrà dare una spinta al turismo e riportare un giusto binomio cultura- turismo. Attraverso le presentazioni di nuovi libri con gli autori e le case editrici, si potranno organizzare eventi di richiamo a livello nazionale».

«Un’iniziativa del genere - sintetizza Picano - avrebbe ricadute importanti negli ambiti non solo culturali ma anche turistici e commerciali e potrebbe rilevarsi importante in un momento di grande difficoltà per l’economia del nostro territorio».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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