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La biblioteca statale del monumento nazionale di Montecassino La biblioteca statale del monumento nazionale di Montecassino

Cassino capitale del Libro. Unicas e Comune pronti a fare squadra con LiberaMente

Cassino Capitale del Libro? Non solo è una ipotesi auspicabile, ma è anche percorribile, se si rema tutti nella stessa direzione. In modo sinergico e tempestivo. A raccogliere e sostenere la proposta lanciata nei giorni scorsi dall’associazione LiberaMente ci sono autorevoli docenti dell’università di Cassino e del Lazio meridionale. Impegnati da an­ni come studiosi oltre che formatori, cono- scono benissimo le potenzialità di questa città e di tutto il territorio.

La presidente dell’associazione, Maria Rita Petrillo, ha sottolineato la possibilità che si possa lavorare ad una candidatura con un progetto che passi al vaglio del Consiglio dei Ministri, disposto a finanziare la città con la miglior proposta con 500mila euro. Una scommessa che si può affrontare e anche vincere, come sottolinea il prorettore Unicas, Giulia Orofino. «La proposta lanciata da LiberaMente è senza dubbio di grande interesse - sottolinea la professoressa Orofino, che ha la delega alla Diffusione della cultura e della conoscenza - e dimostra la grande vivacità del mondo associazionistico territoriale. L’ateneo, con i suoi docenti, i laboratori di ricerca, le biblioteche ha una lunga tradizione nello studio e nella valorizzazione del patrimonio librario, a partire da quello straordinario conservato nell’archivio e nella biblioteca statale di Montecassino. Una tradizione proseguita con una grande attività di promozione e valorizzazione della lettura, quindi siamo pronti ad affiancare le istituzioni, le imprese e le associazioni del territorio nella realizzazione di questo progetto. Lo consideriamo una occasione straordinaria per la crescita, non solo culturale, della città».

Altrettanto entusiasta della proposta è la prorettrice Marilena Maniaci, che nella governance di ateneo ha la delega alla Ricerca e ai progetti competitivi. «Cassino - sottolinea la docente - ha tutte le carte in regola per una candidatura prestigiosa, perché la biblioteca statale del monumento nazionale di Montecassino è una biblioteca ricchissima, pubblica, con libri moderni e antichi, incunaboli e cinquecentine, patrimonio della collettività. Basterebbe già solo questo per candidare Cassino non solo a capitale dell’Italia, ma anche dell’Europa. Una candidatura che potrebbe avvicinare un bene comune di quel livello alla cittadinanza e con cui l’ateneo ha avviato uno stretto rapporto di collaborazione. Cassino è una città universitaria, quindi ha nel libro un riferimento proprio in virtù della presenza degli studenti. Montecassino, con i suoi manoscritti noti in tutto il mondo, luogo simbolo della cultura europea, mondiale, occidentale, si identifica attraverso la presenza dello scriptorium». Una opinione condivisa dal professor Gianluca Lauta, che nell’università di Cassino e del Lazio meridionale è docente di Storia della lingua italiana e coordinatore del Dottorato in Literary and Historical Sciences in the Digital Age. «Credo che Cassino abbia tutti i requisiti di una grande Capitale del libro - sottolinea infatti Lauta -. L'Abbazia, con i suoi tesori librari, da sola basterebbe a farne una candidata di livello internazionale. Ma non si deve dimenticare il lavoro svolto dall’Ateneo in questi quarant'anni per la ricostruzione culturale della città. Il titolo di Capitale del libro certamente incoraggerebbe e accelererebbe il processo in corso». E dunque, se l’appello è stato lanciato, ora è tempo di fare squadra, di investire nella capacità di procedere, uniti, come istituzioni e come territorio nel suo complesso. Per poter afferrare al volo una grande occasione, di sviluppo culturale e non solo.

 Dopo “l’endorsement” dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale, interviene a tutto campo l’assessore alla cultura Danilo Grossi. Il comune c’è e vuole fare squadra. «L’idea è ottima, al di là del risultato finale  - esordisce l’assessore - per il valore che riveste Montecassino, da dove ha avuto inizio la lingua italiana, che rappresenta la difesa della occidentalità e della cultura europea. Con questi presupposti si parte con il piede giusto, dopo di che è chiaro che occorre confrontarsi con una competizione davvero molto alta. Stiamo parlando di una grande occasione, che va utilizzataquesto  per iniziare dei percorsi che serviranno per mettere insieme le idee e le progettualità. Al di là del premio in sé».

Cosa la convince di questa idea che ha subito raccolti autorevoli consensi?

«Intanto, è una proposta molto interessante e sono contento che mettendola in campo si punti a valorizzare lo spirito e gli ambiti positivi e della città. Va detto, infatti, che  critiche e grida di dolore fini a se stesse non producono alcun risultato. Qui invece si raccoglie, in ogni caso. Se si riesce a raggiungere i risultati, bene. Se non ci si riesce, va bene lo stesso perché del lavoro fatto non andrà perduto nulla».

Il Comune in che modo può contribuire alla realizzazione del progetto?

«Quello che si sta delineando è attinente e in liena con il percorso che abbiamo voluto portare all’attenzione finora. Mi riferisco in particolare all’apertura del ‘palazzo della cultura’, che ospiterà una biblioteca moderna, da vivere non solo per la lettura ma anche come spazio vivo».

Qualcuno sottolinea che la biblioteca Malatesta negli ultimi anni ha presentato diverse lacune, purtroppo.

«Ho avuto un incontro con l’ABI, il sistema bibliotecario Valle dei Santi con cui abbiamo progettato una collaborazione più ampia. Inoltre, dalla regione Lazio cercheremo di avere supporto per il personale, sempre più carente. Con il pensionamento di Francesco de Napoli, bibliotecario storico che ringrazio per tutto il lavoro svolto, siamo andati ancora più in sofferenza. Proprio con ABI ci siamo aggiudicati un progetto che permetterà di posizionare delle panchine a forma di libro, nello spirito del percorso che nascerà. I tempi? Due tre mesi al massimo. A fine primavera speriamo di poter inaugurare il ‘palazzo della cultura’».

Intanto, apprendiamo che l’archivio storico che si trovava all’interno della biblioteca di via del Carmine è stato trasferito nell’Historiale. «Una scelta - spiega l’assessore Grossi - dettata dalla volontà di creare un centro studi come percorso storico legato alla memoria, mentre i libri della biblioteca sono già stati trasferiti in Corso della Repubblica, nello stabile destinato in cui a breve partiranno i lavori a piano terra e al primo piano. Per tutti questi motivi, Cassino capitale del Libro ha ragione di essere e c’è da parte nostra la volontà di lavorare ad un progetto concreto, da studiare insieme all’associazione LiberaMente e all’università».

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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