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Il sindaco di Cassino, Enzo Salera Il sindaco di Cassino, Enzo Salera

Coronavirus, il sindaco di Cassino Salera: abbiamo lavorato in silenzio ed ora ognuno riprenda il proprio ritmo

Ecco perché non ho adottato un'ordinanza Coronavirus. Lo spiega stamattina il sindaco di Cassino, Enzo Salera, dal suo profilo Fb: "In questi giorni tanti di voi mi hanno chiesto di prendere provvedimenti. Tanti di fare ordinanze, di chiudere scuole o uffici pubblici, di fare dichiarazioni e post sui social. Alcuni lo hanno fatto per paura, altri come speculazione politica e altri come consigli sinceri. Non ho fatto nulla di tutto questo perché penso che un uomo delle Istituzioni come lo è un sindaco di una città importante come Cassino, ha l'onore di esserlo ma ha anche la grande responsabilità delle proprie decisioni. In questi giorni abbiamo lavorato in silenzio, come tutti avrebbero dovuto fare, senza isterismi, ma con molta attenzione: siamo stati ora dopo ora in contatto con la Prefettura, la Protezione Civile e l'Asl Regionale".

"Ma non ci siamo fatti prendere dalla paura sconsiderata, dagli isterismi di massa perché poi le conseguenze sono più pesanti delle cause stesse. In questi giorni ho voluto avere una posizione netta di raccordo con lo Stato. Perché in momenti come questi è il Sistema Paese nel suo complesso che deve emergere e gestire la situazione. Vedere sindaci che autonomamente si inventano ordinanze non concordate con le prefetture, e che sono costretti poi a ritirarle dopo aver creato panico, vedere presidenti di Regione che nemmeno in questi momenti trovano una linea di comunicazione con lo Stato centrale è pericoloso, molto pericoloso. Oltre al Coronavirus, che desta attenzione e preoccupazione e che dovremo affrontare con tutte le cautele del caso se e quando arriverà nella nostra Regione, perché è naturalmente molto probabile, questi 5 giorni hanno già provocato danni irreparabili alla nostra economia, per cui ci vorranno mesi e forse anni per riprenderci. E quando parlo di economia non penso ai grandi fondi finanziari ma penso alle nostre aziende, agli alberghi che dovranno chiudere perché non ci sono più prenotazioni dall'estero e dall'Italia, a chi vive di cultura e di eventi e che perde soldi e lavoro, a tutti coloro che nei trasporti, nelle fabbriche o nel commercio soffriranno una crisi senza precedenti".

"Oggi che un po' comincia a diradarsi questa grande nuvola tossica di informazioni estremizzate, fake e paure amplificate dai media e dai social, è bene che ognuno, nella propria vita quotidiana riprenda il proprio ritmo e sia attento e scrupoloso, seguendo le regole indicate dal Ministero della Salute ma senza estremizzare ulteriormente quella che è già oggi una delle più grandi crisi, non solo sanitaria ma sociale, che il nostro Paese si è mai trovato ad attraversare".

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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