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Il sindaco Simone Cretaro Il sindaco Simone Cretaro

Coronavirus, Cretaro: «Sintetizzare i dati è difficile, ognuno ha i suoi»

I numeri del contagio e il difficile ruolo dei sindaci nell’intercettarli, incasellarli in sintesi empirica e diffonderli alla popolazione in una veste che sia la più rispondente possibile alla fotografia del momento sul territorio. Ne parla in esclusiva il sindaco di Veroli Simone Cretaro, che ha voluto chiarire alcuni importanti aspetti di una funzione ora più che mai nevralgica, che vede i primi cittadini impegnati ogni giorno a recepire i dati sui nuovo contagi Covid e lui in primissima fila a far quadrare conti che spesso provengono da fonti diverse, tutte istituzionali, ma con range di censimento spesso autonomi.

Cretaro è reduce da una giornata convulsa e delicatissima, in cui il numero delle persone risultate positive al coronavirus è salito in virtù della difficile situazione nel cluster della Città Bianca, con 32 positività complessive acclarate finora, e le sue precisazioni danno la cifra di quanto sia cruciale il ruolo del primo cittadino, massima autorità sanitaria del territorio, in circostanze continuamente in divenire come quelle in cui si determinano gli step informativi con la cittadinanza sull’andamento del virus. Rispetto al ‘problema’ dei numeri non sempre concordanti fra note Asl e notule definitive dei sindaci Cretaro ha detto che «il problema del numero dei casi penso sia dovuto al fatto che la Regione faccia sempre riferimento ai nuovi. Poi credo che in Regione non distinguano tra le cifre relative a Città Bianca e le altre. Credo perciò che i motivi della divergenza di dati siano dovuti a questo elemento». 

Poi il sindaco, che in questi giorni si sta oggettivamente spendendo per una delle situazioni più complesse a livello provinciale sul problema Covid - in cui interagiscono l’andamento territoriale e il cluster autonomo della Ini di Città Bianca - rincara la dose nell’enunciare le difficoltà concrete che derivano dal ruolo che la situazione emergenziale a Veroli gli ha attribuito in veste decuplicata: «Anche per me è difficile, perché, prima di pubblicarli, quei dati io li verifico con Asl, Città Bianca e Carabinieri. Hanno tutti criteri diversi, perché la verifica viene fatta con un primo esame ed un successivo riscontro. Un esempio? Ieri avevo tre serie di dati completamente diversi. Tutti giusti, ma non omogenei. Servirebbe un coordinamento più puntuale, ma in questo momento non è semplice». 

Ovviamente Cretaro ribadisce una realtà incontestabile, che cioè si tratta di “dati in continua evoluzione per i motivi già spiegati. Inoltre, si consideri che chi ha fatto il tampone oggi ed è negativo, domani potrebbe avere sintomi e risultare positivo. Poi ci sono quelli in quarantena preventiva, che in qualsiasi momento possono diventare positivi”. La chiosa è utile a far riflettere chiunque avesse solo un’idea generica della situazione: «La gente non si rende conto della complessità e, soprattutto, della delicatezza dei dati su cui dobbiamo lavorare».

Monia Lauroni

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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