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Un'ambulanza del 118 Un'ambulanza del 118

Quadrini (Fi): «118, bisogna evitare sovraccarico per garantire servizi di emergenza»

In questo periodo di estrema criticità dovuta all' espandersi del Coronavirus, tante sono le chiamate al 118 da parte di persone che accusano sintomi quali febbre,tosse o sintomi riconducibili al Covid19. I sanitari del 118, militari di frontiera’ abituati all’emergenza sul campo e chiamati a fronteggiare in trincea anche la pandemia sono quelli che per primi entrano in contatto e prestano assistenza alle persone contagiate. Quindi i più esposti al pericolo. Alla questione si aggiunge la disposizione regionale che aggrava il compito per il 118 di provvedere al trasferimento dei pazienti guariti, ma ancora positivi al corona virus e quindi infettanti, presso il domicilio degli stessi. Tutto ciò non è assolutamente attuabile vista la grave carenza di personale e di mezzi e visti i principi fondamentali su cui si fonda l'azienda sanitaria 118, ovvero garantire il servizio in emergenza-urgenza sul territorio garantendo assistenza sanitaria ai pazienti critici non Covid. "È necessario che il Sistema 118 venga messo istituzionalmente nelle condizioni più idonee per operare nel corso di questa vera e propria emergenza della Sanità mondiale, così come sancito agli atti dall’OMS, e contestualmente le istituzioni non consentano che si possa abusare del 118 per compiti che non gli spettano. Il ruolo svolto dal Sistema di Emergenza Territoriale è, infatti, di estrema ed insostituibile importanza. Un ringraziamento va a tal proposito, al Direttore Generale della Asl di Fr dott. Stefano Lorusso e a tutti gli operatori sanitari, medici, infermieri, autisti, volontari impegnati che stanno dando il massimo, con la solita determinazione e professionalità, nonostante le difficoltà. Siamo in guerra sanitaria e loro stanno combattendo più di noi con le lance contro i fucili del virus. "-dichiara il Presidente del gruppo in provincia di Forza Italia e Commissario della XV Comunita Montana di Arce Gianluca Quadrini. In considerazione del perdurare dell'epidemia al centro sud e della impossibilità di aumentare in maniera adeguata il numero dei presidi di protezione e dei posti letto di terapia intensiva, sarebbe opportuno che i Pazienti con sospetto coronavirus, giovani o comunque in grado di essere trasportati con automobile propria siano accompagnati da un solo familiare che ha già avuto verosimilmente contatto con lo stesso, presso le tende del triage,istituite al di fuori di ogni pronto soccorso. Una volta giunti sul posto, il paziente rimane in auto mentre il familiare con mascherina contatta il personale della tenda che provvederà a ricevere con tutte le dovute precauzioni il sospetto coronavirus. Ciò consentirebbe di evitare il sovraccarico per i servizi di emergenza territoriali 118 ed un inutile dispendio di uomini e donne e presidi di protezione,praticamente ormai introvabili. Sarebbe auspicabile che le aziende sanitarie di emergenza promulgassero tale procedura, sempre assistiti telefonicamente dal 118, al fine di diminuire il sempre più elevato rischio di contagio per sanitari consentendo il mantenimento del buono stato di salute che consente di erogare prestazione adeguate e sicure anche ai pazienti NON Covid. "Il trasferimento a domicilio di pazienti Covid 19 clinicamente guariti ma che eliminano ancora il virus con il grave rischio di contagiare interi nuclei familiari è cosa inopportuna in questa fase critica". È una guerra e così perdiamo di brutto.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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