L'Inchiesta Quotidiano OnLine

La Trincea, il diario dal 27 aprile al 2 maggio. Il mascherina gate del Lazio e l'insostenibilita' dell'onorevole

LUNEDI' 27 APRILE

Alla fine la Regione Lazio ha dovuto finirla di dare dei “bufalari” ai media che si occupano delle mascherine mai arrivate e per le quali è stato versato un milionario acconto di soldi nostri ad una società privata. «Visto il mancato rispetto di utti i termini concessi - ha infine scritto in una nota l’ente -, compreso quello legato alla mancata consegna della merce
con volo del 23 aprile, e preso atto che la Ecotech pur avendo proposto di completare le forniture non è stata in grado di dare certezze sui tempi e sulle modalità, la Regione Lazio ha deciso di procedere alla risoluzione dei contratti con la suddetta società ». Il battage sull’Alta Velocità in provincia di Frosinone è riuscito a rendere invisibile l’incidente
dell’amministrazione Zingaretti, nonostante si sia trasformato in atti su cui indaga la Procura di Roma (per inadempimento di contratti di pubbliche forniture). La Regione si considera parte lesa ed è pronta a chiedere i danni. Poi bisognerà vedere se l’azienda ex affidataria dell’ordine urgente connesso al Covid-19, restituirà l’“anticipo”. Ma chi ci farà
caso? Pure sui rifiuti con cui sarà sommerso il Cassinate s’è silenziato tutto e subito. Di distrazioni ce ne sono molte. Imperversa la ripresa di maggio ed è proprio un bel pensiero fisso. Nella periferia derubata dei posti letto per acuti e insozzata arrivano dall’estate anche due Frecciarossa. Bisogna esultare senza chiedersi quanto costeranno ai pendolari e con quali vantaggi in termini di tempo. Come per le note brioche, ringraziamo e silenzio.

MARTEDI' 28

C’è chi non sa più cosa fare per far sopravvivere la propria attività e pagare stipendi ai collaboratori e chi ... «stava così bene su quella poltrona, fino ad ora. Almeno lui ha avuto il merito di sostituire alla “pesantezza relativa” della polvere accumulata sulla poltrona, la sua “leggerezza assoluta” dell’essere. Un saluto». Il virgolettato è di un messaggio giunto sul telefonino di uno dei potenti eletti della provincia di Frosinone, a margine del gran clamore dell’alta velocità. Ma misura bene la distanza che separa il titolare dell’Osteria Panzini di Frosinone che ricorre alle taniche infiammabili per farsi notare e questa classe dirigente, in massima parte assurta al libro paga della collettività senza avere meriti e meno che mai competenze.
Gli imprenditori non solo rischiano soldi propri, ma sono al contempo schiacciati dalla crisi pre-esistente, atterriti dal Covid scoppiato a mo’ di cigno nero e strozzati dall’infinita e dolosa inefficienza dello Stato e di parte non marginale dei suoi dipendenti. Oggi prendiamo atto che il peggio - al di là del terrificante conteggio dei feretri - deve ancora venire e riguarda i bilanci familiari, il lavoro, il futuro di coppie giovani ed anche meno giovani. Riguarda territori che non possono più permettersi il lusso di pagare a fine mese salari da favola a questi “leggerissimi” rappresentanti. Perché dagli ospedali chiusi alla Tav non c’è chi regga ancora le narrazioni del tutto prive di autocritica raccontate da media complici e prime donne da avanspettacolo.

MERCOLEDI' 29 APRILE

Del mascherina-gate dell’amministrazione Zingaretti - 7,5 milioni di dispositivi mai consegnati nonostante 11 milioni di anticipo versati dalla Regione - ieri sera si sono occupate anche le Iene. C’era stata un’ampia parentesi sull’incredibile incidente amministrativo anche su Report. Insomma le trasmissioni d’inchiesta più accreditate si rendono conto che la trasformazione dell’ente di Via Cristoforo Colombo da committente che, in piena emergenza Covid-19, utilizza l’affidamento diretto con sicurezza, a parte lesa per non aver potuto consegnare mascherine agli operatori sanitari della Regione nei tempi previsti, ha bisogno di chiarezza estrema. Fratelli d’Italia, con Chiara Colosimo e Roberta Angelilli fa la sua parte puntando a trarne anche benefici politici. I giornali di parte come La Verità e Libero ovviamente si scatenano. Ma che ci sia la necessità di massima trasparenza non è un partito che deve affermarlo, pare una cosa scontata. Anche se la si valuta dal centro e pure da sinistra. Secondo la Colosimo ci sarebbe il presidente del Consiglio regionale Buschini a voler trattenere Zingaretti dal rispondere alle interrogazioni piovute dalla destra sul suo tavolo di presidente alla Pisana (i Cinquestelle evidentemente conoscono già tutto per filo e per segno e si impegnano nella loro ben più pregnante campagna #storiedisolidarieta o preferiscono fare pressing sul bonus spiagge). Zingaretti resta sui temi nobili. Alla vigilia del Primo Maggio annuncia che sono state evase tutte le pratiche della cassa integrazione in deroga. Questa sì che è una bella figura.

GIOVEDI' 30 APRILE

Del mascherina-gate dell’amministrazione Zingaretti - 7,5 milioni di dispositivi mai consegnati nonostante 11 milioni di anticipo versati dalla Regione - ieri sera si sono occupate anche le Iene. C’era stata un’ampia parentesi sull’incredibile incidente amministrativo anche su Report. Insomma le trasmissioni d’inchiesta più accreditate si rendono conto che la trasformazione dell’ente di Via Cristoforo Colombo da committente che, in piena emergenza Covid-19, utilizza l’affidamento diretto con sicurezza, a parte lesa per non aver potuto consegnare mascherine agli operatori sanitari della Regione nei tempi previsti, ha bisogno di chiarezza estrema. Fratelli d’Italia, con Chiara Colosimo e Roberta Angelilli fa la sua parte puntando a trarne anche benefici politici. I giornali di parte come La Verità e Libero ovviamente si scatenano. Ma che ci sia la necessità di massima trasparenza non è un partito che deve affermarlo, pare una cosa scontata. Anche se la si valuta dal centro e pure da sinistra. Secondo la Colosimo ci sarebbe il presidente del Consiglio regionale Buschini a voler trattenere Zingaretti dal rispondere alle interrogazioni piovute dalla destra sul suo tavolo di presidente alla Pisana (i Cinquestelle evidentemente conoscono già tutto per filo e per segno e si impegnano nella loro ben più pregnante campagna #storiedisolidarieta o preferiscono fare pressing sul bonus spiagge). Zingaretti resta sui temi nobili. Alla vigilia del Primo Maggio annuncia che sono state evase tutte le pratiche della cassa integrazione in deroga. Questa sì che è una bella figura.

SABATOP 2 MAGGIO

Maurizio Stirpe è stato confermato alla vicepresidenza di Confindustria dal presidente designato di Viale dell'Astronomia Carlo Bonomi. Avere un frusinate come numero 2 dell’associazione degli industriali è sicuramente cosa buona. Stirpe in una recente intervista a Corrado Trento ha detto di contare sullo spirito dei ciociari e sulla loro proverbiale capacità di rimboccarsi le maniche per risollevare il territorio dalla crisi Covid. Ma le ultime vicende su rifiuti e Tav hanno riproposto una contrapposizione  insita anche nelle terminologie che diventano inesorabilmente sbagliate nel momento in cui pretendono di definire cose diverse e di etichettarle con l’intento di normalizzare una situazione che non è per niente normale ma che è artificiosa e anomala sin dalla cancellazione dell’Alta Terra di Lavoro. I Ciociari sono parte determinante della Provincia nata nel 1927. Ma non sono gli unici a vivere dentro questi confini posticci: c’è chi non è Ciociaro ed è incluso in una provincia che non rappresenta le diverse identità, aggregazioni sociali ed anche i differenti interessi economici. Anzi parliamo di aree geografiche - come nel caso della Tav - in situazione di clamorosa concorrenza e contrapposizione. Stirpe in fin dei conti queste differenze le aveva riconosciute indicando la strada delle tre città intercomunali. Sono nei fatti Frosinone-Grande Capoluogo, Cassinate-Atina e Lirinia-Valcomino. La governance territoriale deve essere redistribuita sulla base di criteri di omogeneità: un principio che adesso senza troppi giri di parole ha chiesto Libero Mazzaroppi su queste colonne ma nella sostanza rivendicano anche i sindaci Rotondo e Ferdinandi. E’ il momento di fare i conti e smetterla con novant’anni di cancellazione della memoria collettiva - e degli interessi specifici - del Sud Lazio.

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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