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La dottoressa Ilaria Quattrociocche

Uscire dal lockdown con responsabilità. Verso se stessi e verso gli altri

«Anche se lentamente e con estrema cautela, possiamo iniziare a muovere i primi passi verso l’uscio di casa. Un ritorno al passato, alla vita pre-covid, che si prospetta come un ritorno al futuro, un nuovo futuro, tutto in divenire, fatto di nuovi gesti e di nuovi codici comportamentali». La dottoressa Ilaria Quattrociocche, laureata in Psicologia applicata, clinica e della salute presso l'università de L'Aquila e laureanda in scienze pedagogiche presso l'Unicas, oggi ci invita a riflettere su come vivremo tra poche ore l'uscita dal lockdown.

«Ci viene imposto ora di cambiare nel nostro interagire sociale, un cambiamento radicale che ci vuole tutti coscienziosi e responsabili, da domani ancora di più. Il termine coscienziosità è riconducibile al sostantivo latino "conscientia", derivato da "conscire" che significa essere consapevole, essere coscienzioso, comportarsi secondo coscienza. Ed è  intimamente connesso al senso di responsabilità, serietà ed impegno.

In chiave psicologica, la coscienziosità può essere definita, secondo una delle più famose teorie sullo studio della personalità (BIG_FIVE di Costa e McCrae), un fattore che indica il grado di organizzazione degli individui, della perseveranza e della diligenza nelle loro azioni. Il sentirsi responsabile, invece, ha una duplice valenza: rendersi conto ma anche rendere conto.

Una persona responsabile agisce in modo equilibrato e riflessivo, nella piena consapevolezza che i propri comportamenti e le proprie decisioni producono delle conseguenze per sé e in molti casi anche per gli altri. Correttezza, coscienziosità e senso del dovere sono tre ingredienti fondamentali della responsabilità. Ma se desideriamo che le cose vadano come vorremmo, e tornare a baciarci ed  abbracciarci presto, è necessario anche intervenire. Effettuare il nostro cambiamento.

Eraclito diceva "non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare". Non è sufficiente che le autorità competenti si adoperino per correggere quando qualcuno sbaglia o per modificarne comportamenti sconvenienti e irrispettosi. Allora perché per alcuni di noi può essere così difficile apportare qualche tipo di novità, provare altro, cambiare un comportamento o una modalità di essere al mondo?

Qualcosa nella nostra vita oggi non sta funzionando, o almeno non come vorremmo. Questo malfunzionamento rappresentato dal Coronavirus è, al  momento,  qualcosa di stabile. Gli addetti ai lavori stanno cercando strumenti e tecniche per combatterlo,  ma non è ancora accaduto nulla. Intanto siamo chiamati noi tutti a cambiare strategia. E nella nostra change-bag/borsa del cambiamento abbiamo l’agire con coscienza e responsabilità. Per noi stessi prima di tutto, per i nostri cari poi e per la società intera, che è anche ciò che domani lasciamo in eredità ai nostri figli.

Oggi ci dicono che cambiare sembra davvero convenire in termini di migliore qualità della vita e maggiore soddisfazione personale. Su buona parte delle difficoltà che incontreremo fuori casa e che forse ci  assillano, si può incidere. Se non c’è una soluzione, esisterà comunque una maniera di affrontare le nostre piccole ma grandi  sfide giornaliere, senza farsi sopraffare da stati ansiosi o mettere in atto strategie superficiali. Acquisire il più possibile un controllo della situazione mettendo in pratica i protocolli sanitari di igiene e disinfezione, così come ci viene indicato dal Ministero della Salute e farci carico delle azioni che si rendono necessarie nel nostro e altrui rispetto,  e quindi utilizzo di mascherine e distanza sociale».

'Ognuno è responsabile di ciò che accade e ha il potere di decidere che cosa vuole essere. Quello che siete oggi è il risultato delle vostre decisioni e scelte passate. Quello che sarete domani sarà il risultato delle vostre azioni di oggi'
(Swami Vivekananda)

 

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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