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Ripartiamo? Ma la strada qual è?

Le stime riguardo il PIL dell’Italia sono, come prevedibile, piuttosto drammatiche: - 9,5% per il 2020. Per il 2021 previsto un rimbalzo a +6,5%. Peggio di noi solo la Grecia.

Premesso che il PIL come indice può essere considerato poco attendibile, è comunque ad oggi il “numeretto” intorno al quale vengono costruite le politiche economiche e prese le decisioni. È lo stesso Gentiloni, un Italiano che ricopre il ruolo di Commissario europeo agli affari economici, ad evidenziare il dato drammatico per l’Italia nel 2020. Eppure l’Italia ha affrontato l’emergenza Covid né meglio né peggio di tanti altri Paesi europei, Germania esclusa. L’Italia, sempre al pari degli altri, sta tentando di ripartire dopo circa due mesi di lock-down. Dovremmo essere pari ai blocchi di partenza, dovremmo arrivare più o meno pari al traguardo, e invece NO. Le stime dicono che noi sprofonderemo.

Questo lock-down poteva essere un periodo per ripartire con una nuova visione, una nuova politica sociale ed economica, un nuovo approccio ai problemi atavici del Paese. Potevamo ripartire cancellando gli errori che da decenni mandano in cancrena il nostro sistema economico, potevamo ripartire facendo le cose davvero a beneficio di tutta la popolazione. Potevamo ripartire senza tentennamenti, senza titubanze, senza mezze misure, senza le chiacchiere cui segue il solito nulla.

Potevamo ripartire con la parte migliore di noi Italiani.

E invece NO. La politica ancora una volta parla per poi non decidere nulla se non la scarcerazione di boss mafiosi. La politica che si definisce di sinistra non osa nemmeno regolarizzare i migranti, indispensabili per far arrivare i prodotti alimentari nei supermercati perché ha paura di fare cose troppo “di sinistra”. Potevamo ripartire con nuove regole per la cassa integrazione che da sempre arriva ai lavoratori con ritardi indecenti e invece la politica anche stavolta gioca al rimpallo con l’INPS.

Con questa ripartenza è drammaticamente normale che il PIL per il 2020 sia stimato con un calo a precipizio. Drammatico per chi? Chi andrà nel precipizio? Non certo chi si può permettere di fare chiacchiere invece di prendere decisioni. Sarà drammatico per chi sta in prima linea, per tutti quelli che producono davvero beni e servizi. I decisori che non decidono potranno continuare a far finta di lavorare nei palazzi romani o nei palazzi regionali di destra e di sinistra. E che non si parli più di populismo.

Anna Maria Tedeschi

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