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La Trincea, il diario dal 4 al 9 maggio. Primo maggio con grigliata abusiva, Zingaretti trasmette gli atti

LUNEDI' 4 MAGGIO
Dalle divergenze clamorose tra regioni da un lato e Stato centrale dall’altro, fino al blitz che ha spostato la localizzazione della stazione in linea della Tav nella “provincia” di Frosinone - da sud a nord - si scopre come esistano diverse esigenze e interessi non sempre conciliabili tra i territori del Paese e perfino tra aree geografiche confinanti. Non è che si debba per forza finire nel caos o nella legge della giungla: per cui chi è più forte e comanda sottomette gli altri. Anche se questo sta accadendo, con la Tav, come soprattutto con i rifiuti. La Valle del Sacco, ad esempio, dopo la soddisfazione a 32 denti per l’alta velocità ripiomba nell’incubo-inquinamento con l’avvio rapido dell’ter regionale per autorizzare un impianto per trattare rifiuti a Patrica. Insomma - come scriveva Fernando Riccardi su queste colonne - attenti, Ottaviani e Pompeo, dal gioire troppo per la “scelta” infrastrutturale di Ferrovie dello Stato. Perché sulla Tav è toccato all’Alta Terra di Lavoro soccombere ma c’è sempre un sud più a sud di qualcun altro. Nella fattispecie di Roma che continua a scaricare sulle periferie, da Colleferro a San Vittore, tutto ciò che nella città metropolitana è sgradito. In attesa che trasparenza e criteri democraticamente condivisi siedano ai posti di comando di un Paese i cui centri nevralgici continuano ad essere presidiati da lobby affaristiche e gruppi di potere, i territori devono organizzarsi, difendersi e reagire. Intanto avviare la ricostruzione delle loro economie in questo drammatico 4 maggio 2020.


MARTEDI' 5 MAGGIO
Il primo maggio c’era chi abusivamente pranzava a base di pesce. Senza chiedersi se fosse giusto per un sedicente appartenente alla sinistra - o comunque alla parte progressista del Paese -, non tanto e non solo infischiarsene delle regole del distanziamento sociale, che si andavano predicando a chiacchiere con dichiarazioni e selfie sui social, quanto mancando del rispetto che meritano le persone spinte sul lastrico dallo tsunami Covid-19. Il 30 aprile pubblicavamo le previsioni da incubo rilanciate dal segretario Cisl Lazio Coppotelli nell’intervista a L’inchiesta: dal primo giugno in poi una strage di imprese e, per quelle che sopravviveranno, una decimazione dei posti di lavoro residui. Eppure nei palazzi del potere c’è gente così: che se ne frega banalmente. Conta sul privilegio di fare l’estratto conto a fine mese e di rimettersi a strisciare la carta di credito. Come se nulla fosse accaduto e come se tutto potesse andare avanti coi soliti andazzi. La distanza tra chi detiene il potere, stringendo l’opulenza che questo comporta, e gli amministrati atterriti da quel che accade nell’economia accartocciata, è tutta nelle risposte che si sono dovuti sorbite i poliziotti accorsi a chiedere spiegazioni ai commensali della grigliata sfida-Covid. Anche se i potenti violatori delle regole dei noti Dcpm erano ben coscienti che quei diligenti operatori del 113... proprio non sapevano con chi avessero a che fare.


MERCOLEDI' 6 MAGGIO
«Un plauso alla Regione Lazio e all’Assessore Paolo Orneli»: Confcommercio Lazio Sud ci conferma che... siamo sulla via della normalizzazione. Perfino i rappresentanti delle categorie massacrate dalla crisi Covid e abbandonate dallo Stato in balia di debiti da onorare col Fisco e coi fornitori, tornano ad ossequiare il potere. Che di meriti non ne ha. Dovrebbe fare il suo dovere utilizzando il denaro di tutti. Ma così è. Anche i medici non hanno proferito parola contro la conduzione politica: nonostante abbiano pagato un conto amaro. Lasciati a lungo indifesi. Certo, qualche sindacato di categoria almeno ha presentato una diffida per ottenere i Dpi. Ma siamo al minimo sindacale - appunto - in casi così drammatici, devastanti e di evidenza disarmante. Resta il rebus delle mascherine: «Speriamo che non siamo stati truffati», sibila Zingaretti volgendo le spalle alle telecamere delle Iene. Indaga la Procura per l’appalto fantasma di 35 milioni di euro. «Chi ha rapporti personali con la Protezione Civile?», si chiede velenosamente l’inviato della trasmissione. Perché le Iene rintracciano preventivi più bassi rispetto a quelli che hanno portato all’esborso di 11 milioni di euro di “acconto” per le mascherine mai arrivare a Roma. L’offerta accettata dalla Protezione Civile Lazio è stata di 3,60 euro per le Ffp2 e di 3,90 euro per le Ffp3. Le Iene mostrano un preventivo da 2,53 euro a pezzo e, poi, l’altro dell’imprenditore Filippo Moroni da 1,89 a pezzo per Ffp2. Resta anche da vedere se gli 11 milioni di euro torneranno nelle casse regionali o se esistono le polizze assicurative da escutere di cui ha parlato Leodori. Insomma, non c’è da applaudire proprio niente.  


GIOVEDI' 7 MAGGIO
Il doppio schiaffone al cassinate Cerreto-Tav qualcosa ha smosso. Ma non tutto. Libero Mazzaroppi, sindaco di Aquino, aveva suonato la sveglia ai primi cittadini: muoviamoci e difendiamoci contro la “guerra fredda” che ci ha messo alle corde. Sacco, sindaco di Roccasecca, è stato lasciato praticamente solo a combattere contro l’ingigantimento della discarica. Rotondo, a capo dell’amministrazione di Pontecorvo, ha chiesto la convocazione della conferenza dei sindaci. Salera ha detto che il tavolo Cosilam non si chiuderà (anche se non ha spiegato cosa farà). Delle Cese dice che servirà per gli “altri investimenti” delle Ferrovie (scusi ma quali?). Abbruzzese vuol promuovere un’associazione a difesa del sud della provincia. Perché immondezzaio di Roma e della provincia il Cassinate resterà di sicuro ma adesso pure l’unico progetto di rilancio, avuto in gestazione da anni, gli è stato sottratto con un abile blitz politico: la stazione in linea dell’alta velocità era l’unica mossa capace di cambiare la situazione. Giuseppe Gentile lo ricorda nelle pagine a seguire: se ne occupava l’avvocato Salvatore per conto di Scittarelli. Pubblichiamo anche la delibera regionale e il protocollo Zingaretti-Battisti in cui la designazione di Ferentino non c’è scritta. Quindi qualcuno giura che ci si può provare ancora. Un dubbio resta in questa vicenda ed è pure datato: ma che ruolo sta giocando la città che dovrebbe essere capofila? Dove sta Cassino in questa partita? Quando si schiererà chiaramente (a partire da rifiuti, Tav e sanità) e senza utilizzare le “ritirate “ di cui parla Gnesi (oggi, sempre sulle nostre colonne)? Ora i fatti.  


VENERDI' 8 MAGGIO
C'è poco da prendersela coi comunicati stampa dell’opposizione e soprattutto con chi li pubblica uscendo fuori dalle sagge “linee guida” dei comunicatori di professione; c’è poco da “stupirsi” perché magari si riprendono e pubblicano notizie relative alle gaffe insopportabili di chi occupa il potere e se ne fotte del resto, divieti e distanziamenti Covid inclusi. Basta, infatti, leggersi il documento preparato ad alcuni circoli Dem del Cassinate (pagine 8 e 9) per capire quel che accade e che su queste colonne andiamo scrivendo da sempre. Adesso anche i pd - almeno alcuni pd - si rendono conto che il sistema che governa il Paese, la Regione ed i territori è spesso insopportabile prendendo decisioni a prescindere da tutto e da tutti. Ma per ragioni imperscrutabili. Il sindaco di Patrica, l’ex pd Lucio Fiordalisio, ha iniziato la sua battaglia contro l’ennesimo impianto di trattamento rifiuti che la Regione si avvia ad autorizzare nella Valle del Sacco. In una nota diffusa oggi ringrazia, tra gli altri, il presidente della Provincia Pompeo ed il sindaco di Frosinone Ottaviani per i sostegno alla causa. «Sono state poi tante le chiamate che ho ricevuto sia per solidarietà e vicinanza», ricorda Fiordalisio. Che essendo primo cittadino come i citati Pompeo e Ottaviani potrebbe ricordarselo (e ricordarlo ai colleghi) anche quando prende parte - e magari vota bilanci - alle assemblee del Consorzio Asi di Frosinone, dove Francesco De Angelis domina indisturbato. Ma in politica tra il dire e il fare... C’è appunto il documento Pd.


SABATO 9 MAGGIO
Sull’anticipo di 14 milioni versato dalla Regione Lazio alla Ecotech per le “mascherine fantasma” indagano Procura, Corte dei Conti e Anac. Giovedì l’Anticorruzione ha messo in fila 8 richieste di chiarimento al Dipartimento della Protezione Civile. In base ai documenti non risultato soddisfatte neppure le condizioni per le garanzie fideiussorie. Quindi per riottenere i 14 milioni di euro di denaro pubblico non ci sarebbe possibilità di escutere alcunché.
A questo si aggiunge la grana delle attestazioni a quanto pare fasulle presentate dalla European Network Tlc. Cinque milioni di mascherine sono bloccate al deposto della Protezione civile perché l’Agenzia delle Dogane ha affermato che non hanno certificazione idonea. Questa mattina a Zingaretti un unico giornalista - ovviamente indipendente ed extra giornaloni e bloggoni - ha chiesto ragione del disastro. Zingaretti ha detto - rispetto ad European Network Tlc - che a lui «sembra che ci sia un tema generale di difficoltà di sblocco e validazione dello strumento mascherine. Ma ci informeremo. Sul resto confermo una posizione: noi stiamo ed abbiamo l’interesse affinché si faccia piena luce, c’è stata sollecitazione delle  forze di opposizione che condivido. Stiamo facendo di tutto attraverso l’invio di documentazione alla Procura per capire cosa è accaduto. Se qualcuno si è approfittato di una situazione di emergenza dovrà pagare. Noi lavoriamo per il pieno recupero degli esborsi». Conclusione? Assenza completa di autocritica sotto i profili della gestione politica e amministrativa. Zingaretti vuol solo salvarsi. E’ comprensibile. Ma i danni chi li paga?

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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