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Vasyl Pryyma (foto Fb Frosinone Calcio) Vasyl Pryyma (foto Fb Frosinone Calcio)

Vasyl Pryyma si racconta a "L'inchiesta": «Frosinone, quanti ricordi! Stirpe il top»

«Una situazione grave che ha colpito tutti. C’è tanta voglia di normalità. Noi giocatori vogliamo tornare in campo. Ma ora bisogna continuare ad essere responsabili». Parole dense di maturità e consapevolezza. Che accomunano i pensieri, oltrepassando ogni confine geografico. Vasyl Pryyma, difensore ucraino ex Torino e Frosinone, sta vivendo la sua quarantena anti-coronavirus a Leopoli. Un lockdown allentato nelle misure restrittive a partire dalla giornata di ieri con l’inizio della fase 2. «Qui in Ucraina al momento abbiamo 16.023 casi positivi al Covid-19 confermati. Anche noi, così come voi italiani, siamo rimasti chiusi in casa limitando al massimo le uscite. Allo stretto necessario, insomma». E da ieri ha preso avvio un nuovo step che, però, non significa poter fare ciò che si vuole. Il buon senso deve essere sempre dominante.

Filo diretto con i familiari in Italia... e la preghiera di Papa Francesco a dare forza -

Il classe ’91 nativo di Novojavorivs'k ha seguito con grande attenzione l’evolversi della situazione lungo il nostro Stivale. Informato costantemente dalle telefonate con due figure di vitale importanza per lui: «Mia sorella e mia nonna. La prima viveva a Fiuggi ma adesso lavora a Selva di Val Gardena in Trentino Alto Adige mentre la seconda abita a Desenzano del Garda in Lombardia». Un filo diretto che ha scosso l’interiorità di Vasyl: «Ascoltare e vedere anche in tv o su internet immagini così forti di persone portate via dal mondo terreno da un virus è stato terribile». Al tempo stesso, però, la forza d’animo degli italiani ha donato fiducia a tutti: «Vedervi cantare sui balconi con il sorriso stampato sulle labbra ha dato speranza anche a noi che vi guardavamo dall’estero. Gesti che vi rendono speciali». Con la serata del 27 marzo che ha sicuramente assunto un valore simbolico importante. Papa Francesco, visibilmente commosso, celebra in una piazza San Pietro vuota la preghiera speciale per l’emergenza legata alla pandemia del coronavirus: «Ho pregato –ha confessato Pryyma- insieme a lui e al mondo intero affinché potesse finire al più presto il diffondersi del Covid-19».

Voglia matta di scendere in campo -

Centrale difensivo ben strutturato, alto 1,85 m, come ogni giocatore scalpita per tornare a calcare l’erba all’interno del rettangolo. «Il desiderio che ho di rientrare in squadra è forte. Attualmente gioco per la FC Karpaty Lviv, club della città in cui vivo con la mia famiglia».

Si riavvolge il nastro dei ricordi Ciociari -

Approdato in Italia al Torino da svincolato nell’ottobre del 2015, dopo l’esperienza al Metalurg, Pryyma non riesce a ritagliarsi spazio in granata. Appena 5’ contro il Cesena in Coppa Italia. Motivo per cui a febbraio 2016 passa al Frosinone in prestito. I Ciociari allenati all’epoca da Roberto Stellone inseguono la salvezza nel loro primo storico anno in Serie A. I ricordi associati al Leone sono indelebili: «Non possono che segnarti determinati momenti. Lì a Frosinone ho vissuto bene». E questa è la base per importi in qualsiasi realtà. In cinque mesi totalizza altrettante presenze, facendo il debutto in campionato da titolare nella sfida salvezza contro il Carpi valida per la 29esima giornata. I canarini retrocedono in B nonostante un positivo ruolino di marcia. L’8 maggio è una delle date indimenticabili che Vasyl custodisce gelosamente ancor oggi tra i suoi ricordi all’ombra del Campanile: «Al “Matusa” contro il Sassuolo salutammo la nostra favola chiamata Serie A. Un arrivederci avvenuto con dignità in campo. Perdemmo ma giocando un buon calcio. Dopo la partita sugli spalti regnò un clima di grande festa. Gli applausi sotto la Curva Nord, uno stadio intero in piedi per noi. Uniti in un momento di grande difficoltà emotiva. Nei miei occhi avevo le lacrime. Per questo ringrazierò sempre i Leoni giallazzurri».

Maurizio Stirpe e quel discorso post Benevento -

Il 28 giugno 2016 la società del presidente, Maurizio Stirpe, comunica di aver acquistato il giocatore a parametro zero a seguito del mancato rinnovo del contratto con il Torino. Già, Maurizio Stirpe. Una delle figure a cui Vasyl è più legato: «È un uomo saggio che merita assoluto rispetto. Lui ama il Frosinone. Ricordo che il 13 maggio 2017, dopo la partita con il Benevento persa 2-1, radunò tutta la squadra. Tenne un discorso splendido. Di motivazione. Ci disse che dovevamo giocare non solo per noi stessi, ma per una città intera. Per l’orgoglio delle persone che vivono e lavorano lì, onorando la maglia. Parole incredibili».

I tifosi sempre nel mio cuore... come la sera prima del derby col Latina -

Ai playoff i Ciociari di Pasquale Marino subiscono la cocente eliminazione per mano del Carpi in semifinale. E’ il momento precedente all’addio. Il 5 luglio arriva la risoluzione consensuale del contratto, il giorno successivo firma con lo Zorja Luhans'k. A febbraio 2019 si trasferisce in Bielorussia allo Shakhter Soligorsk con cui vince il campionato. Il 27 febbraio 2020 il ritorno in Ucraina con la FC Karpaty Lviv. «Porterò per sempre nel mio cuore i tifosi del Frosinone». Con un’istantanea a regnare più di ogni altra: «Vedere in massa così tanta gente sotto il nostro hotel la sera prima del derby con il Latina ad incitarci con cori e fumogeni. Che bella scena!». Un derby vinto 2-1 grazie alla doppietta di Dionisi. Con Vasyl titolare al fianco di Ariaudo a presidio della retroguardia.

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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