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Philipp Kessler (foto Bild) Philipp Kessler (foto Bild)

Ripartenza calcio in Germania, Kessler (Bild): «Ecco le linee guida del protocollo sanitario tedesco»

Gli occhi del mondo intero da domani saranno puntati sulla Germania. In Bundesliga riprenderà la caccia al Bayern Monaco. E’ il primo dei grandi tornei europei a ripartire dopo lo stop causato dal Coronavirus. Con essa anche la 2. Fußball-Bundesliga. Del protocollo sanitario sviluppato dalla Dfl, fortemente discusso in Italia e preso come modello di riferimento dai club a discapito delle misure prospettate dal Cts, ne abbiamo parlato con Philipp Kessler, giornalista del noto quotidiano tedesco “Bild”.

Philipp, il calcio tedesco si appresta a ripartire con Bundesliga e Zweite Liga. Quali sono le sensazioni alla vigilia di questa ripresa tra gli addetti ai lavori?

«In generale, gli appassionati non vedono l'ora che arrivi il fine settimana per assistere a questa ripresa. Credo che, anche se gli stadi non avranno la presenza dei tifosi, sarà una bella fuga dalla quotidianità che da tempo purtroppo è dominata dalle preoccupazioni legate al coronavirus. In Bundesliga riflettori puntati sul grande derby di sabato tra Borussia Dortmund e Schalke 04. Mentre domenica il Bayern Monaco farà visita all’Union Berlino. Inoltre, ci saranno gli esordi di due nuovi allenatori: Bruno Labbadia al timone dell’Herta Berlino e Heiko Herrlich all’Augusta. Insomma, i titoli di presentazione per la Bundesliga non mancano».

Il caso dei due giocatori positivi nella Dinamo Dresda in seconda divisione ha colpito tutti. Com’è stata gestita la situazione?

«La Dinamo Dresda è stata posta in quarantena per un periodo di due settimane. La squadra al rientro sarà chiamata a recuperare due partite. Ma la ripartenza del campionato non è stata pregiudicata. Fortunatamente, oltre a questi due casi di positività, non si è registrato nient’altro. Ad ogni modo, una cosa è chiara: tali contagi non dovranno ripetersi, altrimenti il programma e la sicurezza dei giocatori saranno in pericolo».

Cosa che non è accaduta con il Colonia, ad esempio…

«Lì sono andate in quarantena solo le tre persone trovate positive. Ma la formazione non ha interrotto la sua preparazione in vista della ripresa del campionato. Proprio come previsto dal protocollo. Le squadre della Bundesliga sono controllate costantemente, quindi il rischio che possano contrarre il virus è basso».

Il vostro paese si è dimostrato locomotiva trainante in ambito europeo anche nel calcio Potresti spiegarci le linee guida del protocollo sanitario?

«Va detto come il discorso sia un po’ complesso e andrebbe affrontato per step. Al di là della sfera calcistica, in Germania vale ancora un principio in particolare per ogni persona: ridurre al minimo le proprie relazioni, osservando le regole del distanziamento e soprattutto di igiene. Ad esempio, ognuno deve indossare delle mascherine di protezione quando vanno a fare shopping. Tali restrizioni, a livello nazionale, rimarranno in vigore fino al 5 giugno. I negozi possono riaprire ma gli eventi più importanti di carattere pubblico saranno vietati fino al 31 agosto. Questo serve a far capire il rigore di misure che hanno dato un'impronta anche al protocollo sanitario valido per il calcio. Ciò che è interessante è un aspetto in particolare: nel documento interno si sottolinea come bisognerà evitare abbracci e strette di mano tra i giocatori. Al massimo ci si potrà toccare con i gomiti o con un piede. I calciatori verranno osservati durante la partita. Le squadre vogliono allontanare rischi ed evitare contatti con altre persone provenienti dall’esterno. Pensate che il Bayern Monaco sta trascorrendo in hotel la settimana che conduce alla partita di domenica».

In panchina calciatori e allenatore dovranno indossare le mascherine?

«Sì, i calciatori in panchina saranno obbligati se non rispetteranno le sufficienti distanze di 1,5 m tra di loro. Gli allenatori non dovranno indossarle».

In caso di positività di un giocatore cosa accadrebbe?

«Il protocollo prevede la quarantena per il solo giocatore positivo. Ma è chiaro che tutti i componenti della squadra che hanno avuto contatti con il compagno positivo rischiano ugualmente di finire in quarantena. Proprio come accaduto con la Dinamo Dresda. Tra di loro ci sarebbe paura di aver contratto il virus».

È previsto un piano B nell’eventualità in cui dovesse esserci una sospensione improvvisa dei campionati?

«Non c'è ancora alcuna decisione a riguardo. 10 club di Bundesliga si sono schierati a favore della cristallizzazione della classifica (con assegnazione del titolo, promozioni e retrocessioni), 8 quelli contrari. La Dfl si è data tra i 10 e i 14 giorni di tempo per decidere».

Roberto De Luca

Redazione L'Inchiesta Quotidiano

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