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Discariche e TAV a Ferentino: investitori esteri in fila

Qualche settimana fa un’agenzia di rating statunitense, Fitch, è stata impietosa verso l’Italia dando al nostro debito pubblico una valutazione da spazzatura. Considerando la situazione della pandemia mondiale in corso e considerando trattasi di un’agenzia privata che nel 2008 aveva attribuito il massimo della valutazione ai debiti di banche USA che fallirono dopo pochi giorni, viene non solo una gran rabbia, ma anche la tentazione di andare in soccorso del debito italiano, a prescindere.

La nostra è una terra splendida, tra storia, natura e cultura forse non si può trovare di meglio in giro per il Pianeta Terra. Chi ci è nato non può non sentirne nostalgia anche se ha fatto la scelta di vivere altrove. Insomma, l’Italia ce l’abbiamo nel cuore e, come una figlia, la difendiamo a prescindere.

Chi invece ha fatto la scelta pensata, meditata, valutata tra diverse opzioni, di vivere, lavorare e fare impresa in Italia, qualche domanda se la pone, soprattutto adesso che l’economia è ferma e tutti dovrebbero remare per salvare il salvabile e ripartire meglio di prima.

Per troppi lavoratori la cassa integrazione in deroga NON è arrivata. Alcuni imprenditori hanno anticipato parte degli importi ai lavoratori, ma con le aziende chiuse, è facile capire che la liquidità finisce e quindi l’azienda non può sostituirsi completamente all’INPS, alla Regione, al Ministero del Lavoro.

Gli aiuti sotto forma di prestiti, quindi somme che andranno restituite, alle piccole e medie imprese non si sono visti. Le domande sia alla Regione che agli Istituti di Credito sono state inoltrate, ma le risposte non arrivano. Di decreti ne sono stati emanati tantissimi, ma per i piccoli imprenditori le chiacchiere sono rimaste tali, niente di concreto si è visto.

A questo si aggiunge che anche la normale routine amministrativa delle piccole e medie imprese incontra i problemi di sempre: il semplice cambio di fornitore di energia e gas può richiedere oltre un mese per il contratto e poi anche sessanta giorni per il passaggio effettivo al nuovo contratto, intanto si continuano a pagare le bollette con i prezzi altissimi ante pandemia.

Se a questo quadro desolante si aggiungono i mali atavici del nostro Paese: organizzazioni mafiose e camorristiche, sistema giudiziario traballante, insicurezza politica, è normale che non siamo un Paese che attira investitori esteri. Già è difficile investire e fare impresa per chi ci è nato e cresciuto in Italia, gli investitori esteri da cosa dovrebbero essere attratti? Dalle nuove discariche autorizzate da Governo e Regioni? Dalla Stazione TAV a Ferentino? Che tristezza!

Questo tempo poteva essere un’occasione per ripensare il nostro Paese, per ripartire migliorati, per risanare situazioni critiche. Pare invece che si stia procedendo con le vecchie e logore logiche ante covid. Anche stavolta gli Italiani si adegueranno e cercheranno di cavarsela? Chi non ha scelta sarà obbligato a cercare di sopravvivere. Per chi è nelle condizioni di poter scegliere, la domanda se restare o andare altrove in esilio, si pone. Sì, in esilio: il corpo non importa dove ed il cuore in Italia.

Anna Maria Tedeschi

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